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Alla luce un altro Ipogeo PDF Stampa E-mail
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Siracusa sotterranea: un altro tunnel dell’Ipogeo scoperto durante l’esecuzione dei lavori di consolidamento del lungomare di levante.
Il Comune di Siracusa "indeciso" sulla sorte degli ipogei: nel 1946 ne decretò la chiusura ed oggi intende riaprirli. Cambia, insomma, la visione nei confronti dei siti sotterranei, una volta utilizzati come rifugi e visti come luoghi angusti.
Dopo 60 anni dalla fine della guerra le amministrazioni contemporanee intendono riportare alla luce e alla fruibilità, certo per altri scopi, l’immenso patrimonio sotterraneo di Ortigia e non solo, valorizzando così la memoria su importanti avvenimenti e gli aspetti archeologici e culturali.
L’ultimo "nato", in ordine di scoperta, intanto, è l’ipogeo denominato del "Levante", venuto alla luce durante i lavori di consolidamento dell’omonimo lungomare tra la ex caserma Abela e l’incrocio con via Roma, tuttora in fase di esecuzione. La notizia non fu diffusa immediatamente, ovvero qualche decina di giorni fa, per consentire le consuete ispezioni e per poter tappare l’accesso, considerando che ogni ingresso deve essere ammesso solamente quando viene scongiurata ogni possibilità di crollo.
Ma veniamo ai fatti. Un ampio scavo, eseguito poco meno di due mesi fa per il consolidamento di una parte del muraglione, ha favorito l’invasione di acqua piovana che ha poi allargato ulteriormente la cavità sino a mettere in luce l’ipogeo. Iniziarono quindi le prime ispezioni a cura dell’assessore comunale alla Ricostruzione, Vincenzo Vinciullo, competente dei lavori di consolidamento, di un archeologo e di altri esperti.
Si tratta, appunto, di uno degli ipogei utilizzati durante la seconda guerra mondiale come rifugio e protezione dai bombardamenti, che si dirama lungo tre direzioni. La prima va verso la vicina ex caserma, la seconda verso via Santa Teresa e la terza verso il mare, per un ammontare di qualche centinaio di metri. Il tunnel che si dirige verso via Santa Teresa termina con una risalita in un garage privato. Lungo il percorso, inoltre, si possono osservare alcune scritte dell’epoca bellica lasciate dai soldati e dalla gente che cercava riparo.
L’indagine è poi proseguita in superficie ed esattamente negli archivi storici per capire se l’ipogeo appena scoperto era riportato nelle carte. Fu così, Vinciullo scoprì l’esistenza cartacea ed inoltre una delibera del 1946 dell’allora amministrazione comunale che ne ordinava la chiusura, probabilmente per ragioni di sicurezza. Oggi l’ipogeo è dunque richiuso ma rimane in attesa di ulteriori indagini ed interventi per la completa fruibilità.
"Gli ipogei di Siracusa - commenta Vinciullo - non possono rimanere chiusi; come abbiamo fatto per quello di piazza Duomo, intendiamo avviare un progetto per la messa in sicurezza, la valorizzazione e la fruizione di tutti gli ipogei sinora conosciuti. E’, infatti, una parte della città che deve unirsi all’altra in superficie, completando il contesto di magnificenze tutte siracusane".
Gli ipogei, che si dimostri siano stati utilizzati come rifugi durante la guerra, riantrano, infatti, nelle competenze comunali, fatta salva l’esercitazione della vigilanza da parte della soprintendenza e il pagamento dei relativi tributi al demanio dello Stato.
"Non posso che auspicare - conclude Vinciullo - la massima collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte con il fine di restituire alla città e ai siracusani anche l’immenso patrimonio sotterraneo".
Ma i lavori di consolidamento del lungomare, finanziati dalla legge 433, hanno portato alla luce anche altri manufatti. Un muro, che i primi accertamenti fanno risalire forse ad epoca greca o romana, e un pozzo. Anche questi ultimi ritrovamenti, saranno oggetto, prima o poi, di ulteriori ed approfondite indagini. Il Comune non ha in realtà ritenuto di sospendere i lavori per consentire altre operazioni più estese e rivolte alle sopracitate scoperte, sia per non interrompere le operazioni in corso, utili al ripristino della viabilità, sia perché rientranti nelle specifiche della 433 e non in altre leggi che prevedono finanziamenti rivolti al recupero di siti e materiali archeologici.


Articolo di Giorgio Italia
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Venerdì 7 Aprile 2006

 
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