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Itinerario dettagliato - L'entroterra (1a parte) PDF Stampa E-mail
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Floridia si raggiunge percorrendo la statale 124, in direzione Ovest, da Siracusa. La città, che oggi conta 20.000 abitanti, pur mantenendo una vocazione agricola, ha avuto in questi anni un discreto sviluppo commerciale e artigianale. Interessanti l’impianto urbanistico a maglie regolari e, ancora visibile, la prima casa del vecchio borgo rurale costruita nel 1627.

Floridia
A 12 km. da Siracusa, Floridia è oggi un vivace centro agricolo e commerciale di 20.000 abitanti.
Il nome Floridia è una traslitterazione italiana del toponimo Xiuriddia, Xiridia (o Chiridia) attestato in documenti del XII e XIV sec., in relazione a un vasto feudo.
Dalla sua fondazione ad oggi, Floridia è cresciuta rapidamente sviluppandosi secondo lo schema urbanistico a maglie regolari proprio delle colonie agricole di formazione recente.
Provenendo da Siracusa, si è colpiti dalla ricchezza delle colture e dai numerosi impianti commerciali e artigianali all'ingresso della cittadina. La statale 124 che attraversa in lunghezza tutto il paese, tocca la contrada Marchesa in direzione di Solarino. Si raggiunge così l'incrocio con via Roma, un nodo urbanisticamente importante di Floridia.
Su questo tratto del corso Vittorio Emanuele, nei pressi dell'incrocio, si notano dignitose abitazioni private dei primi del '900.
Al n. 4 di via Roma è la Prima Casa di Floridia: una mezza casa con facciata di tre metri, oggi adibita a circolo ricreativo, sulla quale uno stemma dei Bonanno reca l'iscrizione Antonio Agnello aedificavit anno domini 1627.
Superato l'incrocio col corso, a destra è la chiesa di S. Anna. Secondo una tradizione affidabile è la più antica di Floridia perchè sorta ai primi del Settecento sulle rovine della seicentesca cappella di S. Flora. La chiesa, rimaneggiata in diversi periodi, ha un bel prospetto classicheggiante e un bel campanile.
La Chiesa Madre, poco distante, mostra una facciata caratterizzata da un grande orologio. L'interno è sobria fattura settecentesca a tre navate divise da grandi arcate che sostengono una larga cornice.
A est della Chiesa Madre si stende la piazza del Popolo, ottenuta nel 1908 con lo spianamento del Casale Baronale: vi prospettano a nord palazzo Mazzarella, bell'edificio in stile Liberty, oggi sede della Pretura, e a sud il palazzo del Municipio.
Percorrendo la via Garibaldi si sbocca sulla piazza Marconi (ex Piano del Carmine): vi si affaccia l'armoniosa facciata della chiesa del Carmine, senz'altro tra le più antiche del borgo benchè, in tempi diversi rimaneggiata. La facciata della chiesa, a tre ordini, ha la tipica struttura a torre: ai lati del I e II ordine nicchie con statue di santi in calcare. Nella nicchia centrale statua della Madonna in marmo. All'angolo S.O. di piazza Marconi all'imbocco di via Bellini uno slargo e una strada in discesa conducono a uno dei luoghi storici più interessanti e suggestivi del paese: a destra, incorporato nell'angolo di una casa privata, è ciò che resta del seicentesco Castello, un bastione rotondo con terrapieno a scarpa. Sempre sulla destra, in contrada Giardinello, nel declive verso il vallone Molinello, è la chiesetta degli Spagnoli. La chiesa, purtroppo in deplorevole stato di abbandono, venne edificata nel 1720 per adempiere il voto del comandante spagnolo Dela Viefuille in occasione del miracoloso ritrovamento in un pozzo di un effigie della Madonna delle Grazie, a pace fatta tra Spagna e Austria.
Il territorio di Floridia, che si stende nella fertile terra alluvionale della Valle dell'Anapo, è ricco di notevoli tracce della presenza umana, a partire dall'età del Bronzo. Sulla strada Floridia-Cassibile all'altezza dell'ex feudo Monasteri si nota la bella villa del barone del Grado, settecentesca. Non lontano da questa furono scavati i resti di una villa romana ed una necropoli coeva.
Oltre il recente complesso del calcare mandamentale, ha inizio il succedersi di imponenti spalti di roccia calcarea con cui la terrazza dell'altopiano degrada verso la pianura. L'insieme è suggestivo non solo da un punto di vista paesaggistico, ma anche sotto il profilo naturalistico, paleontologico ed archeologico. La regione è interessata al fenomeno carsico di grandi grotte (purtroppo non agibili alla vista) con formazioni di stalattiti e stalagmiti. Alcune di queste grotte servirono da rifugio alla fauna del pleistocene e, in era più recente, all'uomo di età preistorica. Le più famose sono: Grotta Chiusazza, del Conzo, Monello, Perciata, Spinagallo.
Dalla strada Floridia-Belvedere-Priolo si trova una Necropoli dell'età di Thapsos, allo sbocco di Via Archimede, in proprietà Midiri; notevole e suggestiva è la grandiosa gola della Cava Rivettazzo, con centinaia di sepolcri a forno dell'età del Bronzo: i reperti vanno dalla facies castellucciana fino a quella di Pantalica.
Prima di raggiungere la Cava si attraversa il ponte Diddino, sul letto del fiume Anapo.
Altri siti archeologicamente interessanti sono: Benalì, Monasterello, Taverna, Tabacchedda.
Tra le feste religiose si segnala la Festa dell'Ascensione in maggio. Essa comprende una processione in onore della Vergine Immacolata e una corsa di cavalli (una competizione molto sentita e radicata che un tempo si correva senza fantini). Per i falò che si accendevano la notte dell'Ascensione, un'analisi etno-antropologica potrebbe riscontrare evidenti caratteri di sincretismo paganeggiante. Oggi la festa comprende mostre, concerti in piazza, fiere di quartiere e il premio ippico ricordato avanti.
Altre feste sono: S. Sebastiano il 20-22 gennaio e la Madonna del Carmelo il 16-17 agosto.
Lasciata Floridia e il popoloso quartiere di Marchesa, si attraversa la contrada che fu un tempo feudo dei Marchesi Gargallo di Siracusa, intensamente coltivata con una prevalenza di ulivi secolari.

Itinerario dettagliato
Prima parte (Floridia) - Seconda parte (Solarino) - Terza parte (Canicattini Bagni)


Fonte:
Siracusa e il suo entroterra
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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