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Itinerario dettagliato - A nord (1a parte) PDF Stampa E-mail
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Alcuni importanti siti archeologici e un esteso agglomerato industriale, la religiosità di Melilli, il porto di Augusta e il mare di Brucoli, i vasti aranceti di Lentini e Francofonte: la variegata area del nord della provincia siracusana consente di cogliere aspetti diversi e talora contrastanti di una Sicilia in bilico tra modernità e tradizione.
Un itinerario turistico nell'area nord siracusana, ha inizio dalla S.P. 95, ossia la litoranea Siracusa-Catania, già S.S. 114.
Per immettersi nella provinciale, si percorre l'intero viale che, lasciata alle spalle Siracusa, termina a Scala Greca. Da questa terrazza naturale affacciata sulla piana di Priolo, si gode un panorama d'ampio respiro che abbraccia il golfo di Augusta, il rilievo montuoso dei Climiti, il golfo di Catania e l'Etna sullo sfondo. Il colpo d'occhio riassume anche due realtà che, ormai da decenni, convivono in questa fascia costiera: l'industria, con le ciminiere ed i pontili di quello che è divenuto uno dei maggiori poli petrolchimici europei e le rilevanti preesistenze archeologiche di un territorio caratterizzato dai segni di un'intensa attività umana iniziata un epoca assai remota.
La stessa Scala Greca ne offre subito testimonianza con le sue grotte naturali in cui si praticava il culto di Artemide (VIII sec. a.C.). Subito dopo, a valle e sempre nelle adiacenze della provinciale, si rinvengono: a sinistra, una necropoli cristiana, alcune tombe ellenistiche e resti delle fortificazioni dionigiane (III sec. a.C.); a destra, in prossimità dell'amena insenatura su cui si affacciano i caseggiati dell'ex tonnara di S. Panagia, l'altra necropoli di Targia e Renella e, poco più a nord, sul litorale, in un'area di 220x140 m. delimitata da un fossato, il villaggio trincerato di Stentinello, culla dell'omonima cultura di età neolitica.

A circa 4 km da Scala Greca, superata la zona di Targia, la provinciale giunge all'altezza di Marina di Melilli, modesto agglomerato a prevalente carattere stagionale; lo si attraversi, superando il passaggio a livello ferroviario, e ci si immetta sul lungomare che costeggia la baia di S. Panagia (l'antico golfo di Trogilo); dopo meno di 3 km si è all'istmo che congiunge la terraferma con la Penisola Magnisi.

THAPSOS
Caratterizzata per la sua forma a cuore, piatta, brulla e spazzata dal vento, estesa poco più di 1,5 kmq, è la Thapsos di cui parlano Tucidide, Virgilio, Ovidio e Stefano di Bisanzio: attualmente è la principale stazione che testimonia di quella cultura diffusasi in Sicilia, a partire dal XV sec. a.C., che da Thapsos prende, appunto, il nome. Prossima alla radice dell'istmo, la zona, recintata a motivo degli scavi in corso, racchiude un insediamento i cui resti sono in grado di illustrare l'evoluzione del processo abitativo nel sito sino al IX sec. a.C.: dalle prime costruzioni a forma circolare, ovale o a rettangolo irregolare, prive d'una coordinazione urbanistica, ad uno schema in cui prevale invece il rettangolo regolare. Non mancano nel contesto del sito ambienti talora riuniti intorno a cortili e separati da una maglia varia, segno di un'organizzazione urbanistica sconosciuta in occidente fino a tempi recenti.
Procedendo verso l'estremità nord-orientale della penisola e superati i resti d'una batteria contraerei della seconda guerra mondiale, ci si imbatte nella necropoli dell'età del bronzo, con numerose tombe a grotticella artificiale, scavate fino in prossimità della battigia. Altre due necropoli sono presenti nella zona centro-meridionale. Infine - unica emergenza sul pianoro - si nota una tozza torre circolare eretta dagli inglesi intorno al 1806 per proteggere da sud l'accesso alla baia di Augusta da eventuali attacchi della squadra napoleonica.
Lasciata Magnisi, si ripercorre l'istmo a ritroso procedendo per ponente ed immettendosi nella carrabile litoranea che, per oltre 1 km, fiancheggia a sinistra la vasta zona umida già sito delle saline ed ora in parte destinata a parco. Poi il percorso si addentra tra le recinzioni dei vari complessi industriali, in uno dei quali (Enichem) è rimasta prigioniera la Torre del Fico, manufatto rettangolare di 10 metri di lato, edificato nel tardo '600 come posto costiero di avvistamento di possibili scorrerie piratesche e turche. Nella stessa zona, ma più a sud, tra la recinzione della centrale ENEL e la ferrovia, si erge sui coltivi la Aguglia di Marcello (o di Agosta), costruzione in blocchi di pietra e di foggia troncopiramidale con lato di circa sei metri: considerata da alcuni un avanzo del trofeo che Marcello avrebbe eretto dopo la conquista di Siracusa (212 a.C.), è, con maggiore probabilità, un monumento a carattere funerario di età tardo-ellenistica.

