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La rinascita del Castello Maniace comincia la settimana prossima e si concluderà nel 2008. Nella mattinata di lunedì avrà luogo la consegna dei lavori al un raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato l’appalto. Saranno abbattute anche le costruzioni militari recenti.

Castello Maniace, interno
Castello Maniace, interno

E’ un progetto accarezzato a lungo dalla Soprintendenza, il completamento del recupero della fortezza che si affaccia sul mare di Ortigia. «Il nostro auspicio - afferma la soprintendente Mariella Muti - è che il monumento continui a restare aperto al pubblico sull’esempio di quanto realizzato, seppur con notevole difficoltà, alla Cattedrale». L’impresa non è semplice ma il risultato, assicurano dalla Soprintendenza, sarà degno della fatica profusa per portare a compimento l’iter propedeutico al recupero del prestigioso monumento che sarà inserito nel percorso turistico e culturale dell’arte militare.
Per la particolarità e la varietà di interventi da eseguire, sia mirati al restauro del sito che alla realizzazione di un nuovo impianto illuminotecnico capace di farne risaltare le suggestive fattezze, saranno impiegati, complessivamente, 8.500.000 euro. La maggior parte dei fondi verrà utilizzata per il restauro e il consolidamento delle fortificazioni che cingono il castello e per il recupero del Piazzale d’Armi realizzato nel 1600, anteriormente alla fortezza.
Il progetto prevede inoltre, la fruibilità turistica e scientifica nel suo complesso originario. «Demoliremo da subito le costruzioni militari recenti - spiega la Muti - alla fine dell’intervento, superando il cancello di accesso, il Castello apparirà com’era alla fine del cinquecento».
Entro settembre, si dovrebbe completare il restauro della Casina presente nella Piazza D’Armi per poter ospitare il Nucleo tutela patrimonio artistico dei Carabinieri. I punti di maggiore degrado, evidenziati dai progettisti, sono essenzialmente tre.
Il primo, riguarda la zona sul Porto Grande. Un punto nevralgico giacchè come si ricorderà, negli anni novanta si verificò l’improvviso crollo di uno dei torrioni, che sarà ricostruito, annotano dall’ente di tutela «mantenendone inalterate le dimensioni geometriche e materiche».
Il secondo è la «zona dell’istmo» e cioè delle opere a mare. Qui le lesioni verticali dovute al dilagante fenomeno dell’erosione, di recente riportato alla ribalta dalla Capitaneria di Porto, sono visibili anche a occhio nudo. Sono presenti numerose cavità nella piattaforma rocciosa.
Infine, in evidenza nel progetto di restauro c’è la compagine superiore del Castello che si affaccia sempre sul lato del Porto Grande che in più punti è sgretolata e inconsistente.


Articolo di GRAZIELLA AMBROGIO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Mercoledì 7 Giugno 2006

 
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