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Archeologia e natura
Salviamo la Grotta dei Santi | Salviamo la Grotta dei Santi |
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LEGAMBIENTE: lettera di Sebastiano Tiberio alla Soprintendenza per un intervento su contrada Castelluccio. Maltempo, incuria e atti di vandalismo mettono a rischio a sopravvivenza di importanti testimonianze del passato. Paure anche per la salute del castello dei marchesi Landolina. Il presidente del circolo di Legambiente, Sebastiano Tiberio, lancia un grido di allarme per la salvaguradia dei beni monumentali, archeologici e naturalistici. In particolare i monumenti della contrada Castelluccio che si estende sulla riva del fiume Tellaro, a circa venti chilometri dalla città.
La contrada di Castelluccio dal punto di vista storico-archeologico è la più interessante di tutta la Val di Noto. Vi sono segni del preistorico, del bizantino, del medioevale e del moderno. In divese epoche sono stati effettuati scavi con risultati lusinghieri. Tra i ruderi appunto un insigne monumento della Cristianità: la Grotta dei Santi. «Si tratta di una grande escavazione sicula sulla roccia, molto ampia, - spiega Sebastiano Tiberio - trasformata poi negli anni in cripta cristiana. Inoltre, sulla vicina collina si notano ancora i resti di un grosso pilastro in conci di pietra calcarea, che doveva reggere in origine una grande croce, ad indicare il tempio ai pellegrini». Interessante l’interno della grotta che è fastoso per le sue numerose e pregiate pitture bizantine e rinascimentali. Al centro della grotta sorge poi un grande pilastro sul quale è dipinta una Madonna racchiusa in un riquadro. La pareti sono tutte decorate con pannelli colori forti ed a fianco della Madonna si legge la scritta: 1546. Oltre alla Grotta dei Santi rischia di scomparie anche, per gli atti di vandalismo perpetrati, la «Grotta del Ciclope» che si erge attorno ai ruderi del castello medioevale della vallata del Castelluccio. Anche questo castello costruito nel 1356 dal marchese Giovanni Landolina, su invito del re di Sicilia, Federico d’Aragona, rischia di scomparire. Urgono quindi degli interventi di restauro in quanto i momnumenti suddetti rappresentano la memoria storica della città di Nea sulla qaule poi è sorta Noto Antica. La contrada di Castelluccio è una delle poche zone del territorio di Noto abitata stabilmente da agricoltori e dove resistono una chiesetta e un palazzo feudale.
Articolo di BENITO TAGLIAFERRO tratto dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia) Edizione di Sabato 1 Aprile 2006 |
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