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La chiesa rupestre di San Pietro PDF Stampa E-mail
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Non tutti forse lo conoscono, ma è famoso per la presenza di un itinerario etno-antropologico tra le viuzze e le bellissime chiese barocche.
Buscemi, rifondata dopo il terremoto del 1693 non lontano dal punto di origine, conserva ancora alcune bellezze dell'epoca, come ad esempio i resti del castello del principe Requisenz e la chiesa rupestre di San Pietro.

Buscemi, panoramica

Quest'ultima, un po' distante dal centro, è stata scoperta ormai in stato d'abbandono dall'archeologo Paolo Orsi durante l'esplorazione di un sepolcro preistorico scavato nelle vicinanze e adibito al pascolo degli ovini. La chiesa rupestre è stata oggetto d'interesse per le sue bellezze artistiche, storiche e culturali. È costituita da un grande spazio rettangolare cui si accede mediante una rampa di gradini e attraverso tre aperture ad arco. All'interno, il corpo centrale, a pianta ortogonale, è preceduto da una sorta di portico quadrangolare e concluso da un'abside quadrata, la cui forma rimanda alle chiese siriaco-palestinesi del V-VII secolo, quest'ultima è particolarmente elaborata in quanto il tipo di altare suggerisce l'utilizzazione di una liturgia orientale.

Buscemi, panoramica

Altri due ambienti compongono la planimetria della chiesa, nei quali si possono riconoscere due zone adibite alla sepoltura: una a sinistra, ad un livello più basso, si apre a fianco dell'ingresso, e una a destra.
Il motivo che ha determinato il sorgere di un luogo di culto lontano dal centro abitato e presso un'area cimiteriale è ancora celato nell'ombra. Possiamo supporre che la chiesa sia sorta attorno a una tomba molto venerata e di partico-lare importanza per la gente del posto, forse di un eremita con poteri carisma-tici. Si può anche intuire che nell'ambiente di destra, luogo dove era sepolto questo personaggio, dopo la dominazione araba sia incominciato a rifiorire il culto; è suggestiva la presenza di un'iscrizione latina in un luogo sacro di religione orientale.
È interessante la bella croce greca incisa a fianco di quest'ultima; è anche presente una croce latina graffita nell'ambiente di destra. Entrambe erano coperte da almeno cinque strati di intonaco dipinto che evidenziano una lunga e costante tradizione culturale, affreschi ricoperti, però, da una spessa velatura di fumo nero che interessava l'intera parete orientale e si estendeva anche sulle pareti dell'abside.
Noi pensiamo che queste bellezze artistiche siano da valorizzare proprio per l'importanza culturale che rivestono per il nostro paese. Basterebbe una maggiore attenzione per questi luoghi da parte dell'amministrazione comunale e di tutti i cittadini, ma anche una maggiore pubblicità per favorire l'accorrere dei turisti, perché purtroppo anche noi stessi non riconosciamo le bellezze dell'ambiente che ci circonda.


Articolo di Gianluca Di Piero, Morena La Cognata, Paolo Di Pietro, Francesco Antonino, Marika Scirpo
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Il Giornale del "Grazie Deledda" di Buccheri - Buscemi)
Edizione di Venerdì 24 Marzo 2006

 
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