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L'altopiano ibleo PDF Stampa E-mail
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L’altopiano ibleo, l’area interna e montana della provincia di Siracusa, morfologicamente roccioso, segnato da profonde incisioni nel calcare, le cave, è caratterizzato dalla presenza millenaria dell’opera dell’uomo che nel corso del tempo vi ha lasciato segni sorprendenti di civiltà diverse, talvolta antichissime. Il panorama economico, urbanistico ed umano attuale, evolutosi negli ultimi decenni in modo discreto e meno traumatico che altrove, si presenta ancora prevalentemente rurale, poco chiassoso e gradevole. Le principali comunità dell’altopiano (Palazzolo Acreide, Buscami, Buccheri, Cassaro, Ferla, Sortino) mantengono una notevole coesione culturale ed una continuità evidente con il loro passato. Si offrono perciò come luoghi di straordinario interesse oltre che sotto l’aspetto paesaggistico ed archeologico anche sotto quello etno-antropologico.

PALAZZOLO ACREIDE
L’antica Akrai greca è oggi un ospitale paese di circa 11.000 abitanti, ricco di folclore, di feste religiose e di una vivace vita culturale soprattutto estiva. Palazzolo offre al visitatore le suggestioni di un sito antico che si integra bene con gli insediamenti più recenti e la vita di una comunità che ancora oggi ama vivere, ritrovarsi e riconoscersi nel rito, nella festa e in una vita quotidiana serena, piacevole e civile.
Da visitare il Teatro Greco che, in posizione panoramica, domina la valle dell’Anapo.
A ridosso del teatro sono i resti del Tempio di Afrodite, a sud-est le Latomie dette dell’Intagliata e dell’Intagliatella. Ai piedi del colle che ospita la cavea del teatro, altre latomie conosciute come Templi Ferali. Più in basso, un percorso contrassegnato da bassorilievi scolpiti nel calcare, chiamati dalla gente del posto “santoni”, in realtà emozionante testimonianza del culto di Cibale, l’antica grande dea madre del mondo mediterraneo ed orientale.
La città attuale si sviluppa tra chiese barocche (di rilievo S. Sebastiano, S. Paolo e la Chiesa dell’Annunziata) vicoli e cortili di sapori medioevale, palazzi padronali dove il barocco siciliano s’incrocia con l’ottocento borbonico e un più recente liberty.
Di particolare interesse una visita alla Casa-museo: dovuta al lavoro appassionato del rimpianto etnologo Antonino Uccello, conserva importanti testimonianze della civiltà materiale e del folclore ibleo e siciliano.
Nei dintorni, S. Lucia di Mendola: un sito greco-romano e paleocristiano in un paesaggio rurale e boschivo di querce secolari, carrubi e ulivi.

BUSCEMI, BUCCHERI, CASSARO, FERLA, SORTINO
Raro esempio di paese-museo, Buscemi propone un itinerario che, sviluppandosi attraverso i luoghi autentici del lavoro contadino, è come una finestra sul mondo rurale ibleo. Nel paese non mancano peraltro presenze di bella architettura barocca.
Buccheri è il comune più alto della provincia di Siracusa (820 m. slm). In una zona boschiva, collocato lungo le pendici del monte Lauro, il paese, che mantiene tracce medioevali, è abbellito da chiese ed edifici settecenteschi. I boschi, le cave (la “stritta” in particolare), un panorama che spazia fino all’Etna, la presenza di strane costruzioni (le neviere e i rifugi dei pastori) fanno del territorio di Buccheri un luogo ideale per escursioni in un ambiente ancora perfettamente integro. Vicino Buccheri, Casmene. Sito archeologico greco, si raggiunge percorrendo la strada Buccheri-Giarratana.
Cassaro prende il suo nome da “qasr” (in arabo, castello). Il sito dell’antico fortilizio arabo, situato nel punto di confluenza dei fiumi Anapo e Calcinara, si trova ai piedi del borgo attuale. Da Cassaro si può raggiungere la Necropoli di Pantalica. Consigliabili escursioni lungo il percorso della vecchia ferrovia che collegava il paese con Palazzolo Acreide e Buscemi.
Borgo di origine medioevale, Ferla deve il suo impianto attuale alla ricostruzione (ben evidente nelle sue chiese) seguita al terremoto della fine del 600. Fuori paese: Castel di Lega (costruzione rupestre preistorica), Villa Braida (antica residenza nobiliare), Grotta di S. Anna (parte di un complesso di sepolcri bizantini). Da Ferla si raggiunge la sommità della Necropoli di Pantalica dove è situato l’Anaktoron, “il castello del principe” dell’insediamento protostorico.
Sortino, oggi paese di marcata impronta settecentesca, con palazzi e belle chiese, deriva probabilmente il nome dal destino dei suoi antichi abitanti: gli “sciuttini”, coloro che sono “sciuti” (usciti), prima in epoca bizantina, poi araba, dal vicino sito preistorico di Pantalica che, come la riserva naturale della Valle dell’Anapo, si raggiunge da Sortino.

PANTALICA
Costruita da popolazioni insediate in Sicilia prima dell’arrivo dei Greci, è la più grande necropoli del bacino del Mediterraneo. Oltre 5000 tombe a grotticelle artificiali, scavate in profondi costoni rocciosi la rendono simile a un favo di api.
Le tombe sono divise in cinque gruppi da assegnare essenzialmente a due dei quattro periodi nei quali si suole dividere la tarda età del bronzo.
Al primo periodo (XIII – XI secolo a.C.) appartengono l’imponente necropoli nord e quella nord-ovest. Al terzo periodo (IX – VIII secolo a.C.) le necropoli sud, Filiporto e Cavetta.
L’unica testimonianza di costruzione non rupestre del complesso è data dai resti dell’Anaktoron, probabilmente una reggia fortificata.
Pantalica, insediamento pre-greco durato 2000 anni, ha avuto una fase bizantina durante la quale è stata luogo di culto ed insediamento urbano. Di quest’ultimo periodo restano tre quartieri e le relative chiese rupestri.
La presenza araba segna la fine della civiltà di Pantalica, da allora essa sarà conosciuta solo come la città dei morti.

LA VALLE DELL’ANAPO
Località di rara bellezza (oggi area demaniale d’interesse naturalistico) attraversata dal fiume Anapo, comprende una parte della Necropoli di Pantalica.
Per le visite ci si avvale di un servizio gratuito che trasporta i visitatori accompagnandoli lungo i 13 km dell’area protetta.



Fonte: Carta turistica della Provincia di Siracusa Edizione Ottobre 2002 Azienda Provinciale Turismo Siracusa
 
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