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La città nascosta torna alla luce PDF Stampa E-mail
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Ex convento dei Minimi: un antico cunicolo lungo 30 metri scoperto durante i lavori di consolidamento.
Una cavità alla profondità di sette metri, lunga circa 30, è stata scoperta sotto l’ex convento dei Minimi durante i lavori di consolidamento dell’edificio. La mappa del sottosuolo di Ortigia è quindi sempre più chiara e precisa a fronte degli ultimi ritrovamenti tra i quali l’ipogeo di piazzetta San Rocco. Si tratta di un tunnel al quale si accede da un piccolo varco sito in uno dei numerosi locali dell’ex convento.
La discesa, come si diceva, è lunga circa 7 metri prima di giungere alla cavità che appare, secondo i primi rilevamenti, larga 6,5metri e lunga approssimativamente 30. Una scoperta che però somiglia più ad una riscoperta, tanto che i primi esploratori hanno trovato tracce moderne, di alcuni anni fa come, come per esempio le bottiglie di birra di una nota marca.
Evidentemente durante altri lavori, o per altre ragioni, il tunnel fu scoperto ma non si seppe nulla. Oggi l’assessore alla Ricostruzione Vincenzo Vinciullo non intende chiudere il varco, come è stato precedentemente fatto. Prossimamente, comunque, il locale sotterraneo sarà ulteriormente visionato per meglio capire tutti gli aspetti ad esso legati. Non si sa ancora bene, infatti, se il tunnel può essere considerato un ipogeo o un pozzo, o entrambi, e non si conosce esattamente la reale dimensione né se coesistono diramazioni verso altre direzioni.
E’ certamente molto suggestivo ma ancora più suggestiva potrà essere qualunque altra informazione sulle dimensioni e sull’uso che ne veniva fatto. Sembra essere, tuttavia, abbastanza certa l’epoca alla quale risale, o meglio i primi accertamenti lo fanno ricondurre ad un periodo antecedente la costruzione del convento, finito di edificare nel novembre del 1735.
I lavori di consolidamento della fabbrica, sia del convento sia della chiesa annessa, a cura dell’assessorato comunale alla Ricostruzione, intanto, saranno conclusi entro la fine di giugno per poi lasciare spazio ad altri interventi per il completamento sino alla destinazione d’uso. Lavori molto impegnativi, non solo perché finalizzati al consolidamento della struttura, ma soprattutto perché molto è stato riportato all’originale stato.
Alcune finestre sono state infatti chiuse ed altre aperte, secondo la fisionomia all’epoca della costruzione. Alcuni altari, per esempio, sono stati murati, agli inizi degli Anni 20 quando la chiesa fu sconsacrata ed utilizzata per estendere i locali scolastici. Oggi sono stati riportati alla luce. Insomma come la casa che nasconde ma non ruba, anche Ortigia conserva ancora molte altre sorprese inedite ed interessanti.


Articolo di Giorgio Italia
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Mercoledì 5 Aprile 2006

 
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