Teatro Greco di Siracusa (10 maggio-24 giugno 2007). Il mito di Eracle al Teatro Greco di Siracusa: Trachinie di Sofocle ed Eracle di Euripide.
Il mito di Eracle sarà
riproposto in occasione del XLIII Ciclo di Rappresentazioni Classiche
che si terrà dal 10 maggio al 24 giugno 2007 al Teatro Greco
di Siracusa: Trachinie debutterà
giovedì 10 maggio, il giorno successivo sarà la
volta di Eracle. Sono attualmente in corso di
definizione i cast dei due spettacoli in cartellone; il manifesto
sarà realizzato dall’artista Emilio
Isgrò.
L’uomo con la sua forza e la sua enorme fragilità,
il suo rapporto complesso con la divinità,
l’insondabilità del destino: sono questi i temi
che emergono dai drammi in cartellone, nella visione problematica
dell’uomo e della vita proposta da Sofocle e da Euripide.
Una “indagine”, questa, che non lascia spazio
all’eroe forte e invincibile che domina
l’immaginario collettivo: Eracle non è qui un
semidio ma un uomo che affronta la vertiginosa caduta della gloria e
della sua buona fortuna.
Nelle Trachinie, Eracle distrugge una
città per conquistare la figlia del re, Iole, e portarla con
sé come concubina: troverà la morte per mano
della moglie Deianira, che lo avvelena, senza volere, credendo di
somministrargli un filtro d’amore (il sangue del Centauro
Nesso di cui cosparge il chitone da donare al suo sposo) che ha
custodito segretamente per anni.
E a sua volta, rendendosi conto che la veste porterà Eracle
alla morte, la donna si toglierà la vita, come molte grandi
regine della tragedia greca, in segreto, tra le mura della sua reggia.
Emerge costantemente, in questo dramma, un senso di incertezza, di
realtà multiforme, difficile da comprendere e da
“ordinare”. Per certi versi, Eracle e Deianira,
come membri di una unione mal riuscita, hanno entrambi qualcosa di
“non puro”: astuzie, menzogne, tradimenti
contrassegnano l’agire di Eracle, Deianira è
ossessionata dai suoi ricordi, e attraverso il suo “patto
segreto” con Nesso, porta in sé il seme della
distruzione.
In molti drammi sofoclei emerge prepotentemente un lato oscuro che
altera la visione delle cose e di se stessi, una deformità,
una contaminazione che diviene un fatto ancora più
destabilizzante proprio perché coinvolge grandi personaggi,
spesso colti all’apice della loro gloria: basti pensare alla
follia in Aiace, al puzzo di cadavere
dell’Antigone, alla peste dell’Edipo
Re, alla piaga nel Filottete.
E’ questo il fil rouge che ci porta oltre
Sofocle, fino a Euripide, al suo Eracle accecato dalla follia proprio
quando, terminate le fatiche, salvata la sua famiglia dalla morte e
liberata Tebe dal dominio di Lico, sembra aver superato ogni ostacolo,
ogni minaccia.
Per ordine di Era, Lissa, la follia, penetra nella sua mente, portando
l’eroe a uccidere i suoi cari senza rendersene conto,
scambiandoli per la moglie e i figli del suo nemico.
Anche qui una azione non voluta, dettata da una volontà
oscura e insondabile cui l’uomo deve necessariamente
piegarsi. E ad Eracle, cui la vita ha dato tutto e ha tolto tutto, non
rimane che aggrapparsi all’amico Teseo, re di Atene, che, in
un finale commuovente, lo porta con sé nella sua
città.
Trachinie
ed Eracle nella storia dell’INDA
L’Istituto Nazionale del
Dramma Antico ha rappresentato per la prima volta le Trachinie
al Teatro Greco di Siracusa nel 1933, con la traduzione di Ettore
Bignone, la direzione artistica di Franco Liberati, le musiche di
Ildebrando Pizzetti, scene e costumi di Duilio Cambellotti.
Bisognerà aspettare quarantasette anni per assistere alla
seconda messa in scena del capolavoro di Sofocle, nel 1980, con la
traduzione di Umberto Albini e Vico Faggi, la regia di Gianfranco
Cobelli, le musiche di Salvatore Sciarrino, scene e costumi di Paolo
Tommasi. In questa occasione, Deianira è interpretata da una
straordinaria Valeria Moriconi.
Eracle è stato rappresentato solo una
volta nella storia dell’INDA, nel 1964; la traduzione
è di Salvatore Quasimodo, la regia di Giuseppe Di Martino,
le musiche di Bruno Nicolai, scene e costumi di Mischa
Scandella. Il volto di Eracle è quello di Sergio Fantoni,
Lico è Arnoldo Foà.
Informazioni fornite dall'INDA - Siracusa
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