Giuseppe Michele Agnello, docente di Storia medievale all’Università di Catania, nel mettere in dubbio l’"identità" di qualche chiesa siracusana, specifica le fonti da cui ha attinto. "Per lunghissimo tempo - dice lo storico - è stata ritenuta bizantina, ma la tecnica costruttiva da maestranze più tarde".
«Per
lunghissimo tempo - dice - la chiesa di S. Lucia extra
moenia, meglio conosciuta come S. Lucia alla Badia, è stata
ritenuta di epoca bizantina». Questa
attribuzione è nata a seguito dell’inserimento di
tale chiesa in testi riepilogativi dell’architettura
bizantina e della tipologia di abside che, realizzato con le tecniche
costruttive della medesima epoca, vennero adottate, invece, dalle
maestranze attive nell’epoca normanna.
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 Chiesa di Santa Lucia alla Badia
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La chiesa di S.Lucia, dunque, è di origine normanna.
Inoltre, nelle capriate, ossia le travi di sostegno del soffitto, ormai
inesistente, sono riportati due scudi affiancati, esemplificativi del
concomitante regno di Martino I e Martino II. Le travi, rievocative del
re di Sicilia e di quello di Aragona, risalgono agli anni compresi fra
il 1397 e il 1409.
«Per quanto
riguarda, poi, il monastero bizantino, lo stesso si trova dove adesso
insiste la chiesa ottagonale di S. Lucia al sepolcro, da cui, tramite
un varco, si accedeva alle catacombe.
Alla riscoperta
fisionomia della chiesa sono giunto dopo un’analisi comparata
dei testi. La chiesa di S. Lucia, individuata successivamente nella
basilica di piazza Santa Lucia, fu donata nel giugno del 1140 dalla
contessa Adelaide di Adernò a Iocelmo, vescovo di
Cefalù. La chiesa e l’attiguo omonimo monastero,
erano due edifici ecclesiastici accomunati dal culto della martire, ma
totalmente autonomi l’uno dall’altro: infatti, la
basilica apparteneva alla diocesi di Cefalù, il convento a
quella di Siracusa. Grazie all’araldica, poi, ho ricostruito
la vera «natura» della cosiddetta Cappella Sveva
del palazzo arcivescovile, che risale all’epoca angioina».
Giuseppe Michele Agnello si sofferma, dunque, sui testi, ormai
superati, dedicati alla storia e all’architettura medievali.
«Per la storia
medievale di Siracusa, sempre sopraffatta da quella classica
- dice - si guardano
ancora i lavori degli storici Privitera
e De Benedictis.
Per l’architettura medievale si fa riferimento ai numerosi
libri dell’archeologo Giuseppe
Agnello, mio nonno. Pur costituendo validi punti fissi,
ormai, sono insufficienti».
Articolo di LUCIA CORSALE
tratto dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Lunedì 21 Maggio 2007
PRECISAZIONE DELLO STUDIOSO
Lunedì
23 maggio scorso, uno studente del corso di Laurea in Scienze
dei Beni culturali mi riferì, con tono scandalizzato, che in
un
articolo su «La Sicilia» mi erano state attribuite,
tra virgolette,
affermazioni prive di fondamento.
Il testo cercava
di riassumere
un’intervista richiestami in seguito ad una conferenza tenuta
alla
presentazione dell’associazione culturale «Stupor
mundi», in cui parlai
dello stato delle conoscenze relative alla storia e
all’architettura di
Siracusa nel medioevo. In quell’occasione segnalai, tra
l’altro, alcuni
miei contributi editi nel volume Ufficiali e gentiluomini al servizio
della Corona.
Il governo di
Siracusa dal Vespro all’abolizione della
Camera reginale e nell’ottavo numero della rivista
«Annali del
Barocco». Le imprecisioni riguardano questo saggio,
concernente le
chiese medievali intitolate a santa Lucia.
Innanzi tutto,
è ben
noto che la Chiesa di Santa Lucia alla Badia fu costruita in
età
barocca, dopo il terremoto del 1693, e non in età normanna,
come mi è
stato attribuito. L’altra asserzione ascrittami, che la
chiesa di Santa
Lucia extra moenia (vale a dire «fuori delle mura»)
sia meglio
conosciuta col nome di Chiesa di Santa Lucia alla Badia si commenta da
sé. Le mie scoperte riguardano in particolare
l’adiacente abbazia
femminile cistercense di S. Lucia intra moenia, costruita in
età
aragonese, tra il 1308 ed il 1369. La regina Isabella di Castiglia
ristrutturò profondamente il monastero, facendovi costruire
all’interno, tra il 1475 ed il 1480, una chiesa detta
«di S. Lucia
minore delle monache». Di questa chiesa non resta
alcunché di visibile
per la trasformazione radicale che comportò la costruzione
dell’attuale
chiesa di S. Lucia alla Badia. Essa è stata individuata
però durante i
recenti restauri dalla Soprintendenza: si trovava nello stesso punto
della chiesa di S. Lucia alla Badia, ma aveva l’asse
perpendicolare a
quello attuale, con ingresso da Via Capodieci.
Ho chiarito
inoltre
che la Chiesa di Santa Lucia extra moenia fu costruita in
età normanna
e non bizantina. La confusione degli storici si spiega con la vicinanza
del monastero bizantino e per la continuità delle tecniche
costruttive
bizantine in età normanna. Il cenobio bizantino era
costruito nel luogo
dove oggi sorge la Chiesa del Sepolcro di S. Lucia.
L’edificio fu
distrutto durante la minorità di Federico II, verso il 1199.
In
conclusione, vorrei precisare anche che nutro un profondo debito di
gratitudine nei confronti delle opere di Serafino Privitera, Emanuele
De Benedictis e Giuseppe Agnello, per aver fornito ai siracusani un
passato in cui identificare le proprie radici e un modello etico da
imitare. Naturalmente i primi due erano onesti eruditi locali mentre
mio nonno era uno studioso di chiara fama europea. Tutte le conoscenze
umane sono databili e datate, ma, nonostante il progresso della
ricerca, i suoi studi costituiscono ancor oggi una base di partenza
indispensabile per ogni indagine futura. |
Lettera di Giuseppe Michele Agnello
inviata al quotidiano La
Sicilia
pubblicata Mercoledì 23 Maggio 2007
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