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Santa Sofia, che la festa cominci PDF Stampa E-mail
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Nel centro ibleo il 10 settembre, si festeggia la patrona Santa Sofia. Si tratta di una festa patronale tra le più antiche della Sicilia, in quanto la prima edizione venne celebrata nel 1534, quando con bolla del Papa Paolo III, Santa Sofia venne proclamata Patrona e Tutelare di Sortino.

La particolarità di questa santa sta nel fatto che è anche “Tutelare” del centro ibleo. Infatti, l’attributo “Tutelare”, non viene usato per nessun santo patrono di altri paesi o città, ma solo per Santa Sofia, che, tra l’altro, è una santa tutta sortinese, e si rifà al “Numen Tutelare” del periodo romano. Si tramanda che Santa Sofia abbia trascorso la sua breve esistenza in questi luoghi iblei. Ed è proprio sull’esistenza di questa santa che si intrecciano storia, mito, leggenda e tradizione.
Intanto, Santa Sofia è venerata non come si venerano di solito i santi patroni in altri paesi, ma è considerata nell’intimo dell’animo popolare una “eroina”, in quanto viene ritenuta la sorgente della cultura locale e quindi essenziale del gruppo etnico che ne ha trasmesso la memoria. Si tratta degli “sciuttini”, che conducevano le pecore nelle valli, quindi pastori che abitarono anticamente questi luoghi iblei e che vennero a contatto con “una giovane fanciulla, ritta e bella come statua antica, le braccia alzate sciolta la chioma, battezzava questa gente mentre un venticello le arrivava e le fa carezze”. La storia di Santa Sofia è collocata nel II secolo d.C., nel periodo bizantino, e narra di una ragazza chiamata Sofia la bisantina, discendente di una famiglia che abitava la località di Bisanti, ubicata nella zona di Pantalica, che convertita al Cristianesimo divulgava tra gli “sciuttini” la parola del Vangelo.
La giovane fanciulla subì quindi il martirio ad opera del prefetto romano di Pantalica Marziale, e condannata a morte venne decapitata. La “Suffia” degli “sciuttini”, quindi era una giovane autoctona, mentre in un secondo tempo, la “Suffia” dei “mastri”, cioè degli intellettuali, venne fatta arrivare da Bisanzio, figlia del governatore Costante, che sapendo che professava il Cristianesimo la fece imprigionare. Liberata da un angelo, con un’imbarcazione di fortuna arrivò nel porto di Siracusa e da qui si diresse nella zona iblea. Una santa, quindi Sofia, che, per i sortinesi, diventa un mito attraverso la leggenda. E da 473 anni, questa “storia” si rinnova in un tripudio generale quando alle 11 del 10 settembre il simulacro di Santa Sofia si affaccia sul sagrato: la maestosa e spettacolare “sciuta”.
La festa sortinese, comprende, inoltre tutta una serie di appuntamenti religiosi, folkloristici e musicali.



Articolo di PAOLO MANGIAFICO
tratto dal quotidiano La Sicilia
Edizione di Sabato 8 Settembre 2007

 
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