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Nasce il museo vittoriniano PDF Stampa E-mail
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Vittorini e Siracusa: oblio e riscoperta. Un primo embrione nel polo multimediale di via Brenta per iniziativa della Provincia. Il primo passo in attesa dell’acquisto della casa natale dello scrittore. È quella la sede ideale per il vero museo vittoriniano. Ma occorre collaborazione tra gli enti locali siracusani.

Se per Archimede la strada è ancora lunga per lo scrittore siracusano Elio Vittorini qualcosa comincia a muoversi. Entro ottobre sarà allestito un museo permanente all’interno del polo multimediale della Provincia, nei locali di via Brenta, con l’esposizione di circa 3 mila volumi, di una scrivania, di una lampada, di un pianoforte, di opere pittoriche e scultoree appartenute a Vittorini ed acquistate dall’ente provinciale due anni or sono. Tra il materiale, inoltre, una stampa originale di Guttuso.
Elio Vittorini
Elio Vittorini
Si tratta, essenzialmente, di una sala di lettura ma che potrà essere solamente visitata. Tale patrimonio sarà quindi per lo più esposto e non potrà essere consultato se non dopo il restauro di tutti i volumi che versano in precarie condizioni. Lo ha annunciato il presidente della Provincia, Bruno Marziano, nella serata al teatro greco, rispondendo all’appello lanciato dal nostro collega Salvatore Maiorca, a nome proprio e di Lydia Alfonsi, per la quale lui ha ritirato il premio speciale del presidente.
«E’ nostra intenzione - commenta la dirigente del settore socio-culturale dell’Amministrazione provinciale, Clelia Corsico, - rendere lo spazio dedicato a Vittorini completamente fruibile, anche con la consultazione dei volumi e di altro materiale cartaceo. Tuttavia abbiamo il dovere di preservare quanto in nostro possesso. Alcuni libri, per esempio, non sono in condizioni tali da poter essere sfogliati e vanno pertanto restaurati. Un restauro, però, che dipenderà molto dalle finanze dell’ente».
Il museo Vittoriniano, così come tutto il complesso nel quale esso verrà ospitato, sarà coordinato, a titolo gratuito, dal docente di Storia dell’arte alla Università di Catania Paolo Giansiracusa. «Non può che essere una lodevole iniziativa - commenta lo studioso -. Allontana il rischio della perdita di importanti testimonianze della vita di Vittorini, oltre ad avere carattere di riconoscenza da parte della città ad un illustre siracusano».
Gli appelli diventano quindi realtà, anche se un sogno è ricorrente. L’idea sarebbe quella di allestire il museo nella casa di Vittorini, in via Vittorio Veneto: «Sì. È proprio un sogno - continua la dirigente Corsico - ma che si spera possa essere tradotto in realtà. Anche in questo caso tutto dipende dalla capacità finanziaria della Provincia oltre che dalla disponibilità per l’immobile da adibire a casa museo».
La casa natale in via Vittorio Veneto, Targa
La casa natale in via Vittorio Veneto, Targa
Del resto la Provincia ha dimostrato e dimostra attenzione nei confronti dello scrittore, non solo per le iniziative che sono e che saranno prese nell’ambito del museo ma anche per l’ormai consolidato appuntamento con la narrativa: il premio letterario «Vittorini», la cui undicesima edizione è stata celebrata la scorsa settimana al teatro greco.
Vi è, infine, anche attenzione da parte di privati. L’associazione culturale «Pegaso» cura il parco letterario dedicato a Vittorini. Il sodalizio, dal 2003, si occupa della gestione del parco, ovvero un viaggio culturale, denominato «Viaggio sentimentale - Il Garofano rosso», con gli itinerari lungo i luoghi di ispirazione e prediletti da Vittorini. «Uno spazio culturale - afferma il presidente della «Pegaso», Francesco Branciamore, - dedicato soprattutto ai giovani e al mondo scolastico, seppur aperto anche al turismo culturale. Momenti, quindi, in cui si tende ad incrociare la vita e le opere di Vittorini attraverso i quali viene approfondita la ricerca e lo studio».
La «Pegaso», inoltre, cura il ciclo di «Giornate vittoriniane», quest’anno alla seconda edizione e in fase di organizzazione. Un ciclo dedicato prevalentemente allo studio di talune opere ed anche alla valorizzazione della biografia dell’intellettuale.
«E’ un’attività della quale siamo molto orgogliosi - conclude Branciamore -. Non solo perché motivo di studio e crescita culturale anche per gli stessi organizzatori ma perché è ritenuta un doveroso omaggio allo scrittore e al suo patrimonio letterario di cui noi oggi godiamo».

Il futuro: acquistare la casa
Il primo passo fu compiuto nel 1996. Presidente della Provincia Mario Cavallaro, di An, venne istitituito il Premio letterario Vittorini. E venne istituito anche il gemellaggio con la Provincia di Milano, che aveva una guida di centrosinistra. Divenuto presidente della Provincia, il diessino Bruno Marziano ha avuto la intelligenza e la sensibilità di confermare l’operato del suo predecessore. Anzi di potenziare e rilanciare il Premio.
Il legame con Milano si è allentato durante la presidenza della forzista Ombretta Colli. Ma l’altra sera, sulla scena del Temenite, il presidente Marziano ha annunciato il rilancio del legame con Milano. Ed ha pure annunciato il primo passo per la istituzione del museo vittoriniano: uno spazio nel polo multimediale di via Brenta, com’è descritto meglio sopra. È un altro passo ben fatto. Certo. Ma non può essere l’obiettivo. Il vero museo vittoriniano non può che nascere nella casa natale dello scrittore, in via Vittorio Veneto o Mastrarua.
Ma qui la strada si fa in salita. Occorre infatti acquistare innanzitutto l’immobile. E chi dovrà farlo? Con quali risorse? La Provincia possiede ormai una significativa parte del patrimonio librario e oggettistico dello scrittore. Ed esporrà questo materiale nel polo multimediale di via Brenta. Stanzia ogni anno risorse non indifferenti per il Premio. Non può stanziarne altre per l’acquisto della casa. Occorrerebbe innanzitutto che Comune e Provincia si parlassero.
L’ideale sarebbe la costituzione di una fondazione, che riconoscesse il ruolo prioritario della Provincia, la quale il Premio ha istituito, e fosse aperta ai privati (e alle loro risorse). Salisburgo ha il Mozarteum, il museo di Mozart, che è meta quotidiana della gente del mondo. Siracusa deve avere il museo vittoriniano. Un museo vero. Non un settore in un polo multimediale. Le risorse si trovano. Quel che occorre è la cosiddetta volontà politica. Soprattutto la volontà di sincera collaborazione tra Comune e Provincia.



Articoli di GIORGIO ITALIA e SALVATORE MAIORCA
tratti dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Giovedì 6 Luglio 2006

 
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