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UNESCO, ora c'è una strategia PDF Stampa E-mail
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Tre giorni di incontri sono serviti a ben delineare la situazione. L'occasione sarà "sfruttata".
Comuni iblei. Sistema turistico e distretto culturale - I progetti non sono in contrapposizione; le due proposte sono state elaborate dal sottosegretario alla Cultura, Nicola Bono, e dallo assessore regionale al Turismo, Fabio Granata
Si è conclusa ieri a Noto la quarta conferenza nazionale dei siti italiani iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco: "Dai Piani di gestione ai Sistemi turistici locali". Tre giorni attraverso i quali sono state tracciate, prima di tutto, le strategie per la valorizzazione del territorio a fronte della iscrizione nella Whl di tutti i siti italiani ma con particolare riferimento a Siracusa e Pantalica, gli ultimi in ordine di tempo ma i primi sotto l'aspetto della metodologia adottata per utilizzare il riconoscimento come strumento di rilancio e di diffusione nel mondo.
"Le conclusioni - ha detto il sottosegretario ai Beni culturali con delega all'Unesco, Nicola Bono - non possono che essere felici. Prima di tutto perchè abbiamo ospitato i più autorevoli protagonisti nazionali e internazionali nell'ambito dei beni culturali, del turismo e dei trasporti. Con loro abbiamo ripercorso i cammini che hanno portato l'Italia ad essere leadership mondiale, con i suoi 40 siti, ma abbiamo soprattutto avuto la conferma che l'attività italiana profusa per i Piani di gestione è stata riconosciuta dall'Unesco quale migliore direzione per approdare alla parte più complessa dell'argomento, ovvero attualizzare, mettere in pratica esattamente ciò che rappresenta le ragioni della istituzione dell'Unesco: la tutela e la valorizzazione sostenibile dei luoghi più esclusivi del pianeta".
L'argomento non può che inserirsi anche nelle strategie turistiche della città e della Sicilia in generale: "Abbiamo avuto la netta percezione - ha dichiarato l'assessore regionale al Turismo Fabio Granata - che le esperienze siciliane sull'organizzazione dei siti Unesco rappresenta un punto avanzato nel sistema della cultura nazionale. Va detto che c'è grande attenzione per la Sicilia, testimoniata dall'avere ospitato tutti i responsabili dei siti Unesco in Italia e di essere stati nuovamente indicati come punto di riferimento per l'organizzazione del sistema dei beni culturali nel nostro Paese. La Sicilia è infatti avanti, anche attraverso una legge quadro regionale sul turismo che supera il Sistema turistico locale muovendosi in una logica di distretto culturale fortemente coerente con le indicazioni dell'Unesco. Il riconoscimento di ciò da parte dei vertici nazionali dell'Unesco è stata una grande soddisfazione che si unisce al coronamento di un lavoro durato diversi anni. Abbiamo, pertanto, grandi responsabilità - conclude Granata -: per questo bisogna tornare ad organizzare i grandi eventi ma soprattutto determinare l'apertura di tutti i siti, compresi quelli minori. Sarà altrimenti contraddittoria una politica che da una parte promuove e organizza i siti Unesco ma dall'altra non garantisce la regolare valorizzazione di tutto il patrimonio da parte del cittadino".


Comuni iblei. Sistema turistico e distretto culturale

Sistema turistico locale e distretto culturale non sono in contrapposizione, ma si integrano fra di loro. A farlo rilevare è stato il presidente dell'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei" e sindaco di Ferla Giuseppe Veneziano che ha partecipato alla conferenza che si è tenuta sui siti iscritti dall'Unesco nella lista del "Patrimonio dell'umanità". In questa occasione sono stati presentati anche i piani di gestione dei siti Unesco, di cui fa parte anche la zona archeologica della necropoli di Pantalica.
Il Sistema turistico locale, per i Comuni del comprensorio ibleo, è stato proposto dal sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono, mentre a perorare la formazione del distretto turistico-culturale del sud-est è stato l'assessore regionale Fabio Granata. Sia Nicola Bono che Fabio Granata hanno assicurato il presidente dell'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei", che è possibile realizzare il Sistema turistico locale dell'area iblea e quindi entrare a far parte del distretto turistico-culturale del sud-est.
Con la creazione del distretto turistico-culturale del sud-est, come in più occasioni è stato fatto rilevare da Fabio Granata si vuole realizzare un sistema all'interno del territorio di questo estremo lembo della Sicilia un processo di valorizzazione delle dotazioni culturali, sia materiali che immateriali. In questo caso, il distretto è organizzato attorno al fenomeno culturale del barocco, che caratterizzò la costruzione del dopo terremoto del 1693. Infatti, dalle macerie di quella che era la Sicilia medievale, in questa zona del sud-est, nacque, nella ricostruzione, un particolare stile architettonico: il barocco. Una volta che è stata ottenuta l'assicurazione che il Sistema turistico locale può andare ad integrarsi con il distretto culturale del sud-est, il presidente dell'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei" Giuseppe Veneziano, avvierà, insieme agli altri sindaci del comprensorio ibleo, le procedure per concretizzare quello che sarà uno strumento indispensabile per il rilancio socio-economico dei Comuni iblei. Infatti, se i Comuni iblei, Palazzolo, Ferla, Sortino, Buccheri, Buscemi, Cassaro e Canicattini, riusciranno a mettere da parte gli antichi ed anacronistici campanilismi, diventerà realtà una delle più interessanti e felici scelte: il Sistema turistico locale. Tra l'altro, simili realtà sono state istituite in diverse regioni italiane ed hanno dimostrato che questo sistema è tra i più riusciti per l'affermazione dell'economia e dello sviluppo locale. Quindi è auspicabile che il presidente dell'Unione "Valle degli Iblei" e gli altri sindaci dei Comuni iblei prendano delle iniziative affinchè questo sistema si concretizzi nel più breve tempo possibile, sia per utilizzare le risorse economiche che sono state destinate dallo Stato a questo scopo, sia per avviare un processo moderno ed efficace sviluppo del territorio.
A frenare la realizzazione del Sistema turistico locale potrebbe essere la scarsa disponibilità finanziaria dei Comuni iblei. Infatti, se si vuole realizzare questo sistema, occorre che ogni Comune deliberi un determinato impegno finanziario per entrare a far parte di una Società mista pubblico-privata. Con questo "Sistema" si tratterà di creare tutti i presupposti per attirare investimenti di capitali sul territorio ibleo, che possiede un'alta potenzialità turistica. Attuando il Sistema turistico locale, saranno proprio i Comuni iblei a gestire il flusso turistico, in quanto dovranno formare una Società in cui parteciperanno con il 51% degli investimenti, mentre il 49% sarà a disposizione degli imprenditori privati.


Articoli di Giorgio Italia e Paolo Mangiafico
tratti dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Lunedì 13 Marzo 2006

 
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