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Itinerario dettagliato - A sud (4a parte) PDF Stampa E-mail
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Da Noto, seguendo la strada provinciale n. 19, si giunge a Pachino, città costruita, a partire dal 1760, ad opera dei nobili signori Starraba, principi di Giardinelli e marchesi di Rudinì, su un colle del feudo Scibini, dove già preesisteva una torre edificata nel 1494.
Il nucleo storico di Pachino si concentra intorno all'ampia piazza Vittorio Emanuele, dove sorge la Chiesa Madre dedicata al SS. Crocifisso, eretta nei pressi di una più antica e non più esistente piccola chiesa dedicata alle anime del purgatorio. La chiesa, a una sola navata, fu costruita negli ultimi anni del Settecento su progetto dell'architetto Gaspare Garrano. Presenta una facciata in stile neoclassico, che richiama vagamente, nell'eleganza delle sue linee, quella del SS. Salvatore di Noto. Al suo interno ospita le spoglie mortali di vari esponenti della famiglia Starraba. Pregevole l'artistico portale in bronzo.
Tranne qualche edificio di un certo interesse storico-artistico, come, ad esempio, il palazzo Tresca Mastrogiovanni, in via Cavour, nulla è purtroppo rimasto dell'impianto originario del centro storico di Pachino, a causa delle demolizioni e delle ricostruzioni operate in varie epoche e ancora fino a pochi decenni fa. Si è fortunatamente salvato il caratteristico portico di una casa in stile maltese edificata nel Settecento ad opera di immigrati provenienti da Malta e sita nell'attuale via Libertà.
Nei dintorni della città è possibile ammirare alcune preziose testimonianze antiche e recenti della presenza e dell'opera dell'uomo, oltre ovviamente alle presenze naturalistiche. Insediamenti preistorici risalenti al paleolitico superiore e utilizzati anche in epoche successive sono nella Grotta Corruggi, che si trova sulla costa ionica, lungo la strada panoramica che da Marzamemi va a Portopalo. E' vicinissima alla battigia ed è di formazione glaciale o marina. All'interna di essa sono stati rinvenuti, in varie campagne di scavo, reperti ceramici di diverse epoche, frammenti di ossidiana nonchè un ricco numero di lame di età neolitica.
All'età del bronzo risale il complesso archeologico dei Cugni di Calafarina, dove sono i resti di una necropoli con alcune decine di grotticelle. Poco distante da questa necropoli risalente alla facies castellucciana, è la celebre Grotta Calafarina, nella quale sono stati rinvenuti molti reperti di età neolitica, come ceramica neolitica, oltre a scheletri, asce di basalto e coltelli di ossidiana e inoltre ancora frammenti ceramici greci e romani, grandi vasi e anfore. La Grotta Calafarina è molto interessante sotto il profilo faunistico per la presenza di una numerosissima colonia di pipistrelli, i quali nel corso dei millenni, hanno depositato uno spesso strato di guano, che in passato i proprietari del sito nel quale si trova la grotta, gli Starraba di Rudinì, hanno utilizzato abbondantemente e ripetutamente negli anni per la concimazione delle loro terre in zona.
Vicinissimi a Pachino, anche se amministrativamente in territorio di Noto, sono i resti della basilica bizantina di San Lorenzo Lo Vecchio, un rudere nel quale sono stati fusi, lungo il corso dei secoli, elementi architettonici di epoche assai diverse tra loro. Si va, infatti, dai resti di un tempietto greco ad un oratorio bizantino e all'edificio della fattoria settecentesca che ha coperto il tutto. Questo complesso edilizio, con la sequela delle sue modificazioni, dimostra e documenta che in quella zona è avvenuto un processo di stratificazione e di fusione di strutture classiche, medievali e moderne. Ancora nella seconda metà del Settecento la chiesa era aperta al culto, giacchè è documentato che il vescovo di Siracusa, Monsignore Giuseppe Antonio Requisensi, vi celebrò messa nel 1768.
Nel territorio pachinese meritano una visita i pantani Longarini e Cuba, che, per le loro connotazioni naturalistiche sono molto simili a quelli di Vendicari.

Tappa obbligata per il turista è anche la vicina frazione di Marzamemi con il suo porto e l'antico caratteristico borgo marinaro con al centro il palazzo nobiliare dei Principi di Villadorata, padroni della tonnara di Marzamemi, e i resti della cappella gentilizia dedicata a San Francesco di Paola.
Marzamemi, per le sue bellezze naturali e per l'equilibrio ambientale che la presenza dell'uomo, nonostante l'evoluzione dei tempi, è riuscita a mantenervi, è sempre più meta di viaggi e soggiorni turistici, e non a caso è servita da set per alcuni recenti film di Gabriele Salvatores, Klaus Maria Brandauer e Giuseppe Tornatore. Ma già nei decenni passati era stata luogo di riposo per lo scrittore pachinese Vitaliano Brancati, cui apparteneva l'isoletta con la casa rossa che è nel porto.
Al mare e all'agricoltura è legata l'economia di Pachino, basata sulle attività marinare di Marzamemi e sulla produzione del vino e, negli ultimi tempi, anche sulla serricoltura. Celebri da sempre sono anche i fichi del territorio pachinese. Ma a prevalere su tutto nell'attenzione del visitatore sono il pesce e il vino. Il primo si prepara in tutte le sue innumerevoli varietà tipologiche e gastronimiche. Basti pensare, per esempio, a tutte le ricette nelle quali è presente il tonno. In estate si organizza anche una sagra del Pesce e del Vino proprio nel borgo antico di Marzamemi. Sempre a Marzamemi, presso alcune imprese artigiane, è possibile acquistare i prodotti della lavorazione del tonno e del pesce azzurro: bottarghe, ventresca, tonno sott'olio, tonno salato e alici. Il vino di Pachino fondamentalmente rosso, ricavata dall'ottimo vitigno del Nerello d'Avola, è molto generoso e viene anche esportato per il taglio di altri vini e liquori.
In estate si celebra la festa religiosa più importante di Pachino, quella dedicata all'Assunzione di Maria Vergine, una festa che era nota nel passato in tutta la Sicilia sud-orientale per la dovizia dei suoi fuochi d'artificio. Assai suggestiva è ancora oggi la processione del venerdì santo, nel corso della quale vengono ancora eseguiti dai fedeli alcuni antichi canti in lingua siciliana.



Fonte:
A sud di Siracusa: Barocco, Riserve naturali e Mare
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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