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Il castello Eurialo da Dionisio ai Borboni PDF Stampa E-mail
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Le risultanze di un’appassionata ricerca di Sergio Caciagli, che va oltre la pianta delle rovine del castello Eurialo: scandaglia anche «in epoche posteriori, periodi delle dominazioni romana, bizantina, vandala, araba, normanna, francese, spagnola e borbonica» che devono avere modificato in parte le strutture preesistenti
Il Castello Eurialo non era un castello, il nome Eurialo non gli apparteneva, e non fu costruito da Dionigi. A fronte delle risultanze storiche, è un paradosso che può reggere? Prescindendo dal fatto che, verosimilmente, la storia la scrivono i vincitori e che dunque molto spesso occorre leggere le antiche gesta valutando angolazioni contraddittorie, rimane la certezza che il Castello Eurialo non fu interamente costruito d’acchitto, ma diventò soltanto gradatamente quell’imponente fortificazione della quale ancora oggi sono visibili in gran parte i ruderi.
Castello Eurialio
Castello Eurialio
E’ questo l’assunto di partenza di una appassionata ricerca compiuta da Sergio Caciagli che ha ispezionato palmo a palmo un vastissimo territorio partendo dalle propaggini di Ortigia per arrivare fino alla balza dell’Epipoli.
Caciagli non è un archeologo, ma un pilota che ha costantemente sorvolato il cielo di Siracusa per fornire notizie quotidiane agli uffici meteorologici dell’Aviazione militare. Ma è anche affascinato dalle ricerche storiche, ed è così che, sulla verticale di Siracusa, decise di consultare più attentamente Tucidide a proposito dell’assedio ateniese. Allargando le sue conoscenze attraverso un meticoloso studio delle cronache d’epoca, è stato in grado di dar vita ad una pubblicazione edita da Arnaldo Lombardi intitolata appunto "Il Castello Eurialo è il Castello Eurialo?".
Tra le tantissime curiosità, Caciagli ha appurato che le catapulte, inventate dagli ingegneri di Dionisio 1° (399 a.C.) furono copiate poi dai cartaginesi e dai fenici: sconfessando così Plinio che ai fenici ne accreditava la paternità. Invenzione siracusana che condizionò la tattica dell’assedio provocando una profonda rivoluzione nell’architettura militare: "le mura divennero più spesse, la loro costruzione più elaborata". Così le fortificazioni "di Dionisio 1° a Siracusa e di Epaminonda in Grecia sono considerate i punti di partenza dello sviluppo delle mura nelle città ellenistiche". La fortificazione a nord di Siracusa, inizialmente, "non aveva il compito specifico di sbarrare l’entrata di Siracusa ai nemici". Secondo Caciagli sono due le principali finalità: una strategica e una tattica. "La prima consisteva nell’alloggiare fanteria e cavalleria per intervenire in caso di sbarchi nemici a nord (Magnisi e Scala Greca) e a sud (foce dell’Anapo). La seconda era difendere la porta di Siracusa, quella a tenaglia, creando una pericolosa minaccia sul fianco destro (quello senza scudo) degli assalitori".
L’altitudine, 141 metri sul livello del mare, consentiva di avvistare a 25 miglia di distanza una nave nemica, disponendo di cinque ore buone per approntare la difesa. L’evoluzione muraria del Castello Eurialo dura dal 410 a.C. (prima dell’assedio ateniese) fino al 211 a.C. con la caduta della città per mano dei romani di Marcello. Due secoli di miglioramenti, variazioni, rafforzamenti. In questi due secoli intervennero iniziative (partendo dalle primigenie torri per il transito) di Dionigi 1°, Dionigi 2°, Timoleonte, Agatocle, Pirro, Gerone 2°, Geronimo.
Le invenzioni belliche di Archimede vanno così collocate tra il regno di Gerone 2° fino alla caduta di Siracusa in cui perse la vita.


Articolo di ALDO FORMOSA
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Lunedì 2 Ottobre 2006

 
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