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Il medioevo arabo PDF Stampa E-mail
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Nel V secolo dopo Cristo, Siracusa cadde sotto la minaccia dei barbari, visigoti e vandali, cristiani ma di fede ariana e, pertanto, considerati eretici. Alle invasioni barbariche fece seguito la dominazione bizantina (dal 535) durata quasi tre secoli ma costantemente messa in pericolo dalle incursioni arabe.
Per pochi anni la città fu anche sede della capitale dell'Impero d'Oriente (dal 663 al 668 con l'Imperatore Costanzo); nel frattempo il vescovo Zosimo aveva trasferito, la cattedrale da S. Giovanni alla chiesa attuale, l'antico tempio di Atena trasformato in chiesa cristiana in epoca precedente.
Al principio del IX secolo si intensificarono le razzie dei musulmani. Un primo assedio a Siracusa fu tentato già nell'827 ma è solo nell'878 che la città cedette, dopo incredibili sofferenze e privazioni dei difensori, di cui ci rimane una dettagliata testimonianza nella lettera che un sopravvissuto, il monaco Teodosio, scriveva all'arcidiacono Leone. Teodosio descrive come, sconvolti dalla fame, gli assediati fossero arrivati a cibarsi anche di carne umana
Gli Arabi, comandati da Abû Isâ predarono la città di ogni ricchezza, distrussero e incendiarono lasciando dietro» di sé solo rovine fumanti; il bottino ammontava a un milione di « pezzi d'oro ». Terrorizzati, i siracusani si ritirarono nell'isola di Ortigia.
Come tutta la Sicilia orientale Siracusa cadde nella condizione più povera e culturalmente incolta che mai avesse conosciuto, dalle sue origini. Il centro politico e culturale si spostò attorno alla corte di Palermo, mentre i capi arabi si combattevano fra loro e i bizantini tentavano di provocare sollevazioni. Nonostante il tentativo di Maniace di costituire un centro di resistenza anti-arabo bisognerà aspettare la dominazione normanna per avere i primi segni di ripresa.

La città (Ortigia), nella quale erano arrivati gli abitanti, dei quartieri situati sulla terra ferma, delle campagne e dei paesi vicini, si preparò a resistere. I Saraceni al comando dell'emiro Giafar Ibn Muhammed posero il campo nella basilica di S. Giovanni fuori le mura, e nelle latomie che circondavano la città e posero l'assedio alla città strenuamente difesa dall'intera popolazione che vegliava dall'alto delle mura. L'assedio durò dieci mesi quando, poi, i Saraceni ebbero ragione della flotta bizantina inviata in aiuto della città, il destino di Siracusa sembrò segnato. L'occupazione del porto rappresentò la chiusura dell'ultima via di accesso per i rifornimenti. La popolazione riuscì a resistere parecchi giorni succhiando radici, triturando ossa; la fame e la disperazione portò anche a casi di cannibalismo.
Il 21 maggio dell'878 gli islamici irruppero in città dal forte Campana (nei pressi dell'attuale Porta Marina).Il bottino fu fra i più ricchi che gli arabi avessero mai conquistato in Sicilia. L'eccidio che seguì al saccheggio fu degno della fama che i Saraceni da secoli si erano guadagnata; le mura furono abbattute, le case, le chiese ed i monasteri dati alle fiamme. Migliaia di cittadini furono chiusi in carcere, molti altri spediti schiavi in Africa. Nuova dominazione, nuove leggi, nuova religione, nuova trasformazione dei luoghi di culto: le chiese diventarono moschee e molti siracusani si convertirono alla religione islamica. Le cifre riguardanti i convertiti alla nuova religione, riportate dagli storici, sono impressionanti; ma se si tiene conto del fatto che cristiani ed ebrei erano tenuti a cucire sugli abiti e a dipingere sulle porte delle case un segno di identificazione e a pagare una tassa religiosa, la Gesia, si può supporre che numerose conversioni furono... di comodo. Inizialmente la Sicilia fu tenuta come provincia araba, poi, verso il 960, si trasformò in principato ereditario, acquistando una certa indipendenza e raggiungendo il massimo splendore sotto la dinastia dei Kalbiti tra il 948 ed il 1040. Una delle prime mosse politiche dei nuovi padroni fu lo spostamento della capitale da Siracusa a Palermo; seguì la divisione dell'isola in tre grandi province che chiamarono "Valli": Val di Mazara con capitale Palermo, Val Demone con capitale Messina e Val di Noto con capitale Siracusa.

La tracce della cultura araba sono ancora evidenti in Ortigia in quel formidabile ed unico tracciato viario da autentica Kasba che è rappresentato dal dedalo inestricabile dei vicoli del rione della Graziella,nonchè dal vasellame e dagli oggetti di maestranze arabe, conservate oggi nella Galleria Regionale di Palazzo Bellomo.
Lo stesso Tempio di Apollo nel X secolo fu trasformato in moschea araba, come si legge da un'iscrizione musulmana tuttora osservabile sulle pietre del tempio greco. E la sua vicinanza con la "Graziella" ci fa credere che si trattasse della moschea più importante della città.
Nel Duomo inoltre si conservano dei mosaici arabo-normanni, collocati nella cappella del Battistero.

Fonte:
Siracusa e la sua provincia
PRO.GRA.MS S.r.l.
Usmate (Mi)




 
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