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Un museo all'aperto a Cava dei Servi PDF Stampa E-mail
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L'interessante progetto è stato redatto dall'Archeoclub: la conformazione e la natura delle stratificazioni delle rocce la rendono una delle espressioni più significative dei processi di sedimentazione della Sicilia sud-orientale. Creare un museo all'aperto, attraverso sentieri didattici di ricerca e di studio. Questa è l'interessante proposta dell'Archeoclub che mira a realizzare un vero e proprio laboratorio scientifico nel suggestivo sito di Cava dei Servi, ubicato nella frazione del territorio comunemente chiamata "l'isola".

Un particolare di Cava dei Servi
Un particolare di Cava dei Servi, che secondo l'Archeoclub di Rosolini, se sfruttata, può contribuire allo sviluppo dell'economia del territorio

"La conformazione e la natura delle stratificazioni delle rocce - afferma la Presidente dell'Archeoclub, Giuseppina Milceri - rendono la Cava una delle espressioni più significative dei processi di sedimentazione della Sicilia sud-orientale avvenuti a partire da circa 25 milioni di anni fa nel Terziario, fino al Quaternario.
Questo lungo arco temporale ha determinato una morfologia la cui varietà e, in certi casi, singolarità, è tale da rendere la vallata, anche per le caratteristiche della vegetazione, fra le più suggestive ed affascinanti di tutta la Sicilia, come sostengono numerosi studiosi".
Cava dei Servi, che si estende per un tratto di 19 chilometri, presenta ora pareti rocciose a strapiombo, ora gole profonde invase dall'acqua, ora zone dall'andamento pianeggiante. Questa morfologia così complessa e variegata rende il sito di particolare interesse, soprattutto per la presenza di elementi che consentono di risalire ad epoche remote.
Come sostiene Giuseppina Milceri, "Riuscire a leggere i meccanismi che originarono la Cava, ammirarne le stratificazioni, spiegarsi il processo e la natura di sedimentazione delle rocce all'interno un bacino marino, potrebbe essere estremamente interessante anche per i non addetti ai lavori. Da qui nasce la nostra proposta di realizzare un museo all'aperto, tanto più che il sito ha una valenza naturalistica anche per la ricca vegetazione presente sui versanti e nel fondo valle: boschi con lecci e querce, arbusti e piante della macchia mediterranea, della gariga, della prateria steppica.
Luoghi - aggiunge la Presidente dell'Archeoclub - che quando si sono visti anche per una volta sola, ti rimangono per sempre nella memoria e nel cuore".
Il progetto del museo all'aperto si basa inoltre sulle preziose testimonianze archeologiche presenti a Cava dei Servi, abitata dall'uomo fin dalla preistoria. Su una collina chiamata Cozzo Croce si trovano, infatti, alcune necropoli attribuibili all'Età del Bronzo, due monumenti funerari (dolmen) realizzati con lastroni infissi nel terreno, disposti circolarmente, tombe a grotticella e ad enchytrimòs.
"Quest'ultima tipologia - afferma la Milceri - è indicativa di un rituale di seppellimento praticato in Sicilia fin dall'Eneolitico. A Cozzo Lino si situa poi un abitato medievale dislocato in quattro piani, su una parete a strapiombo, nel tempo soggetta a frane. Cava dei Servi pertanto conserva e presenta condizioni che, in una progettualità di rilancio turistico, concorrerebbero ad incrementare lo sviluppo economico di Rosolini".


Articolo di Cecilia Galizia
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Martedì 28 Febbraio 2006

 
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