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Itinerario dettagliato - A sud (1a parte) PDF Stampa E-mail
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Al confine estremo dell’Europa, la zona sud della provincia di Siracusa, prevalentemente agricola, con ampie fasce di territorio collinare e marino incontaminate, con città di profilo monumentale diverso ma sempre ricche di fascino mediterraneo,con testimonianze diffuse e antiche della presenza dell’uomo, offre ampie possibilità di soddisfare le esigenze più profonde di un viaggiatore curioso, sensibile e attento. Da Siracusa, percorrendo la statale 115, che segue il tracciato dell’antica via Elorina, si aggiunge ad Avola.
La città attuale dista dal capoluogo venti chilometri e sorge su una vasta pianura verdeggiante, che si protende delle ultime propaggini degli Iblei sud-orientale al mare Ionio. Fu fondata dopo che, a causa del catastrofico terremoto del 1693, gli abitanti dell’antica Avola scesero dal colle Aquilone, distante qualche chilometro in linea d’aria e si stabilirono nel fondo Mutubè antistante il mare. Per chi viene da Siracusa si tratta di attraversare i rigogliosi mandorleti e agrumeti della pianura costiera, che costituiscono i giardini di Avola, al centro dei quali sta “la città nuova di geometrica armonia, di vie diritte, d’ariose piazze, d’architettura di luce e fantasia”, come ha scritto Vincenzo Consolo. La pianta esagonale del centro storico fu opera del gesuita licatese Angelo Italia, il quale si ispirò ai modelli ideali delle città fortezze, esempi delle quali sono anche in Palmanova del Friuli e in Grammichele.
È consigliabile entrare in città dopo aver costeggiato il lungo mare Treoli, con i suoi caratteristici fontanili sulla spiaggia, dove è possibile ammirare, oltre al “dolmen” di contrada Falaride, le rovine e i resti musivi di una Villa Romana che risale presumibilmente al 2° sec. a.C. e dopo aver percorso il panoramico viale Lido. La visita al centro storico può seguire il tracciato di tre monumenti fondamentali della storia dell’architettura peculiare della città: il barocco, il neoclassico, il liberty.
Il primo monumento nel quale ci si imbatte, toccando il vertice orientale dell’esagono, è costituito dalla chiesa di S. Giovanni Battista, in corso Vittorio Emanuele. La chiesa è stata recentemente restaurata e riportata alla sua eleganza settecentesca, segnata all’interno dall’equilibrata distribuzione del colore azzurro modulato con toni variegati su fondo bianco. Nella chiesa si conserva un ciclo pittorico di cinque tele settecentesche raffiguranti episodi della vita di San Corrado Gonfalonieri, protettore della città. In piazza Umberto I, dove si incrociano i due assi principali del tessuto urbano, il cardo e il decumano, sorge la Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò di Mira e da qualche anno anche a San Sebastiano. Ricostruita nei primi decenni del Settecento dagli Aragona-Pignatelli, marchesi della città, la Chiesa Madre ospita uno Sposalizio della Vergine dipinto da Olivio Sozzi e la Madonna del Rosario di Sebastiano Conca, nonché un pregevole organo di Donato del Piano. Il portone di bronzo, con otto pannelli raffiguranti altrettanti episodi evangelici, fu realizzato nel 1963 dallo scultore Francesco Patanè. Recentissime indagini tecniche della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa hanno portato alla scoperta di sei cappelle sotterranee alla chiesa, identificate come cripte cimiteriali.
In piazza Regina Elena è ubicata la chiesa di Sant’Antonio Abate, il cui interno è ricco di pregevoli stucchi e di pitture del Settecento. Vi si conserva la statua lignea di un Cristo alla colonna proveniente da Avola Antica, alla quale è legata gran parte della memoria storica e religiosa della collettività avolese. La facciata della chiesa è arricchita da una cancellata in ferro battuto che ne delimita il sagrato.
Al XVIII sec. Risale anche la chiesa di Santa Maria del Gesù, che fu tra le prime ad essere costruita nella città nuova.
All’interno di essa si conserva una tela della Madonna con San Francesco e Santa Chiara, riferibile a Pietro d’Asaro e allo Zoppo di Gangi.
Alla confluenza tra via Magnin e via Manzoni è la chiesa dell’Annunziata, monumento nazionale, opera attribuita a Giuseppe Alessi e ispirata a modelli di ascendenza romana e borrominiana. Meritano una visita la chiesa di Santa Venera, patrona di Avola, nella quale si conservano il simulacro argenteo e una reliquia della titolare nonché un quadro raffigurante S. Marta, proveniente da Avola Antica e la chiesa dei Cappuccini, fuori dall’esagono, in piazza Francesco Crispi. In quest’ultima chiesa si possono ammirare un pregevole tabernacolo secentesco in legno e tartaruga e un polittico con al centro l’Esaltazione della croce, attribuita recentemente al pittore fiammingo Francesco da Castello.
L’itinerario barocco di Avola comprende anche il settecentesco palazzo Guttadauro, in via Linneo, nella cui facciata è inserita una grande edicola votiva.
L’itinerario neoclassico riguarda principalmente il Teatro Comunale nell’omonima piazza e il mercato ortofrutticolo in via San Francesco d’Assisi.
