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Riapre la basilica del Ss. Salvatore PDF Stampa E-mail
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Un’altra «ferita» rimarginata: la basilica del Ss. Salvatore riapre dopo 30 anni grazie alla Soprintendenza. Cerimonia il 10 giugno.

Santissimo Salvatore è stata consegnata alla città dalla Soprintedenza di Siracusa. L’ente aretuseo ha eseguito i lavori di restauro, tramite l’architetta Giovanna Susan, responsabile della sezione Beni Architettonici e con la collaborazione del geometra Sebastiano Sirugo.
La chiesa del Ss. Salvatore sarà ufficialmente aperta al pubblico giorno 10 giugno alle 10 con la celebrazione della solenne messa da parte dal vescovo della diocesi, monsignor Giuseppe Malandrino.
Il SS. Salvatore è il più vasto edificio religioso della città, eretto nei primi decenni del XVIII secolo dai capimastri netini Falesi, Elia, e Dato. La nuova basilica doveva sostituire la vecchia, già in costruzione dal 1723 ma nel 1790 "ormai in rovina", le cui preesistenze sono state probabilmente distrutte con la costruzione del nuovo seminario si sviluppa con l’asse longitudinale all’interno dello spazio occupato anticamente dal primitivo chiostro del monastero, inglobandone così una parte dal lato ovest ed innalzandosi rispetto ai volumi dello stesso.
«I recenti lavori eseguiti - sottolinea l’architetta Susan - hanno portato alla luce i resti di due dei quattro lati della successione delle arcate dell’antico chiostro, che si trovano attualmente inseriti all’interno delle murature perimetrali della sacrestia della chiesa e dell’attuale cucina del seminario vescovile. Inoltre, nel corso degli ultimi decenni la chiesa ha presentato dei dissesti statici soprattutto nel prospetto principale con un evidente  ovraccarico delle semicolonne laterali ed un forte degrado della copertura lignea e dell’apparato decorativo e pittorico».
Prima del terremoto del dicembre 1990 la Soprintedenza ai Beni culturali di Siracusa aveva iniziato una campagna di indagini geognostiche nonché uno studio sulle cause del dissesto della facciata, effettuando così un intervento provvisionale ma, a seguito il terremoto del dicembre 1990 che colpì gran parte dei monumenti netini, l’edificio del Ss. Salvatore subì ulteriori gravi danni con l’aggravamento dello stato fessurativo della facciata centrale.
I primi lavori per rimettere in sesto la chiesa furono eseguiti nel 1995 e soltanto nel 2000 con i fondi della legge sul terremoto n.433/91 e con i fondi del Lotto 2000/2006 è stato possibile portare a compimento i lavori di restauro con tre progetti approntati dalla Soprintedenza di Siracusa.


Articolo di BENITO TAGLIAFERRO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Mercoledì 30 Maggio 2007

 
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