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Itinerario dettagliato - A sud (3a parte) PDF Stampa E-mail
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Proseguendo per la statale 115, dopo aver lasciato Noto, si raggiunge Rosolini, città sorta a partire dal XIV secolo su un territorio che conosceva antiche vestigia di varie civiltà succedutesi nel tempo. Rosolini fu feudo della famiglia Platamone-Moncada e si è sviluppata urbanisticamente attorno al nucleo originario, soprattutto negli ultimi due secoli. Una visita al centro abitato consente di ammirare vari edifici civili e religiosi, costruiti in gran parte nel corso dell'Ottocento. Oltrepassata la villa comunale, si giunge all'antico borgo feudale, dove si conserva ancora un arco d'epoca, che collegava via Controscieri e vico Pennavaria. Nei pressi si trovano i resti del Castello, che la famiglia Platamone cominciò a costruire già verso la fine del Quattrocento. La costruzione sorge sopra il sito della Basilica ipogeica del V secolo. Quest'ultima ha il caratteristico impianto della chiesa paleocristiana a tre navate, anche se la forma complessiva risulta irregolare a causa degli adattamenti e delle trasformazioni apportate alla struttura in epoche varie. Annesso alla basilica è un vano dove era una tomba a baldacchino che, per le sue caratteristiche architettoniche, dimostra che il defunto in essa sepolto dovette essere persona di un certo riguardo e oggetto di culto speciale.
Tappa successiva è piazza Garibaldi, che è praticamente il salotto cittadino. Vi sorge la Chiesa Madre, costruita in stile neoclassico tra il XVIII e il XIX secolo. La facciata della chiesa è in pietra calcarea, simile a quella degli edifici di Avola e Noto. L'interno, arioso e armonico nel giuoco delle proporzioni architettoniche, conserva varie opere pittoriche, eseguite da artisti siciliani, come Gregorio Scalia, Beppe Assenza e Giuseppe Vizzini. In piazza Garibaldi sono anche il palazzo del Comune e palazzo Sipione Cartia.
Proseguendo per la via Roma, si giunge al santuario del Sacro Cuore, fondato dalla madre Carmela Aprile e divenuto in pochi decenni meta di pellegrinaggi e di pratiche devozionali. Lì vicino è il palazzo Severino-Criscione, costruito in cima ad una collina con un insieme di riferimenti architettonici vari, che spaziano armonicamente dalle reminiscenze classiche al gotico veneziano e barocco.
In via Platamone sorge palazzo Sipione-Avveduto, costruito in stile neoclassico, così come il vicino palazzo Calvo-Nobile. In via Sipione sorgono il palazzo Sipione-Grande, anch'esso in stile neoclassico, e il palazzo Giunta-Cartia, nel quale è ravvisabile la chiara influenza del liberty.
Fuori dal centro abitato sono i vari siti archeologicamente importanti. Tra esso è l'Eremo di Croce Santa, che si trova in un tratto della cava grande di Rosolini. Vi è un villaggio rupestre con quattro chiese scavate nella roccia. Si tratta di un centro eremitico che si fa risalire addirittura a Sant'Ilarione, il quale visse nel IV secolo d.C. In una di queste chiese nel 1533 fu rinvenuta, in circostanze particolari alle quali la tradizione popolare ha attribuito valore prodigioso, la Croce Santa, che si custodisce nella chiesa urbana del SS. Crocifisso e alla quale si tributa un culto molto sentito da parte dei rosolinesi. Nel complesso eremitico sono ancora visibili i resti di pitture parietali rovinate dal tempo e dall'azione dei vandali. Tra le immagini rimaste è ancora possibile individuare le figure di San Teodoro e di Santo Stefano.

Imboccata la via S. Alessandra, la cui prosecuzione da Rosolino porta a Modica, si raggiunge la Cava Lazzaro, dove si trova un'immensa cavità naturale conosciuta come Grotta Lazzaro. Fu abitata in età preistorica e particolarmente in quella del bronzo, nella cosiddetta facies castellucciana. Di età bizantina il convento rupestre e il vicino Sacello di Sant'Alessandra, che si trovano nel tratto rosolinese della Cava d'Ispica. Di rilevante importanza è poi il complesso archeologico contrada Stafenna, dove rimangono tracce di presenza umana di epoche varie, dal paleolitico superiore al medioevo. Testimonianze particolarmente interessanti sono gli ipogei paleocristiani e un cimitero sub divo. Insediamenti preistorici riutilizzati poi in età bizantina sono anche nella Cava Paradiso e nella Cava dei Servi.

Le tradizioni culturali e religiose di Rosolini sono legate all'economia fondamentalmente agricola della città, basata sulla coltivazione dell'ulivo, del carrubbo, del mandorlo, di ortaggi e su alcune attività artigianali connesse a quelle agricole. Una festa religiosa molto importante, perchè sentita profondamente dai cittadini, è quella della Croce Santa, che si celebra il primo di maggio presso il santuario omonimo, con grande partecipazione popolare. La festa patronale è quella di San Luigi Gonzaga, che si celebra il primo agosto. Ma quella più suggestiva è la festa in onore di San Giuseppe in occasione della quale, dopo la consegna delle offerte votive, consistenti tradizionalmente in prodotti agricoli, si svolge la cavalcata votiva all'interno del centro storico. Di antica memoria è la cena pubblica in onore del Santo, nella quale vengono vendute all'asta le offerte votice recate in chiesa.
Non mancano a Rosolini alcune sagre paesane collegate ai prodotti agropastorali: quella della ricotta, quella dei maccheroni e della salsiccia. Molti sono i piatti tipici di Rosolini, che è possibile gustare in alcuni ristoranti sparsi nel territorio. Fra le altre specialità si annoverano la pasta con la mollica, u ncucciatieddu e poi i legumi e i loro derivati: favi a nzincaredda, lolli nno maccu, e, tipico del giovedì grasso, u maccu lurdu. Prelibate sono infine la mpanata, la nfigghiulata, la cucca e vari tipi di dolci a base di mandorla, miele e vino cotto.



Fonte:
A sud di Siracusa: Barocco, Riserve naturali e Mare
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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