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Prefazione storica PDF Stampa E-mail
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Città tra le più antiche del Mediterraneo, ricca di storia e monumenti, Siracusa esprime fino in fondo la varietà e la complessità culturale che hanno caratterizzato la vita della Sicilia dalle origini ai nostri giorni.
In una posizione fortunata (una grande terrazza calcarea che si affaccia sulla sottostante linea costiera) e dotata di un magnifico porto naturale, la città appare oggi nettamente divisa tra il vecchio centro storico sull’isola di Ortigia e i nuovi insediamenti la cui maggiore espansione, superati il periodo umbertino e quello fascista, si è avuta a partire dal miracolo economico del secondo dopoguerra, in coincidenza con l’industrializzazione della zona a nord della città.
Gli effetti di questi cambiamenti sono immediatamente visibili nelle scelte urbanistiche e architettoniche operate negli ultimi anni, i cui esiti - è inutile negarlo - hanno spesso ferito l’anima di una città che rimane comunque tra le più belle ed interessanti del mondo.
Abitata sin dalla preistoria da popolazioni autoctone e insediamento appartenuto all’antica civiltà di Thapos, dalla fondazione greca ad opera di coloni Corinzi (734 a.C.) la città diviene rapidamente il centro egemone del mondo greco-occidentale e la principale rivale di Atene.
Nel 212 a.C., dopo un drammatico assedio, Siracusa cadde in mano romana, rimanendo tuttavia una delle più importanti metropoli del mondo antico.
Presto evangelizzata (vi predicò S. Paolo e sin dal III sec. ebbe una comunità cristiano organizzata), nel 535 diventa parte dell’impero bizantino e residenza, dal 663 al 668, dell’imperatore Costante II; nel 692 è a capitale di un thema (una circoscrizione amministrativa bizantina).
Dopo un lungo assedio, ultima città in Sicilia, è conquistata nell’ 878 dagli arabi e diviene presto capitale del Val di Noto islamizzato. Nel 1038 torna bizantina per essere normanna pochi anni dopo, dunque sveva, poi genovese e successivamente ancora sveva con Federico II. Alla successiva, opaca, dominazione angioina segue una ripresa politica e urbanistica con gli aragonesi e l’istituzione della Camera Reginale nel 1361. Dal XV sec. fino al traumatico terremoto del 1693, Siracusa si arricchisce di nuovi palazzi e monumenti. La ricostruzione settecentesca contribuisce a darle una fisionomia barocca, resa peculiare dal lavoro delle sue capaci maestranze di antica tradizione e dall’impronta lasciata da una celebre famiglia di architetti locali: i Vermexio. Sin dal secolo precedente tra i maggiori artefici del barocco siracusani.
Il periodo umbertino, il fascismo e lo sviluppo del secondo dopoguerra, hanno lasciato infine, in misura diversa e con diversa evidenza, un loro segno nell’architettura, nel tessuto urbano e nella vita civile della città.







Fonte:
Siracusa e il suo entroterra
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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