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Alla scoperta dei tesori di Noto antica PDF Stampa E-mail
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Iniziati i lavori grazie al finanziamento di 750 mila euro del ministero su interessamento di Bono. Il compito di riportare alla luce i reperti ancora sotto le macerie a seguito del terremoto del 1693 è stato affidato alla ditta Luigi Pitrolo, aggiudicataria del bando pubblico

In seguito al finanziamento concesso di 750 mila euro dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, per vivo interessamento nel lontano 2005 dell'ex sottosegretario, on.le Nicola Bono, sono iniziati ieri l'altro a Noto Antica i lavori degli scavi per riportare alla luce i reperti ed i ruderi archeologici ancora sotto le macerie a seguito il terremoto dell'11 gennaio 1693 che distrusse completamente la città di Ducezio.
Noto antica, panoramica
Noto antica, panoramica
Viva soddisfazione è stata manifestata dall'assessore alla cultura del Comune di Noto, Francesco Balsamo, che ha presenziato assieme al responsabile della sezione archeologia della Soprintendenza di Siracusa, l'archeologo Lorenzo Guzzardi e dell'impresa appaltarice la consegna dei lavori. I lavori di scavo sono stati aggiudicati dalla ditta Luigi Pitrolo e proseguiranno per parecchi mesi.
"A giorni - ha sottolineato l'assessore Francesco Balsamo - sarà svincolata anche l'area dell'antica città dall'attraversamento della strada provinciale che come si ricorda è retrocessa al Comune a seguito un protcollo d'intesa firmato tra il presidente della Provincia ed il sindaco della città barocca. Saranno installati nella strada dei cancelli per impedire il divieto di accesso di veicoli ed impedire anche durante le ore notturne gli accessi obbligati al Monte Alveria (Porta della Montagna e Porta della Marina)".
Come si ricorda la Noto Medievale ma, già barocca in alcuni aspetti ed edifici monumentali, tre secoli orsono in pochi secondi crollò e divenne un ammasso di rovine. Tra gli anni 1961 e 1963, per la prima volta l'amministrazione comunale in collaborazione con la Sovrintendenza di Siracusa effettuò in una piccola zona dell'area archeologica dei saggi al fine di portare alla luce importanti reperti archeologici. Successivamente, per mancanza di fondi, i lavori furono fermati. Durante quei pochi saggi eseguiti furono portati alla luce interessanti strutture monumentali come il Collegio dei Gesuiti ed il Palazzo Belludia. Ma, soltanto nel 1970 con la fondazione dell'Istituto per la Valorizzazione di Noto Antica (Isvna) e per iniziativa dellattuale assessore comunale alla cultura, il problema del rinvenimento dei reperti sepolti nella città «morta» venne affrontato nella sua molteplicità con la elaborazione di un piano che permise porre il vincolo panoramico e paesaggistico in tutta l'area del Monte Alveria.
Negli anni dal 1974 al 1983 furono acquistate delle aree di terreno dentro la zona archeologica, ottenendone così la demanialità. Successivamente fu firmata tra il Comune, la Sovrintendenza e la Provincia una convenzione per la istituzione del Parco del Monte Alveria. Finanziare gli scavi di Noto Antica significa attuare un sano investimento produttivo per la città.


Articolo di BENITO TAGLIAFERRO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Sabato 3 Febbraio 2007

 
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