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Si riqualifica la penisola di Magnisi PDF Stampa E-mail
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Ripulita dalla pirite di ferro diventerà uno dei più bei parchi naturali della provincia di Siracusa.

Completata la bonifica dalla pirite di ferro della zona della penisola di Magnisi, dove era ubicato l’impianto della Espesi (Estrazioni petrolifere siciliane), ora si sta procedendo alla bonifica, sempre dalla pirite di ferro, della zona nord-ovest, cioè della parte che guarda verso Augusta. I lavori vengono eseguiti da Sviluppo Italia.

Saline Priolo
Saline Priolo

Tutte e due queste aree sono ancora sottoposte al sequestro dell’autorità giudiziaria, in quanto ritenute discariche abusive di rifiuti industriali pericolosi e tossici. Infatti, la pirite di ferro conteneva anche arsenico ed altri metalli pesanti, ed era stata smaltita in zone vicino alla costa. Addirittura, nella zona nordovest della penisola di Magnisi era scomparsa una zona di mare, tramutata in terraferma, composta, però, tutta da pirite di ferro.
E’ giusto puntualizzare che queste discariche abusive sono sorte quando ancora non era in vigore la legge che disciplinava lo smaltimento dei rifiuti industriali. Questa legge, infatti, è del 1982, per cui la pirite di ferro, scarto industriale della preparazione dell’acido solforico, utilizzato dall’allora Agrimont per la produzione di fertilizzanti, venne smaltita in tutto il territorio di Priolo, ed anche di Melilli.
Non appena – dice il sindaco Massimo Toppi – la bonifica verrà completata, chiederemo alla magistratura il dissequestro di queste aree. In particolare ci interessa che venga dissequestrata l’area dove c’è ancora la struttura dell’ex Espesi. Infatti, la struttura è di proprietà del Comune che ha in programma il suo recupero per poterla utilizzare come museo del sale e anche come esposizione di alcuni reperti archeologici di Thapsos”. La zona archeologica di Thapsos, tra l’altro, si trova a pochissima distanza dove era ubicato l’impianto chimico dell’Espesi.
Tutto il progetto di bonifica fa parte di quello globale che riguarda la riqualificazione ambientale di tutta la penisola di Magnisi. Inoltre, questa zona, che ha sopportato il degrado dell’industrializzazione, verrà recuperta e, quindi verrà valorizzata istituendo questo museo che servirà a ricordare anche la storia de “Le saline di Magnesi”. Queste saline erano tra le più estese della Sicilia orientale e costituiscono la “Via del sale”.
Ora, l’amministrazione comunale vuole recuperare un pezzo di storia di questo territorio che era stato distrutto dall’industrializzazione. Inoltre, la strutture dell’ex Espesi potrebbe essere affidata alla Lipu (Lega italiana protezione uccelli) che gestisce l’oasi naturalistica “Saline di Priolo”. La penisola di Magnisi, quindi, è destinata a diventare uno dei più bei parchi naturali della nostra provincia.


Articolo di PAOLO MANGIAFICO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Sabato 12 Maggio 2007

 
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