Vivere
Notizie e attualità
Emergono tracce greche | Emergono tracce greche |
|
|
|
|
Via Falcone: i lavori dell'area destinata al prolungamento della strada stanno facendo emergere un muro di contenimento che potrebbe portare alla luce un insediamento abitativo. Lo sgombero dell'area indispensabile per la planimetria. I lavori di ripulitura dell'area destinata al prolungamento della via Falcone, opera peraltro sospesa a causa del rinvenimento superficiale di numerosi frammenti pare risalenti all'epoca greca e romana, stanno portando alla luce un muro di contenimento che lascerebbe presagire ad un insediamento abitativo. La zona non è stata del tutto sgomberata dai detriti e dalla terra rimossa, resta ancora da scandagliare la parte terminale, quella che si affaccia poi nella piazza Esedra. Potrebbe trattarsi di un insediamento romano, ma al momento ogni ipotesi è azzardata non solo perchè non si tratta di una campagna scavi, ma di una semplice ripulitura del sito, ma soprattutto perchè non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte della sovrintendenza e sarebbe un pò come saltare subito alle conclusioni. Un dato di fatto è certo, il muro che sicuramente delimitava una proprietà all'interno del quale vi era un insediamento abitativo sta venendo alla luce. A questo punto è indispensabile capire l'estensione dell'insediamento, la posizione rispetto al contesto generale e rispetto alla mappa archeologica, soprattutto per andare ad individuare con precisione in che punto l'opera pubblica va ad intercettare l'interesssante sito. E' prematuro datare il muro, perchè solo in un secondo tempo sarà possibile stabilire se ci sono più fasi insediative o se ve ne sono delle preesistenti. Lo sgombero dell'area è indispensabile anche per leggere la planimetria e dare una soluzione tecnica certa per non deturpare i luoghi, mantenendoli intatti, evitando che si possa smembrare una eventuale villa così come è accaduto per quella in contrada Borgelluzzo, divisa in due dalla litoranea. Nei giorni scorsi la dottoressa Mariella Musumeci, funzionaria della Sovrintendenza per i Beni Culturali di Siracusa, insieme ad altri tecnici, alla presenza del sindaco Albino di Giovanni e dei funzionari del comune, ha effettuato un ulteriore sopralluogo per rendersi conto da vicino della consistenza del rinvenimento. L'area in questione è più marginale rispetto a quella già individuata, adiacente alla contrada Borgellusa, già sottoposta a vincolo, ma nulla esclude che, proprio perchè suscettibile di vincolo, lo possa essere alla luce dei recenti ritrovamenti. Si teme, però, che la realizzazione lungo lo stesso tracciato, nel 1999, della rete fognaria che impose, per interrare i tubi, uno scavo di 4,5 metri, abbia già potuto danneggiare i reperti. "Sono al vaglio le soluzioni tecniche più adeguate, le esamineremo a giorni dopo di che verrà formulata quella ottimale che consentirà di non deturpare i luoghi garantendo nel contempo la funzionalità dell'importante opera" anticipa il sindaco Albino Di Giovanni che al momento ritiene non opportuno anticipare niente, perchè si tratta solo di ipotesi e studi, ma nulla di concreto. E' certo che la sovrintendenza stà lavorando in stretta collaborazione con l'amministrazione perchè è interesse di tutti portare alla luce un passato, quello della città, che potrebbe sconvolgere le precedenti ricostruzioni storiche.
Articolo di Gabriella Tiralongo tratto dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia) Edizione di Venerdì 10 Marzo 2006 |
| < Prec. | Pros. > |
|---|