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Riemerge l'antica Siracusa | Riemerge l'antica Siracusa |
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Ancora una volta l’archeologia scopre città dentro la città: gli scavi ai Villini hanno messo in mostra i chiari segni dello splendente passato. Dalla Siracusa di età greca sino alle sue fasi medievali e bizantine, gli scavi condotti in piazzale Marconi hanno aggiunto nuovi tasselli per la ricostruzione storica del capoluogo aretuseo. Ne è convinta la soprintendente ai Beni culturali, Mariella Muti, e lo afferma anche la direttrice delle indagini, Maria Musumeci, che per tre mesi ha coordinato le attività di ricognizione nell’antica Neapolis. Quello che è venuto alla luce conferma quanto dedotto a seguito delle grandi campagne di scavo svolte negli scorsi decenni da Luigi Bernabò Brea e Giuseppe Voza: la zona di piazzale Marconi era occupata subito dopo lo stanziamento dei coloni in Ortigia. «Si è trattato di una delle indagini più importanti degli ultimi anni – afferma Maria Musumeci – e particolarmente complessa a causa della manomissione dell’area avvenuta anni addietro per la disposizione di tubi idrici, rete fognaria e tubi della Sip». Tutto questo ha comportato una oggettiva difficoltà delle indagini perché all’epoca degli scassi per questi lavori pubblici, gli operai scavarono e ricolmarono gli scavi con la stessa terra che, quindi, gli archeologi hanno trovato manipolata. Tra i rinvenimenti più importanti quello di un pozzo di epoca greca, denominato “pozzo 3”, parzialmente ricavato nella roccia, che conservava anche materiali di età romana. Ancora, sono venute alla luce alcune strutture murarie di diverse età: sia medievali, bizantine che romane, in quest’ultimo caso svelando tracce di pavimentazioni in cocciopesto. Di grande interesse la scoperta di una struttura a grossi blocchi lapidei datata in epoca greca, tra la fine del VI e gli inizi del V a.C., che probabilmente sarà stata destinata ad usi sacri. «E' senz’altro una zona importante dal punto di vista archeologico. Nei pressi di questo stesso sito infatti – prosegue l’archeologa – sono già venute alla luce testimonianze di rilievo sia anni addietro che, più recentemente, a seguito di scavi in via Malta. Inoltre, ricognizioni sono ancora in corso nell’area del Foro siracusano sotto la direzione di Lorenzo Guzzardi». Tutti i reperti, tra cui frammenti e cocci di pregio, e i rilievi saranno ora analizzati, studiati e confrontati. Ciò al fine di delineare un quadro quanto più dettagliato della vita in questo rione, e dell’evoluzione del tessuto topografico della città. Inoltre, sarà realizzata una ricostruzione grafica dell’area e una cronistoria delle indagini. «Gli scavi saranno coperti con materiali sofisticati che ne permetteranno, se sarà il caso, la loro riapertura – ha spiegato Mariella Muti -. L’antica Siracusa è, al pari di Roma o Napoli, sotto la città moderna per cui la Soprintendenza, insieme agli altri enti, adotta da qualche anno una politica di tutela, fruizione e al contempo rispettosa dell’esigenza di sviluppo della città». Le fa eco Lorenzo Guzzardi, responsabile del settore Archeologico della Soprintendenza che sottolinea come proprio in tale ottica si inserisce dunque la decisione di coprire i rinvenimenti per permettere la realizzazione di una nuova piazza. I lavori di quest’ultima, infine, sono al momento bloccati per questioni amministrative del Comune ma ripartiranno a breve.
Articolo di ISABELLA DI BARTOLO tratto dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia) Edizione di Giovedì 3 Agosto 2006 |
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