La carrabile litoranea fin qui percorsa, attraversa a livello la ferrovia Catania-Siracusa, supera subito dopo la S.P. 95 con un cavalcavia e penetra da via Castel Lentini entro Priolo Gargallo, già frazione di Siracusa e comune autonomo dal 1979.

PRIOLO GARGALLO
Questo abitato, che ancora negli anni '40 contava 3000 anime, ne ha visto quasi quadruplicare il numero nell'arco dell'ultimo mezzo secolo in seguito all'industrializzazione della zona. Le sue origini tuttavia sono ben più antiche e collegate, secondo alcuni, addirittura al villaggio di Trogylos, fondato nel VIII sec. a.C.
Dopo alterne vicende legate alle dispute feudali, soltanto nel 1813 Priolo divenne frazione (o comunello, secondo il linguaggio dell'epoca) e benchè tanto Augusta quanto Melilli ne rivendicassero la giurisdizione, fu Siracusa ad attribuirsene definitivamente nel 1843, mantenendola fino al 12 luglio 1979, allorchè, a Priolo, è stata concessa l'autonomia amministrativa. La data segna, da allora, la festività civile più rilevante per questa comunità. Quelle religiose sono legate soprattutto al culto per i S.S. Angeli Custodi e per S Giuseppe. I primi sono patroni del paese e titolari dell'omonima chiesa, già cappella dei marchesi Gargallo. I santi patroni sono festeggiati il 2 ottobre con varie manifestazioni di tipo tradizionale, tra le quali le corse di cavalli che si svolgono nel viale dell'Annunziata con arrivo alla Pineta.
In quanto a S. Giuseppe, il santo viene onorato in due occasioni: il 19 marzo, con la Cena organizzata dalla parrocchia ai Quattro Canti Gargallo e consistente in una vendita all'asta pomeridiana di dolci, pietanze ed altri doni offerti dai fedeli; il 1° maggio, con la processione del simulacro nel quartiere operaio di S. Focà, che ha S. Giuseppe come patrono e l'onora nella chiesa della Sacra Famiglia.
Ed è proprio la propaggine meridionale del quartiere (S. Focà basso) a conservare la testimonianza storicamente più pregevole del periodo paleocristiano nell'agro priolese: la piccola chiesa di S. Foca, a tre navate con aperture a botte e muri laterali con archi, forse, in origine, aperti. Restaurata e riaperta al culto di recente, è facilmente raggiungibile lasciando via Castel Lentini sulla destra, immettendosi in via Pentapoli e successivamente nella provinciale per Siracusa, fino all'altezza del distributore Agip; subito sulla destra di questo s'imbocca una stradella che conduce alla chiesa, distante solo un centinaio di metri ed affacciata su una piazzetta dove è possibile parcheggiare.

Percorrendo la stessa strada a ritroso e seguendo in paese la segnaletica per Melilli, si lascia l'abitato di Priolo dirigendo per nord-ovest e, superato (a sinistra) il cimitero, si prosegue per 4 km sempre sulla S.P. 95, avendo su ambo i lati varie recinzioni d'impianti industriali. Infine, si giunge ad un bivio contraddistinto dal recinto al cui centro è posta una statua di S. Sebastiano, mèta di omaggi floreali. S'imbocca a sinistra la bretella in salita, godendo la vista dei monti Climiti (q. media 350 m.) nelle cui propaggini calcaree tappezzate dalla macchia mediterranea, si aprono numerosi canaloni, alcuni dei quali letto di corsi d'acqua invernali a carattere torrentizio. Dopo 2 km di salita e due tornanti, uno a sinistra, l'altro a destra, si entra nella parte più meridionale di Melilli.



Fonte:
A nord di Siracusa: Giardini e siti archeologici
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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