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Salviamo la Grotta dei Santi PDF Stampa E-mail
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LEGAMBIENTE: lettera di Sebastiano Tiberio alla Soprintendenza per un intervento su contrada Castelluccio. Maltempo, incuria e atti di vandalismo mettono a rischio a sopravvivenza di importanti testimonianze del passato. Paure anche per la salute del castello dei marchesi Landolina.
Il presidente del circolo di Legambiente, Sebastiano Tiberio, lancia un grido di allarme per la salvaguradia dei beni monumentali, archeologici e naturalistici. In particolare i monumenti della contrada Castelluccio che si estende sulla riva del fiume Tellaro, a circa venti chilometri dalla città.
Le grotte di Castelluccio
In una lettera alla Soprintedenza il presidente di Legambiente fa presente lo stato di degrado e di abbandono in cui versano gli affreschi bizantini della chiesetta rupestre denominata Grotta dei Santi. «Si tratta - dichiara Sebastiano Tiberio - di affreschi di rara ed unica bellezza al mondo eseguiti sulla roccia che richiamano motivi sacri. Le pregevoli opere artistiche, di autore ignoto, oltre essere soggette all’azione erosiva degli elementi atmosferici ed all’umidità, si stanno disgregando per cui tra alcuni anni, continuando così, potrebebro non restare più niente da ammirare. Si chiede pertanto - aggiunge il presidente di Legambiente - agli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio archeologico ed artistico di intervenire e valutare nello stesso tempo se sia possibile preservare le preziose opere con opportuni ed appropriati interventi conservativi».
La contrada di Castelluccio dal punto di vista storico-archeologico è la più interessante di tutta la Val di Noto. Vi sono segni del preistorico, del bizantino, del medioevale e del moderno. In divese epoche sono stati effettuati scavi con risultati lusinghieri. Tra i ruderi appunto un insigne monumento della Cristianità: la Grotta dei Santi.
«Si tratta di una grande escavazione sicula sulla roccia, molto ampia, - spiega Sebastiano Tiberio - trasformata poi negli anni in cripta cristiana. Inoltre, sulla vicina collina si notano ancora i resti di un grosso pilastro in conci di pietra calcarea, che doveva reggere in origine una grande croce, ad indicare il tempio ai pellegrini».
Interessante l’interno della grotta che è fastoso per le sue numerose e pregiate pitture bizantine e rinascimentali. Al centro della grotta sorge poi un grande pilastro sul quale è dipinta una Madonna racchiusa in un riquadro. La pareti sono tutte decorate con pannelli colori forti ed a fianco della Madonna si legge la scritta: 1546.
Oltre alla Grotta dei Santi rischia di scomparie anche, per gli atti di vandalismo perpetrati, la «Grotta del Ciclope» che si erge attorno ai ruderi del castello medioevale della vallata del Castelluccio. Anche questo castello costruito nel 1356 dal marchese Giovanni Landolina, su invito del re di Sicilia, Federico d’Aragona, rischia di scomparire. Urgono quindi degli interventi di restauro in quanto i momnumenti suddetti rappresentano la memoria storica della città di Nea sulla qaule poi è sorta Noto Antica.
La contrada di Castelluccio è una delle poche zone del territorio di Noto abitata stabilmente da agricoltori e dove resistono una chiesetta e un palazzo feudale.


Articolo di BENITO TAGLIAFERRO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Sabato 1 Aprile 2006

 
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