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Nasce il Marina di Archimede | Nasce il Marina di Archimede |
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Tre anni e mezzo e il porto turistico sarà operativo. Siracusa centro del Mediterraneo. Una pergamena «sepolta» con la prima pietra. È iniziata così, ieri mattina, la storia moderna del porto turistico di Siracusa che si chiamerà «Marina di Archimede». Un traguardo significativo, suggellato nell’area del molo Sant’Antonio. Un progetto che verrà realizzato grazie all’accordo di programma firmato tra la Regione siciliana, il Genio civile, la Capitaneria di porto, il Comune di Siracusa e la società Acqua Pia Antica Marcia del gruppo Caltagirone. Il progetto muove i primi passi con la iniziativa dell’imprenditore Paolo Gallo e la progettazione dell’architetto Armando Pizzo. Entrambi di Palazzolo. Fino alla cerimonia di ieri, con le autorità e Francesco Bellavista Caltagirone, presidente della Società Acqua Marcia, la stessa che è proprietaria dell’hotel Des Etrangers et Miramare di Ortigia. Vi hanno preso parte anche il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, il presidente della Provincia, Bruno Marziano, il sindaco Giambattista Bufardeci, il comandante della Capitaneria di porto, Antonino Munafò, la soprintendente ai Beni culturali, Mariella Muti, il deputato nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, l’assessore regionale all’Industria, Giovanna Candura, e il rettore del Santuario della Madonna delle lacrime, monsignor Michele Giansiracusa, che ha benedetto la prima pietra dove è stata simbolicamente sistemata la pergamena firmata da Caltagirone, Cuffaro, Bufardeci, Marziano e Munafò. La struttura ridisegnerà una parte significativa del waterfront cittadino, e potrà ospitare circa 600 posti barca. Tempo previsto per la sua costruzione 40 mesi. «È un’opera di grande rilievo per la nostra società – ha commentato Caltagirone –, per Siracusa e la Sicilia tutta, che deve divenire il fulcro del Mediterraneo. Per questo siamo orgogliosi ma sentiamo anche molto il peso della responsabilità di fare qualcosa che sia a livello dell’attesa». Di «giornata storica» ha parlato il sindaco Bufardeci, che ha sottolineato il valore del mare per Siracusa. «Per decenni – ha detto il sindaco – la nostra città ha abbandonato una delle sue risorse più importanti. Ora è tempo di cambiare pagina, ripartendo dal passato: il mare, che ha fatto grande Siracusa e darà nuove prospettive di crescita». Sul difficile connubio tra tutela e sviluppo si è invece soffermata la soprintendente Mariella Muti. «Oggi si conclude la prima fase di un percorso lungo e complesso – ha detto – al quale abbiamo lavorato insieme agli altri enti coinvolti, tra cui anche la soprintendenza al Mare». Entusiasmo anche da parte del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. «Mi auguro di poter viver tante giornate come questa – ha commentato – perché con l’avvio di questi lavori mostriamo il volto operativo di una politica di concertazione tra le varie istituzioni locali e di collaborazione con partner privati». Nel corso della cerimonia, presentata dall’ex-miss Italia Tania Zamparo, la società Acqua Marcia ha donato all’Istituto nautico «Gaetano Arezzo della Targia» di Siracusa l’imbarcazione «Spirit of Shardana», consegnandone le chiavi al presidente Marziano. «Quindici anni fa – ha detto Marziano – si cominciò a diversificare il modello di sviluppo della nostra provincia, dando spazio al turismo. E per anni si è parlato di scarto tra le potenzialità e la realtà di Siracusa: oggi non è più così». Si aprono, dunque, nuovi scenari per la città di Archimede. Anche la baia aretusea cambierà volto. Appuntamento fra tre anni. Il progetto L’area in cui si realizzerà l’opera è all’interno del Porto Grande ed è compresa tra la banchina ovest del molo Sant’Antonio e la banchina di riva del porto peschereccio. Ci saranno 600 posti barca. Le aree a terra coinvolte nell’intervento, per circa 147 mila metri quadrati, sono una fascia della banchina del molo Sant’Antonio, la banchina di riva della darsena peschereccia, edifici esistenti. Sono previste opere di arredo urbano, viabilità e piazzali. Tra le strutture principali un cantiereofficina, un edificio direzionale-espositivo e uno hotel-negozi, torre di controllo, stazione di servizio, parcheggi esterno e interno, passaggi pedonali, colonnine per l’alimentazione idrica ed elettrica delle imbarcazioni, scalo di alaggio. I reflui saranno conferiti alla rete fognaria urbana attraverso un piccolo depuratore che sarà costruito da Sogeas. L’opera è cofinanziata dai privati e dai fondi Por Sicilia. La banchina nordovest sarà riservata ai pescherecci e ai mezzi delle forze dell’ordine.
Articolo di ISABELLA DI BARTOLO
tratto dal quotidiano La Sicilia Edizione di Domenica 21 Ottobre 2007 |
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