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Il castello di Buccheri PDF Stampa E-mail
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La più formidabile fortezza del Val di Noto; un luogo di cui oggi scorgiamo solo pochi resti.
Buccheri (820 m s.l.m.) è il più alto Comune della provincia di Siracusa. Un luogo caratteristico del paese è il castello, che chiude a settentrione il centro abitato.
Buccheri, panoramica
Fu abitato ed attivo nel periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo. Aveva la forma di un quadrilatero con due torrioni nella parte anteriore, l'ingresso rivolto a sud e un'altra torre maestra al centro. Le fonti storiche ci dicono che il castello di Buccheri era “la più formidabile fortezza del Val di Noto”.
Fu al centro di diverse vicende storiche, legate alla guerra fra siciliani e angioini, alle guerre civili scoppiate fra le potenti famiglie baronali del regno. Sicuramente attivo nei periodi della Contea e della Baronia, era già distrutto al tempo del Principato.
Da quell'altezza lo sguardo si perde lontano sulla vasta pianura di Catania, il Mongibello, il mar Ionio e il promontorio calabrese.
Le fatiscenti strutture furono demolite dagli abitanti per ricavarne materiale utile alla ricostruzione delle loro case, ferite dal sisma del 1693.
La storia ha celebrato l'importanza di questo fortilizio. Del castello di Buccheri parla anche un documento conservato presso la biblioteca di Palermo: "Si va detegendo che quella rocca intorno la quale pria del terremoto dell'anno 1693 era situato il paese, nel modo che dicesi volgarmente castello, sia stato fabricato sino da allora che era in fiore la città di Leontini per difesa nelle guerre civili.
Tuttora vi si vedono esistenti rimasugli di grosse mole di fabbriche crollate a terra senza il menomissimo scompaginamento, ammirandosi nel tempo stesso la forte lega della calce co' rena di fiumara. Si dice essere da quel tempo colonia di Leontini, difendendosi gli abitanti in questo ben munito castello e dall'arte e dalla natura...".
Oggi scorgiamo solo pochi resti a testimonianza di quelle antiche difese.


Articolo di Mariangela Fina, Silvia Russo, Martina Merlo, Elide Giarrusso, Giuseppe Ciurcina, Marco Garfì
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Il Giornale del "Grazie Deledda" di Buccheri - Buscemi)
Edizione di Venerdì 24 Marzo 2006

 
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