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Itinerario dettagliato - L'entroterra (2a parte) PDF Stampa E-mail
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Solarino è insediato in un luogo che, secondo una tradizione locale, vide la predicazione dell’Apostolo Paolo. Da qui il nome di S. Paolo Solarino dato in origine al paese. Il cuore del paese è la piazza con il Palazzo Requesens, dimora di campagna dei feudatari che alla metà del 700 fondarono il borgo.

Solarino
Alle soglie dell'abitato di Solarino, è un antico abbeveratoio, tradizionale all'ingresso dei paesi in Sicilia e legato all'economia agro-pastorale del luogo.
Si entra nell'abitato dal corso Vittorio Emanuele II. Si può constatare, guardando alcune case lungo questa via, l'Attardamento della Decorazione Liberty che in questi ambienti sobri giunge fino agli anni '40 - '50 del nostro secolo.
Il corso sbocca su quello che è il nucleo propulsore della realtà urbanistica solarinese ed è tuttora il cuore della vita del paese: piazza Plebiscito.
Era questo l'antico Chianu u Palazzu, spazio davanti al Palazzo Requenses, dimora di campagna e casino per la caccia dei feudatari, che lo costruirono intorno agli anni della fondazione del paese (1754). Il Palazzo domina ancora il lato ovest della piazza con le sue forme armoniose ed eleganti disegnate da Luciano Alì, architetto siracusano del '700.
Sul lato opposto della piazza vi è la sede del palazzo Comunale; sul lato Sud, accanto alla chiesa, il palazzo Sudano decorato nei modi del primo Novecento con armoniosa ed equilibrata ornamentazione liberty. La chiesa (1764), che dopo il palazzo baronale rappresenta l'altro elemento architettonico di spicco della piazza, reca nel primo ordine i tratti dell'equilibrato disegno di Luciano Alì, scandita com'è dalle paraste di stile ionico e dagli armoniosi portali.
Il Quadrante di Nord-Est della cittadina, con le vie Martiri delle Fosse Ardeatine, via Vittorio Veneto, via Nazario Sauro è senz'altro il rione che meglio conserva il volto del borgo otto-novecentesco con numerose, semplici case di tipo rustico: porta e finestra hanno una cornice in pietra calcarea e le finestre un piccolo davanzale sagomato. Sono in gran parte di epoca ottocentesca; qualcuna però potrebbe risalire al '700, come quella al n. civico 32 di via Bissolati.
Di rilievo nel territorio di Solarino sono: il sito di Cozzo Collura, dove, oltre ai resti archeologici di recente messi in luce (frequentazione di età romana del II-IV sec. d.C. e fondazione di una chiesa del XIII sec.), è notevole l'insediamento della Masseria, esempio rilevante di quell'architettura storica rurale frequente nella campagna siracusana. Masseria per antonomasia è la più antica del feudo già esistente nel '500, ricostruita nel '700 e luogo di residenza dei Platamone e dei Requenses; la Masseria Trigona, un altro esempio di architettura rurale tra i più antichi dei feudi di Solarino, sorge sul percorso della regia trazzera Balatazza - Trigona; la Contrada Maltese, con case rurali, antiche cisterne, cave di pietra coeve al sorgere dell'insediamento cittadino; la Contrada Locozio dove è un antico frantoio, modello dei molti che un tempo erano comuni nella zona.
S. Paolo Apostolo è la festa del Patrono di Solarino. Il simulacro del santo, che interessò il Pitrè, è forse l'opera di un pastore e rappresenta un guerriero con un colubro sulle spalle. La tradizione lo dice proveniente da un eremo nei pressi del paese, presso il pozzo di S. Paolo, dove si trovarono pure un pentolino, una scodella e un cucchiaio di legno.
Nella processione in onore del santo, un tempo si esibivano i cerauli, persone nate il 25 gennaio cui la tradizione attribuisce particolari poteri nel maneggiare i rettili, nel liberare dai sortilegi e nell'operare guarigioni. Altre feste sono: S. Giuseppe, il 19 marzo; la SS. Annunziata il 25 marzo; il Venerdì Santo con la tradizionale processione del Cristo Morto; S. Sebastiano, il 4 maggio.
Tradizionale era a Solarino anche la Cavalcata: avveniva fino a poco tempo fa per accogliere all'ingresso del paese i novelli sacerdoti.

Itinerario dettagliato
Prima parte (Floridia) - Seconda parte (Solarino) - Terza parte (Canicattini Bagni)


Fonte:
Siracusa e il suo entroterra
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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