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San Sebastianello restituita alla città PDF Stampa E-mail
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Restauro per la la chiesa inglobata dal palazzo Vermexio: il sacro edificio fu realizzato nel corso del Settecento nel medesimo sito di un tempio ionico.

I resti dell’antica chiesa di San Sebastianello tornano alla città. L’opera di recupero dell’importante sito è stata ultimata e a giorni sarà aperto alla pubblica fruizione.
La chiesa, risalente al ’700 (fu costruita dopo il sisma del 1693) e che insiste sotto le fondamenta di palazzo Vermezio, fu edificata mantenendone alcuni elementi come le colonne. Laddove un tempo era eretto un tempio ionico, posto parallelo a quello di Atena (la cattedrale).
Ma ciò che è emerso e che potrebbe dare maggiore rilievo è che la datazione del tempio ionico potrebbe essere antecedente a quello di Atena. A sollevare i dubbi sulla sua esatta epoca sono state le lettere incise sui blocchi di pietra che formavano il basamento del tempio e che sono state scoperte durante i lavori di recupero del sito. Le lettere (gamma, delta e lambda) servivano per indicare l’esatto allocazione degli stessi blocchi.
«Ciò che ha sollevato la questione sono le modalità di incisione - ha spiegato l’architetto Lorenzo Guzzardi che per conto della Sovrintendenza ha supervisionato gli interventi di restauro. - ad ogni epoca greca corrisponde un modo di scrivere le lettere. Saranno gli epigrafi a dare risposte certe».
Durante il recupero di San Sebastianello sono venuti alla luce anche altri importanti reperti, come i resti di antiche caverne preistoriche, riportate alla luce e che quindi saranno visitabili. I lavori effettuati hanno avuto una doppia valenza: recupero di un bene archeologico e garanzia di protezione civile. Con l’intervento, infatti, sono state messe in sicurezza le fondamenta di palazzo Vermexio che dal 1950 non erano stati ristrutturati e che versavano in pessime condizioni.
«Nel ’91 furono stanziati i fondi per la messa in sicurezza del Vermexio con i fondi della 433 sulla ricostruzione, ma solo nel ’98 si fece un primo passo con l’affidamento dell’incarico dei lavori. Quando nel 2003 sono diventato assessore alla Ricostruzione ho scoperto che non esisteva nemmeno il progetto - ha spiegato Enzo Vicniullo -. Così abbiamo provveduto e nel 2004 si è completato l’iter e si è dato il via ai lavori, diretti dall’ing. Toto Calleri ed eseguiti dalla ditta siracusana Forsava per un importo complessivo di 516.000 euro».
Con i lavori di consolidamento sono stati posti sotto i pilastri che reggono le basi del palazzo di città dei plinti in cemento profondi tre metri. Poi si è proceduto al restauro degli stessi pilastri ed architravi che poi sono stati ricoperti con guaine al carbonio a ulteriore protezione dagli agenti atmosferici.
"Queste coperture, oltretutto, si sono rivelate anche utili come effetto scenografico: il loro colore scuro serve a mettere in risalto il bianco delle pietre di San Sebastianello», ha commentato ancora Vinciullo che ha preannunciato un ulteriore novità. «Durante i lavori al Cinque piaghe abbiamo trovato diverse pietre di san Sebastianello, tra cui fregi di pregio e capitelli. Questi ritorneranno al loro posto».


Articolo di MARIA TERESA GIGLIO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Domenica 27 Maggio 2007

 
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