Tra i più ricchi esistenti nella Sicilia sud-orientale è l’itinerario liberty di Avola. Lo stile floreale è presente in città sin da primissimi anni del secolo, come documentato dalla data del 1907 scolpita sulla facciata di una delle più belle case liberty della città, quella sita in via Pellico n°1. Altri pregevoli lavori liberty sono in corso Gaetano D’Agata n°58 e n°9, in via Milano n°14, in corso Vittorio Emanuele n°75, 85,100, in via Bellinzona n°21, in via Zola n°13.
Tra gli itinerari d’obbligo in territorio di Avola è una visita ai resti della città antica, dove sono ancora visibili le rovine e le abitazioni rupestri che numerose fiancheggiano la strada.
Necropoli sicule sono sparse lungo tutti i fianchi delle colline avolesi, i celebri “Colles Hyblaei” cantati da Virgilio e conosciuti fin dall’antichità per la bontà del miele che da sempre si produce. Reperti ceramici del cosiddetto piumato della facies di Cassibile sono stati rinvenuti nel sito della città antica. Altro materiale usato come corredo funerario e riferibile alla facies sicula del Finocchio è stato rinvenuto nelle tombe della Cava Pisciarello. In tutta l’area della città antica è stato poi ritrovato materiale di età greco-romana,consistente in anfore, oinochoe, in un sarcofago romano e in alcune monete dell’età flavia; reperti, questi, conservati nel locale Museo Civico. Nella parte alta della città antica sorge la chiesa della Madonna delle Grazie, santuario con annesso convento. Proseguendo per qualche chilometro sull’altopiano avolese si aggiunge al Belvedere di Cava Grande, da dove si può ammirare lo stupendo paesaggio naturale del corso del fiume Cassibile. La Cava Grande è riserva naturale ricchissima di segni dalla presenza umana, dall’età sicula ai nostri giorni, e merita una visita al suo interno, dove si trovano alcuni profondi invasi dalle acque di colore smeraldo.
Un altro itinerario d’interasse è da effettuare lungo la zona costiera, dove sono vari ipogei paleocristiani scavati nella roccia con resti di affreschi, nei quali domina il  colore rosso pompeiano.
L’economia della città di Avola è fondamentalmente agricola in virtù del fertile territorio circostante e della laboriosità degli abitanti. Il territorio e intensamente coltivato ad agrumeti, mandorleti, ortaggi e vigneti. Molto conosciuti sono la mandorla Pizzuta, esportata in tutto il mondo, e il vitigno del cosiddetto Nerello d’Avola, dalla cui uva si ricava gran parte del buon vino rosso di tutta la Sicila. Pregiati e molti conosciuti sono i prodotti dolciari che ad Avola si confezionano con la mandorla Pizzuta, una mandorla che Leonardo Sciascia definì di “ovale perfetto”. Basta ricordare  lati, i torroni, i muranetti, il latte e il budino di mandorla, i mustazzola di vino cotto e miele. Prelibati sono anche alcuni piatti tipici avolesi, come il riso con la mandorla, il tonno ai peperoni, la "pasta maritata", le cotolette sarde, i ravioli di ricotta e infine tutta una serie di 'mpanate e schiacciate con ingredienti vari.
Anche se la stagione ideale per soggiornare ad Avola è l'estate per la bellezza del mare delle spiagge circostanti, durante tutto l'anno il visitatore trova una calda ospitalità particolarmente in occasione di alcuni appuntamenti festivi, folcloristici e culturali. Da non perdere a febbraio è il Carnevale, tra i più conosciuti della Sicilia. Vi si possono ammirare artistici carri allegorici di cartapesta e infiorati, oltre alle tipiche maschere locali di antica tradizione mediterranea greca ed araba, come quella di Micheli, dei Massari, dei ncravaccacanni, etc... Nei giorni del Carnevale si disputano ancora, come in passato, gare tra poeti dialettali, eredi dei giullari e dei cantastorie dei secoli scorsi. Nel periodo pasquale è da seguire la sacra rappresentazione della Passione e morte di Gesù, organizzata nel pomeriggio della Domenica delle Palme ed erede dell'antica Casacza che tradizionalmente si rinnovava ad Avola fino a tutto il Seicento. Molta partecipazione vede la processione del venerdì santo, detta della Spina Santa per una reliquia che viene portata in processione insieme con i sette misteri. Il ciclo delle rappresentazioni pasquali si chiude con la cosiddetta Paci, cioè con l'incontro e l'abbraccio di Gesù risorto e della Madonna nel giorno di Pasqua.
La seconda domenica di maggio si festeggia San Sebastiano, al quale viene dedicato un pellegrinaggio di devoti, che, nel tipico costume rituale bianco e rosso, giungono di corsa in chiesa, recando offerte votive diverse per sciogliere il voto fatto al Santo. Quella di San Sebastiano è la festa più sentita dagli avolesi, i quali la vivono con straordinaria partecipazione emotiva. L'ultima domenica di luglio si celebra la ricorrenza festiva della patrona Santa Venera, i cui festeggiamenti cadono nel pieno dell'Estate Avolese, che ha un buon calendario di manifestazioni culturali.
Dicembre è caratterizzato dalle manifestazioni natalizie, che hanno il loro avvenimento centrale nel Presepe popolare vivente, organizzato con contadini, pastori e artigiani veri, all'interno dei locali dell'ex convento di Avola Antica.



Fonte:
A sud di Siracusa: Barocco, Riserve naturali e Mare
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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