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Addio mercato d'Ortigia PDF Stampa E-mail
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C’era una volta il mercato di Ortigia. Non ci vorrà forse molto tempo dal riporre nei nostri ricordi il mercato tradizionale di via De Benedictis in Ortigia. Così, mentre si stanno festeggiando i sessant’anni di Repubblica in Italia, potremmo accingerci a salutare gli ultimi sessant’anni del mercato più affascinante, suggestivo ed anche attrattivo di Siracusa.

Mercato di Ortigia, bancarella del pesce
Mercato di Ortigia, bancarella del pesce

Le avvisaglie di un progressivo, lento ma inesorabile declino del mercato generale è dato da una serie di indicatori, primo fra tutti lo stato di abbandono in cui versa quell’area, pur meta ogni giorno di migliaia di siracusani e centinaia di turisti, affascinati da quel groviglio pittoresco di bancarelle con tanti generi alimentari e ortofrutticoli ma anche di pesce ed abbigliamenti.
Da anni ormai si parla di dare una migliore collocazione a quel mercato ortigiano, che si snoda su una via e sulle traverse laterali. Le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo hanno avanzato promesse di interventi e di aggiustamenti a quel mercato, che fino ad un ventennio addietro era l’unico che operava nella nostra città, appuntamento tradizionale per massaie, pensionati e turisti. Per i siracusani d’un tempo era una tradizione recarsi in Ortigia (che veniva intesa come Sarausa), per soddisfare ad ogni esigenza della famiglia. Addirittura era in funzione un servizio di barche che collegavano il molo Santa Lucia con il piazzale delle Poste. Un sistema di trasporto molto gradito dai burgarioti, che si recavano al mercato di Ortigia, senza fare uso di automobili ed altri mezzi motorizzati.
Con l’incedere della tecnologia, ma soprattutto con l’allargamento della città anche nei rioni della Pizzuta, di Mazzarrona e di Santa Panagia, si è reso necessario una più conforme distribuzione delle attività merceologiche. Sono, quindi, nati i mercatini rionali, quello giornaliero di via Giarre, molto più grande ed assortito di quello di Ortigia e la fiera settimanale di via Algeri. Inutile affermare che l’allargamento delle attività di ambulantato anche ad altre parti della città, ha reso meno appetibile ed ambita la meta del mercato di via De Benedictis. Che in tutti questi anni ha conosciuto il progressivo tracollo.
Si era parlato della possibilità di sistemare la nuova area mercatale al passeggio Talete, ma poi l’ipotesi è tramontata, come tante altre iniziative in cantiere. Oggi di fatto si assiste ad una dismissione progressiva delle bancarelle. Con il pensionamento dei vecchi ambulanti, viene a mancare il ricambio generazionale. Ma c’è molto di più all’orizzonte e nei meandri del mercato.

Mercato di Ortigia, bancarella dei formaggi
Mercato di Ortigia, bancarella dei formaggi

Ciò che per quanto ci riguarda riteniamo essere preoccupante è il fenomeno della vendita delle licenze commerciali - afferma il presidente della Confesercenti, Arturo Linguanti - Molti ambulanti che hanno operato al mercato di Ortigia, si vedono lusingati dalle offerte di denaro provenienti dai commercianti cinesi, che non tergiversano a pagare decine di milioni di vecchie lire in contanti, pur di ottenere la licenza commerciale e il posto di rilievo all’interno del mercato”. Per il presidente della Confesercenti siracusana, si tratta di un fenomeno davvero preoccupante. “Continuando di questo passo - spiega Linguanti - finiremo per snaturare il vero significato del mercato di Ortigia. Così, anziché andare a comprare il pesce o la frutta, ci ritroveremo dinanzi ad una serie di bancarelle con abbigliamenti a poco prezzo, chincaglieria e altre cineserie”. Insomma, si prospetta all’orizzonte il “pericolo giallo” , che rischia di fatto di inghiottire la tradizione siracusana per imporre una serie di iniziative che nulla hanno a che vedere con le prerogative del nostro mercato generale. “Se da un lato l’atteggiamento remissivo dei nostri ambulanti è deprecabile - dice Linguanti - dall’altra parte è giustificato dal fatto che fino ad oggi niente e nessuno è intervenuto per raccogliere il loro grido d’allarme garantendo una migliore e più funzionale distribuzione di quel mercato tradizionale e suggestivo”. Il grido d’allarme è ovviamente lanciato alle istituzioni pubbliche locali, che hanno il dovere di raccoglierlo e di studiare le contromosse. Per quanto riguarda il privato, sembra muoversi un gruppo di commercianti, pronto a rilevare il terminal di Ortigia. L’idea di fondo è quella di realizzare in quell’area in cui nel passato vi era il cosiddetto mercato al coperto, un luogo in cui verranno venduti i prodotti tipici siracusani. Non solo, ci sarà la possibilità di individuare anche i servizi igienici e quant’altro possa e servire a dare ristoro ai turisti che transitano per Ortigia. La sera, poi, sono previste iniziative di animazione con spettacoli e concerti, in grado di tenere accesi i riflettori anche su quella parte di Ortigia. E’ solo l’inizio, ma necessario per mantenere vivo il mercato di via De Benedictis.


Articolo di R.L.
tratto dal quotidiano Libertà
Edizione di Sabato 3 Giugno 2006

 
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