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Analisi Film: Il Divo

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Analisi Film: Il Divo

Messaggiodi acid il 08 giu 2008 23:10

mima ha scritto:ieri sera sono andata al cine ma a vedere il divo.
il montaggio delle scene era molto originale, affascinante, geniale.
la fotografia impeccabile.
la scelta degli attori perfetta, (grandioso Servillo, sorprendente e inaspettato Buccirosso nella parte di Pomicino)
la trama? "il divo Giulio" ne esce davvero malconcio. Personalmente trovo di cattivo gusto presentare i fatti così come sono stati presentati nel film, riferendosi ad una persona ancora viva e, checchè se ne dica, un politico che rispetto alla pappetta che gira per le camere della politica oggi può anora dare i punti a molte persone con la sua cultura e la sua ironia.

qualcuno di voi lìha visto?


Roma, all’alba, quando tutti dormono, c’è un uomo che non dorme.
Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti.
Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare.
Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni.
Agli inizi degli anni novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio.
Alla soglia dei settant’anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale. Abituato com’è a vedere questo timore dipinto sul viso di tutti i suoi interlocutori. La sua contentezza è asciutta ed impalpabile. La sua contentezza è il potere. Col quale vive in simbiosi. Un potere come piace a lui, fermo ed immutabile da sempre. Dove tutto, battaglie elettorali, stragi terroristiche, accuse infamanti, gli scivola addosso negli anni senza lasciare traccia. Lui resta insensibile ed uguale a se stesso di fronte a tutto.
Fino a quando il contropotere più forte di questo paese, la Mafia, decide di dichiarargli guerra.
Allora le cose cambiano. Anche, forse, per l’inossidabile, enigmatico Andreotti.
Ma, questa è la domanda, cambiano le cose oppure è un’apparenza?
Una cosa è certa: è difficile scalfire Andreotti, l’uomo che, più di tutti noi altri, sa come si sta al mondo.

http://www.luckyred.it/ildivo/home.html

"Sappiamo dal Vangelo che quando fu chiesto a Gesù che cosa fosse la verità, lui non rispose".
"Il potere logora chi non ce l'ha"




Il Divo, visto stasera...molto bello. :P

Piccolo erroruccio all'inizio: Piano di rinascita nazionale (è in realtà piano di rinascita democratica, non nazionale)

Che anzi, vi invito a visionare, prima dell'approccio al film: http://it.wikisource.org/wiki/Piano_di_ ... emocratica


Storicamente però è davvero preciso su tutte le citazioni della p2.

la P2 era strumento di controllo e di condizionamento del popolo italiano nelle mani della CIA, al servizio della NATO e della DC...
Del resto è provato che, così come l’Agenzia CIA finanziava la DC in periodo elettorale, altrettanto facesse con la P2...

L’attività di Licio Gelli (capo della P2 nel 1971) sembra subordinata e in qualche modo diretta da Giulio Andreotti, anche se non è mai stato trovato alcun documento che lo provasse, nè del resto i due interessati hanno mai ammesso di conoscersi personalmente. Solo di aver avuto qualche formale incontro.
Le ragioni di questa mancanza documentale sono chiare: il nome di Andreotti non doveva comparire da nessuna parte, perchè nel caso in cui la loggia fosse stata scoperta, come è successo, non ci sarebbero state le prove per dimostrare il coinvolgimento di un uomo politico di primissimo piano; inoltre non ce n’era la necessità in quanto molte informazioni “riservatissime” erano a conoscenza del solo Maestro Venerabile e comunicate, se ce ne fosse stato bisogno, solo oralmente.

Ricordiamo che Giulio Andreotti nel ‘48 si battè, vittoriosamente, affinchè nella Costituzione venisse scritto “la legge può stabilire controlli [...] che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica” invece della formula “la legge stabilisce controlli” proposta dalle sinistre.
In sostanza, senza l’intervento di Andreotti, non sarebbe stato possibile attuare il Piano, o sarebbe quantomeno stato molto più complicato....


Tornando al film...la confessione finale non è mai avvenuta, così come raccontato nel film...

In fondo è solo un romanzo, si dice...
Non potevano di certo dire apertamente che i fatti sono realmente avvenuti...non esistono documenti ufficiali probatori...e poi, si parla di P2 e Politica, bisogna andarci cauti...

Ma la frase finale "fare il male per ottenere il bene", credo che rappresenti il senso di tutto il film, che aiuta far capire l'Italia di quel periodo.
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