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Itinerario dettagliato - Fuori Ortigia PDF Stampa E-mail
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Lasciata Ortigia e riattraversato il ponte umbertino che la collega alla città nuova, subito a destra, superato il palazzo dell’INAIL, inglobato in una costruzione recente, è visibile un lembo murario delle fortificazioni spagnole, ai piedi di questo si trova un tradizionale Arsenale Marino siracusano. Attraversato da un nuovo ponte in cemento, il Porto Piccolo è l’antico Làkkios che in età greca collegava Ortigia e il quartiere dell’Acradina.
Il corso Umberto e il parallelo viale Montedoro attraversano in tutta la lunghezza la zona che fu un tempo occupata dalla Piazza d’arme e dall’antico castello Marieth.
All’estremità occidentale è il vasto piazzale del Foro Siracusano che, con tutta probabilità, coincide con l’area dell’antica Agorà greco-romana. Nel piazzale, tra il verde, sono ancora visibili tratti dell’antica pavimentazione stradale e basole di calcare bianco.
Percorrendo il viale Diaz, ci si immette sulla via Arsenale; all’altezza di un passaggio a livello si trovano i resti di un impianto termale di età bizantina e l’antico Arsenale Greco. Oltrepassata la via Piave, si giunge, per via Fuggetta, in piazza S. Lucia dove si trova la chiesa omonima.
Sorta in età bizantina, la chiesa di S. Lucia deve la sua forma attuale, a pianta basilicale con due absidi, all’età normanna ed aragonese: della prima sono anche il portale e la torre, della seconda il rosone. L’interno custodisce un crocifisso del XV sec. e cantorie del Seicento. Vicino alla chiesa, la Cappella del Sepolcro di S. Lucia, opera di Giovanni Vermexio, custodisce una splendida scultura della martire: seicentesca ma resa lieve da una delicatezza ancora rinascimentale, è attribuita al fiorentino Gregorio Tedeschi.
L’area sottostante l’ampia piazza è occupata da Catacombe di struttura assai complessa che risalgono al 230 d.c. Queste sepolture hanno avuto lunga frequentazione, tanto che il saccello, che presenta i quaranta Martiri di Sebaste, è di periodo bizantino (probabilmente, IX sec.).
Dalla piazza, raggiunta e percorsa la Riviera Dionisio il Grande, si arriva al cinquecentesco Convento dei Cappuccini e all’annessa chiesa. Il convento sorge a picco sulla più suggestiva delle latomie siracusane (cava di pietra di epoca greca), quella appunto detta Latomia dei Cappuccini, dalle ripide pareti rocciose e dal fondo ricco di vegetazione. Su un suo lembo si affaccia l’Hotel Villa Politi, una bella villa d’inizio secolo di gusto coloniale.
Nei pressi dei Cappuccini, in via Grottasanta, vi è l’antico oratorio bizantino che dà il nome alla strada.


Da via Bassa Acradina, passato largo Nadi, sulla via Von Platen si trovano le Catacombe di Vigna Cassia, di notevole interesse perché arcaiche.
Imboccato il viale Teocrito, a sinistra si nota il grande e moderno Santuario della Madonna delle Lacrime, inaugurato nel 1994. Immediatamente a sud del santuario vi è una zona d’interesse archeologico di età bizantina dalla quale partiva il tracciato di una strada che era un importante asse viario della città antica.
A sud di questo tracciato era il Santuario di Demetra e Kore del quale è stata rinvenuta la stipe votiva con migliaia di ex-voto del V sec. a.C. rappresentanti la Dea col porcellino e la fiaccola.
Sul lato nord di viale Teocrito è la Villa Lanolina, residenza estiva settecentesca del nobile mecenate Mario Lanolina e luogo di sepoltura del poeta romantico Augusto Von Platen.
I giardini della villa accolgono, in un’area di 12.000 mq., i moderni padiglioni del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”. Il museo si sviluppa su tre piani, uno dei quali riservato alle visite. I criteri espositivi adottati in quest’ultimo spazio consentono di soddisfare in pieno le esigenze scientifiche e didattiche dei visitatori del museo.
Poco distante dal museo archeologico, si trova un interessante museo del papiro, ricco di testimonianze sulla fabbricazione della carta da papiro (ancora prodotta a Siracusa secondo le antiche tecniche usate dagli egizi) e di importanti reperti antichi.
Imboccata la vicina via S. Giovanni si arriva al Complesso di S. Giovanni Evangelista. Qui venne edificata la prima cattedrale di Siracusa. La fronte sud dell’edificio è quella ricostruita dopo il terremoto del 1693, riutilizzando, nel portico, elementi quattrocenteschi. Il lato ovest mantiene una facciata normanna con rosone e portale della stessa epoca. All’interno vi è la Cripta di S. Marciano della metà del IV sec. Sulla cripta venne successivamente elevata una basilica a tre navate il cui altare maggiore era in asse con la tomba del santo. Distrutta in età araba, la basilica venne ricostruita ed ampliata in periodo normanno. Nel 1428 vi aggiunta la cappella nord.
All’interno, la Cripta di S. Marciano è di notevole interesse per l’altare, circondato da quattro pilastri di epoca normanna; interessanti anche i resti di dipinti sulle pareti.
Dal piano della basilica si scende a visitare le Catacombe di S. Giovanni: il più vasto cimitero paleocristiano dell’isola.



Fonte:
Siracusa e il suo entroterra
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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