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Il corpo di S. Lucia: i fedeli sperano PDF Stampa E-mail
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Venezia apre uno spiraglio. Sarà una commissione, composta da delegati di entrambe le diocesi, a valutare la richiesta di Siracusa: il cardinale patriarca di Venezia, Angelo Scola e l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Giuseppe Costanzo si conoscono da molti anni; quando entrambi hanno assunto l’incarico si sono subito incontrati per affrontare la questione del corpo della Santa.
Non è un sì, ma soprattutto non è un no. Siracusa e Venezia continueranno a "trattare", ma in un clima che viene definito «sereno e fraterno, del tutto alieno da ogni forma di rivendicazione». Un passo decisivo è stato compiuto ieri a Zelarino, nel cuore della laguna. Il patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola, e l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Giuseppe Costanzo, hanno deciso che sarà «una commissione ecclesiale mista a raccogliere tutti gli elementi necessari per giungere ad una decisione finale in merito alla richiesta di Siracusa».
La commissione (che sarà composta da delegati di entrambe le diocesi) dovrà assolvere a sei compiti:

1) prendere in esame tutti gli aspetti ecclesiali, storici, culturali, identitari connessi al culto della Santa nelle due città;
2) favorire l’educazione al culto autentico dei santi anche in relazione al risveglio di interesse popolare suscitato dalla richiesta di Siracusa;
3) solennizzare con particolari gesti la festa di Santa Lucia del 13 dicembre;
4) curare l’accoglienza di tutti i pellegrini adeguando anche la proposta di conoscenza della storia della Santa e del suo culto nei secoli;
5) promuovere uno scambio di doni e di collaborazione tra le due chiese nei diversi campi della pastorale;
6) prestare attenzione al coinvolgimento della società civile.

Il corpo di Santa Lucia, conservato in un'urna di cristallo
Il corpo di Santa Lucia, conservato in un'urna di cristallo
Questi ultimi due punti hanno una rilevanza «politica» particolare. Siracusa e Venezia non possono più essere avversarie nel nome di Santa Lucia. Per questo, al termine dell’incontro di ieri è giunto anche l’annuncio a sorpresa. Il cardinale patriarca Angelo Scola sarà a Siracusa, il prossimo 13 dicembre, per partecipare ai festeggiamenti in onore di Santa Lucia. Nei giorni successivi l’arcivescovo di Siracusa, Giuseppe Costanzo andrà in pellegrinaggio a Venezia.
Qualcosa sta cambiando: il patriarca inviò suoi, importantissimi, rappresentanti, due anni addietro a Siracusa nel corso della traslazione delle spoglie di Lucia (ma non si spostò di un passo dal Veneto) mentre il parroco di San Geremia e Santa Lucia di Venezia, don Renzo Scarpa, non ricorda una visita ufficiale di un vescovo siracusano davanti l’altare che custodisce il corpo della vergine siracusana.
Segno dunque di un rapporto sempre più solido che si basa sul paziente lavoro dell’arcivescovo Costanzo e sulla disponibilità al dialogo mostrata prima dal cardinale Marco Cè e poi dal patriarca Angelo Scola.
«L’incontro - si legge in un comunicato congiunto diffuso ieri dalle curie di Venezia e Siracusa - è stato voluto per per un reciproco ascolto e dialogo sulla richiesta manifestata dalla Chiesa di Siracusa di ottenere in dono il corpo di Santa Lucia, martire nata e vissuta nella città siciliana, custodito da secoli nella chiesa Venezia dei santi Geremia e Lucia, e si è svolto in uno stile di dialogo sereno e fraterno, del tutto alieno da ogni forma di rivendicazione, e ha evidenziato un clima di profonda comunione basato sullo scambio di doni tra le due Chiese. L’arcivescovo di Siracusa ha presentato la sua richiesta motivandola su cinque elementi: il valore della Santa per l’identità popolare, spirituale, culturale, missionaria ed ecclesiale di Siracusa».
In queste settimane nelle quali la vicenda è stata al centro del dibattito tra Siracusa e Venezia, il patriarca non ha potuto non tenere in considerazione la grande
testimonianza di affetto che la comunità siracusana ha riservato a Santa Lucia durante la settimana di dicembre del 2004 nella quale il corpo è stato traslato dal Veneto alla Sicilia.
Centinaia di migliaia di fedeli hanno preso parte alla processione, ed altre decine di migliaia hanno voluto rendere omaggio alle spoglie custodite nell’altare della
basilica di Santa Lucia alla borgata. Indimenticabili le lacrime di una intera piazza quando il corpo «salutò» la città. Monsignor Giuseppe Costanzo da parte sua non ha potuto ignorare che Venezia custodisce e venera Santa Lucia oramai da otto secoli, elevandola anche a copatrona della città lagunare. Insomma due città, due comunità che non possono affrontarsi, nel nome di Lucia, ma che devono dialogare, senza rivendicazioni, senza contrasti.



Articolo di MASSIMO LEOTTA
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Venerdì 26 Maggio 2006



 
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