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Archimede, il nostro orgoglio PDF Stampa E-mail
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Città, in testa sindaco Bufardeci e rappresentanti di tutte le istituzioni, mobilitata per partecipare a una serie di iniziative. Da Cettina Voza linput a un movimento di concreta rivalutazione del «genio».

Archimede non dimenticato ma certamente trascurato. La città lo ricorda, spesso, con buone intenzioni per eleggerlo sia come figura d'alta cultura sia come scienziato. Ma non seguono, praticamente da sempre, iniziative concrete che confermino la conoscenza di Siracusa nel mondo quale città di Archimede, seppur oggi, forse come non mai, si assiste ad una certa mobilitazione.
Archimede
Archimede in un dipinto di Domenico Fetti (1620)
Domenico Fetti: Archimedes, 1620
Alte Meister Museum, Dresden (Germany/Deutschland)
La studiosa Cettina Voza ripropone la giusta causa guardando con occhi e con orgoglio di siracusana: "Le caratteristiche intrinseche della scienza e delle intuizioni del grande matematico, in realtà ci giungono come folgorazioni ogni qualvolta che un nuovo concetto, o una nuova scoperta, dimostrano come Egli l'avesse già intuita o prefigurata. E se anche, la storia della scienza, quella veicolata dalla storiografia romana, pur riconoscendo la sua straordinaria qualità di scienziato, ha cercato di operare in senso in qualche modo riduttivo sulla sua persona, consegnandoci l'immagine dello scienziato immerso nel sapere ma avulso dalla realtà, peggio ha operato sul versante del sapere scientifico di Archimede, che presso i Romani non ebbe alcuna continuità di tradizione. La
storia della scoperta dei codici archimedei, non coincide con quella del sapere scientifico romano, ma fu affidata ad altri uomini ed ad altri tempi. Questo meccanismo di oblio di oscura natura, ha in parte colpito anche la stessa Siracusa, sua città natale, che ha mostrato nei confronti del più illustre dei suoi figli, quegli atteggiamenti di mancata accettazione, indizio in psicanalisi del peso di un padre troppo grande".
L'iniziativa, la prima, che nello specifico chieda il ricordo attraverso un monumento, infatti ce ne sono state tante e di spessore che hanno indagato aspetti del mondo di Archimede, ha trovato subito l'adesione e il consenso del Sindaco, Titti Bufardeci, del presidente della Provincia Bruno Marziano,
del Consorzio Universitario attraverso il presidente Salvo Baio, della facoltà di Architettura con il prof. Giuseppe Dato, e in ultimo ha avuto l'adesione della facoltà di Lettere dell'Università di Messina con il preside Vincenzo Fera. Questa vera mobilitazione dimostra se possibile ancora una volta, che il grande Archimede, tanto materialmente assente, è altrettanto spiritualmente e scientificamente presente nella mente e nel cuore dei suoi concittadini, che oggi non vogliono subire il "rovello" di una vicinanza impossibile con il loro grande concittadino, ma consapevolmente ne vogliono esplorare le opere e vedere concreti i segni.


Articolo di L. S.
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Venerdì 20 Aprile 2007

 
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