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Itinerario dettagliato - L'entroterra (3a parte) PDF Stampa E-mail
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Canicattini Bagni, decoroso centro agricolo, è circondato da una campagna fertile e piena di testimonianze del mondo rurale legato alla vita nei feudi dell’entroterra siracusano e del Val di Noto.

Canicattini Bagni
Provenendo da Siracusa, la strada provinciale n. 14 (Mare-Monti) conduce a Canicattini.
Si entra nell'abitato percorrendo la via Vittorio Emanuele III in tutta la sua lunghezza fino all'altezza di via Mons. La vecchia e si piega per via XX Settembre, strada principale del nucleo più antico del paese dove si svolge tutta la vita sociale e ricreativa. Si trova qui la Chiesa Madre, dedicata a S. Maria degli Angeli.
Si notano, qui, alcuni palazzi tra i quali è il palazzo Municipale (già palazzo Carpinteri) monumentale edificio degli inizi del secolo in stile eclettico.
Nelle adiacenze, in via dei Mille, è la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, probabilmente la più antica del paese, originariamente più piccola e orientata in senso Est-Ovest.
Percorrendo la via dei Vespri, via Aretusa, via Diana, via Alfeo, ronco F. Crispi si coglie ancora il ricordo di quell'ambiente rustico fatto di umili case contadine che doveva caratterizzare il nucleo primitivo di Canicattini.
Tra via XX Settembre e via Vittorio Emanuele è la via R. Elena, breve strada in senso Est-Ovest, nata ai primi dell'Ottocento come strada di raccordo tra il vecchio e il nuovo nucleo urbano; per la vicinanza al centro urbano deve avere assunto presto un aspetto piccolo borghese specie tra la fine del secolo scorso e la prima metà del '900, che ancora mantiene nonostante i rifacimenti: al n. 33 una tipica casa piccolo borghese, a piano terra, caratterizzata da un portale con pretese di monumentalità e un lucernario in ferro battuto.
A 1 km circa dell'attuale periferia Ovest di Canicattini, sulla provinciale che attraverso l'ex feudo S. Alfano e si ricongiunge alla strada statale 124, si trova il Ponte di S. Alfano. La porta monumentale reca due figure maschili a rilievo sui pilastri laterali, secondo un modello settecentesco di ingresso a ville nobiliari del suburbio palermitano. Dei due personaggi, vestiti nella foggia dell'epoca e che simboleggiano il potere feudale, si è impadronita la fantasia popolare facendone la raffigurazione di due paesani protagonisti di un duello rusticano: le due figure sono diventate così Currarinu e Calamaru.
Che il territorio canicattinese non fosse estraneo a tracce notevoli della civiltà classica greco-romana e bizantina, è testimoniato dai consistenti reperti conservati al Museo Paolo Orsi di Siracusa.
Numerosi sono anche i resti monumentali riferibili a quelle diverse età. Si segnalano: una villa romana, una necropoli e un villaggio tardo romano-bizantino nell'ex feudo S. Alfano; la necropoli bizantina di Cozzo Guardiole e l'abitato di S. Elania in Contrada Cavasecca; un villaggio rupestre bizantino e catacombe in contrada Stallaini; una necropoli bizantina in contrada Bagni; le chiese bizantine rupestri di Cugni di Cassero, S. Maria (S. Alfano), Petracca (con icona dipinta). Inoltre resti notevoli di ville tardo-romane con mosaico ed edifici termali sono stati segnalati in contrada S. Alfano, Piano Milo e Bagni.
L'emergenza storico-monumentale di maggior rilievo, ancora non sufficientemente studiata, è la struttura dell'Acquedotto Cardinale nella cava omonima, dove le tracce di frequentazione di età greco-classica (V-III sec. a.C.) rendono plausibile l'ipotesi che le opere di drenaggio e di incanalamento della acque - talora ardite per l'attraversamento dei burroni da sponda a sponda - risalgano al medesimo periodo e si inquadrino col ben più famoso acquedotto Galermo, nelle opere di approvvigionamento idrico dell'antica Siracusa.
La Contrada Bagni è d'interesse per le caratteristiche orografiche della regione canicattinese; vi si ammira inoltre lo snodarsi delle cave Cardinale e Bagni con le pittoresche pareti di roccia calcarea segnate da grandi grotte e il fondovalle ricco di vegetazione spontanea. Dall'antica via Bagni, alla periferia Nord dell'abitato per la Scala Bagni si può raggiungere la cava e risalire sulla spianata dove, tra i campi ben coltivati, è la Masseria omonima sei-settecentesca.
La Contrada Cugno Lupo si raggiunge dalla Mare-Monti deviando, all'ingresso Est del paese, per una strada asfaltata. Da questa contrada, particolarmente amena, si gode un incantevole paesaggio della pianura siracusana e della costa con amplissima distesa di mare.
La Contrada Petracca, a Nord-Ovest della regione canicattinese, è su un pianoro prospiciente la Cava Grande, in una zona dove sono notevoli le tracce dell'abitazione bizantina. Esiste qui una chiesa bizantina semi-ipogeica, a baldacchino, con grande icona della Madonna.
La Contrada Grotta Perciata è al km 12 circa della Mare-Monti, in prossimità dei due bivi per Cassibile e Floridia. Il luogo è interessato al fenomeno carsico di grandiose grotte di stalattiti e stalagmiti, fra le grotte alcune servirono da rifugio all'uomo di età preistorica. Famose sono le grotte del Conzo, Chiusazza, Monello, Perciata.
La cultura tradizionale orale del paese è ricca di canti, filastrocche e preghiere. Alcuni di questi testi sono stati attentamente raccolti e analizzati dall'antropologo A. Uccello (v. soprattutto Canti del Val di Noto, Milano 1959). Non esiste a Canicattini un museo della civiltà materiale (il paese è conosciuto per le tradizioni del suo artigianato e per l'abilità delle maestranze locali specializzate nella costruzione di muri a secco) ma si possono osservare ancora (specie nelle strade periferiche via Roma, via Magenta, via Solferino, via Pr. Amedeo) alcuni esempi di Tipiche Case Contadine, composte di due ambienti principali corrispondenti ognuno ai due spioventi del tetto. Questo è sostenuto da una grande trave maestra, travi secondarie e solai in legno.
Sul retro della casa è il cortile e la stalla. Il pavimento all'interno è di cotto isolano. In qualche casa si può ancora osservare l'arredo ottocentesco con il grande letto in ferro battuto e la cassapanca.

Itinerario dettagliato
Prima parte (Floridia) - Seconda parte (Solarino) - Terza parte (Canicattini Bagni)


Fonte:
Siracusa e il suo entroterra
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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