| La giornata della primavera organizzata dal FAI |
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In tanti visitano l'antica basilica. Rigorosa vigilanza all'esterno della chiesa paleocristiana di San Focā, dove si stanno effettuando degli scavi archeologici che hanno giā riportato alla luce reperti di gran valore. C'era anche la basilica paleocristiana di San Focā di Priolo tra i 410 monumenti eccezionalmente aperti al pubblico in 190 cittā italiane per celebrare la "Giornata di Primavera", organizzata dal Fondo per l'Ambiente Italiano. Per due giorni il caratteristico monumento religioso priolese č stato meta di tantissimi visitatori, tra cui diverse scolaresche della provincia di Siracusa.
Nell'area dove sorge la basilica di San Focā sono in corso dei lavori, per cui per renderla fruibile ai visitatori c'č stato tutto l'impegno, in pochissimi giorni, dell'ufficio tecnico comunale. Tra l'altro, nei pressi dell'ingresso esterno della basilica, dove sono posizionati dei cassonetti per rifiuti solidi urbani, si trovava disseminata per terra tantissimi immondizia, che č stata tolta per l'occasione. La visita di tutta l'area della basilica č stata sorvegliata dal personale della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, tra cui la responsabile del servizio Beni archeologici Maria Musumeci, in quanto sono in corso degli scavi archeologici, ritenuti di grande importanza. Inoltre, alla manifestazione sono intervenuti il sindaco Massimo Toppi, gli assessori comunali al Turismo e ai Beni Culturali, rispettivamente, Marcella Miotto e Nino Maltese. La basilica paleocristiana di San Focā, grazie al Fai, č stata sottoposta all'attenzione nazionale. Ma, all'attenzione nazionale č stato posto anche il degrado in cui versa tutta la struttura. L'allarme per questa situazione di degrado arriva dal direttore dei lavori, l'architetto Monia Intrivici. "Se non si interviene con urgenza - afferma il direttore dei lavori - c'č anche il rischio che crolli il tetto della chiesa". Il finanziamento per eseguire i lavori di restauro della basilica č stato stabilito durante la rimodulazione dei fondi per la ricostruzione del dopo terremoto del 1990. Soltanto, che in pių occasioni, come ha fatto rilevare padre Vinci, parroco della chiesa Madre di Priolo e responsabile della basilica di San Focā, di tanto in tanto, sul luogo, arriva qualche tecnico, osserva, discute e poi tutto rimane come prima. La stessa sorte č toccata agli scavi archeologici che si stavano effettuando nell'area della basilica: sono bloccati per mancanza di soldi. Gli scavi, perō, devono necessariamente proseguire per meglio chiarire le ipotesi che sono state fatte sui reperti. Oltre al ritrovamento di quella che potrebbe essere una fossa comune, dove secondo l'usanza cristiana, venivano seppelliti i morti, č stata rinvenuta una vasca per abluzioni. Considerato che l'abluzione era propria di altre religioni, non č escluso che questa vasca possa risalire ad un periodo pre-cristiano. Questa ipotesi, se dimostrata, confermerebbe che la basilica di San Focā, edificata nel 343, venne costruita su un'area dove sorgeva un tempio pagano.
Articolo di Paolo Mangiafico tratto dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia) Edizione di Lunedė 27 Marzo 2006 |
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