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La linea ferrata del barocco | La linea ferrata del barocco |
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Serie di iniziative, anche ministeriali, per valorizzare al massimo il Val di Noto: il treno come mezzo unico e senza tempo per scoprire le meraviglie del Val di Noto. Dal due marzo al ventotto settembre del prossimo anno sarà possibile immergersi, attraverso un tour gratuito, nell’architettura tardo-barocca della Sicilia del diciottesimo secolo. Un’opportunità, questa, realizzabile grazie a “MaratonArte”, sorta di Telethon del patrimonio artistico che, andato in onda sulla Rai, a reti unificate, fra il cinque e il sette ottobre, mira a salvaguardare, tramite il contributo dei telespettatori, sette siti italiani di notevole importanza storica. Promossa dal ministero dei Beni culturali in collaborazione con la Rai, le Ferrovie dello Stato, la Sovrintendenza della provincia di Ragusa e il Comune di Modica, “MaratonArte” ha visto la partecipazione della Sicilia con tre importanti interventi o, per usare le parole dello spot che ha come testimonial Luca Zingaretti “tre missioni possibili”: il ripristino e la messa a norma di alcuni edifici della stazione di Modica, la realizzazione di un treno turistico sulla linea Siracusa-Modica-Ragusa e infine l’allestimento a bordo di una mostra sul barocco siciliano. «Tra giardini, musei e zone archeologiche italiani – spiega l’assessore regionale ai Beni culturali, Lino Leanza – è stata scelta proprio la linea del barocco Siracusa-Modica-Ragusa, non un bene archeologico classico ma una delle più ardite opere di ingegneria realizzate in Italia sul finire del XIX secolo che, tra valli, ponti e gallerie, attraversa un territorio dal paesaggio ancora incontaminato». Una locomotiva diesel, due carrozze “Centoporte” e un vagone-mostra con il logo, sulla fiancata, di “MaratonArte”, l’iniziativa che ha reso possibile la realizzazione del treno museo, attraverseranno dunque, il prossimo anno, il cuore barocco del Val di Noto toccando Siracusa, Modica e Ragusa Ibla, le due cittadine iblee ricostruite e ridisegnate da grandi architetti isolani dopo il devastante terremoto del 1693. E così, costeggiando lo Ionio e il Mediterraneo, e tra lo sfondo delle caratteristiche cave, degli uliveti, degli alberi di carrubo, dei mandorli in fiore e ancora dei muri a secco, sarà possibile, all’interno del treno museo, visitare la mostra divisa in tre sezioni. La prima parte fornirà gli strumenti principali per comprendere la cultura e la particolarità del territorio ibleo e del Val di Noto. La seconda sezione catturerà invece il visitatore facendo provare virtualmente l’evento catastrofico del terremoto tramite l’utilizzo di due videoproiettori che mostreranno immagini di crolli e rumori tipici. Infine, nella terza parte, sarà protagonista la ricostruzione del Val di Noto dove, alla forza distruttrice dell’evento tellurico, si contrappone la vita e la voglia del popolo siciliano di reagire e ricostruire le città e i luoghi con la splendida architettura tardo barocca che caratterizza il linguaggio delle pietre.
Articolo di PAOLA ALTOMONTE
tratto dal quotidiano La Sicilia Edizione di Lunedì 1 Ottobre 2007 |
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