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LA DONNA PERFETTA Storia di Barbie di Nicoletta Bazzano

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LA DONNA PERFETTA Storia di Barbie di Nicoletta Bazzano

Messaggiodi antoniorandazzo il 11 mar 2010 16:08

Oggetto: Presentazione libro
Titolo:"LA DONNA PERFETTA Storia di Barbie "
Relatori: Mariolina Lo Bello e Salvo Sequenzia
Voce recitante: Elio Miano
Presentazione: Salvatore Zito
Luogo: via Maestranza 110 Siracusa
Data: Sabato 13 Marzo 2010
Ore: 18,30
Organizzazione e Direzione: Corrado Brancato
Addetto Stampa: Amedeo Nicotra
Ingresso Libero
Info:
0931/746931
0931/66960 (orario apertura Galleria)
cell.338/3646560
corradobrancato@hotmail.com
http://www.galleriaroma.it
Sabato 13 marzo alle ore 18,30 presso i locali della Galleria Roma Mariolina Lo Bello e Salvo Sequenzia presentano il libro di Nicoletta Bazzano "LA DONNA PERFETTA Storia di Barbie"
BARBIE, UN MITO PER SEMPRE NEL GIARDINO DELLE DELIZIE DELL’UMANITA’
«Il giocattolo significa sempre qualcosa, e questo qualcosa è sempre interamente socializzato, costituito dai miti o dalle tecniche della vita moderna adulta», scriveva Roland Barthes in Miti d’oggi.

Il mito cui Barbie si ispira, è quello di una femminilità perfetta e compiuta, capace di coniugare bellezza, prestanza, ricchezza e felicità, realizzandole non in un mondo altro, e neanche in un mondo ampio, ma nel mondo chiuso della quotidianità, nel mondo rassicurante della casa.

La bambolina più desiderata al mondo nasce il 9 marzo 1959 ad Atlanta, la città di Rossella O’Hara, eroina di Via col vento. Barbie è lì a dire, prima di tutto, che “domani è un altro giorno e che sarà meglio di oggi”, e che non è mai troppo la curiosità sui riti, sui miti, sulle icone della vita quotidiana, per comprendere la contemporaneità. Extraludicamente, l’icona di Barbie ha dato il la ad un nuovo modo di rappresentare il sentire e l’apparire degli oggetti e delle cose.

A cinquantenni suonati, la bambolina più desiderata al mondo, con leggero tocco di classe, va oltre la pedagogia segnaletica di veline e strapponcine, per essere antropologia del kulturkampf contemporaneo.

Proprio Barbie, simbolicamente, stordisce un Andy Wahrol sfuggendo alla stigmatizzazione come “modello deteriore” e consumistico: vero e proprio attentato alla piena maturazione dell’identità femminile.

Alle vestali del postfemminismo, ai vigilantes della buonacreanza sociale e culturale, vittime della più profonda incomprensione, Barbie comunica che non è una semplice bambola, piuttosto, è un’icona della cultura pop; anzi, un manufatto pop che va al di là del tempo e dello spazio, non facendo altro che testimoniare il potere del gioco fra gli uomini, “terra di mezzo” fra natura e cultura che non può certo essere derubricata a passatempo e gestione del tempo libero.

Le rigide manine di bambola, momentaneamente, gli occhi profondi e allegri non si rabbuiano mai e non è colpa di nessuno, se la bambolina appare come uno dei pochi oggetti che sono stati capaci nel tempo di creare attorno a sé un vero e proprio immaginario, coltivato come un vero e proprio giardino delle delizie. Una bella passeggiata per il web, per scoprire così come esistano forme di collezionismo puro, nonché di conservazione di tanti esemplari di Barbie, alimentando una reale filologia “nel” e “del” fandom, che si diletta a rendere Barbie più contemporanea, alla luce di un legame speciale che si rinnova con quella che è sempre stata, e rimane, la diva che manca, oggetto d’invidia e di emulazione da parte delle donne e di fascino per gli uomini.

Dalla Pop Art alla “Società dello Spettacolo”, dall’evo televisivo al Web, dal “baby boom” al sex appeal delle forme cibernetiche. Insomma, dal 1959 al domani.

Tutto quello che riguarda il sogno in rosa – la pink life - di un feticcio quotidiano, diviene metafora del racconto contemporaneo della bellezza del corpo, dello stile di vita, e del senso di possesso collettivo di un prodotto che ancor oggi – Barbie in a liquid world - si fa oggetto e parabola comunicazionale.

Sicché, le varie "Barbie-token" sostanziate nei vari modelli della bambola, rinviano alla "Barbie-type" ormai indiscutibilmente presente nell'immaginario collettivo globale; inoltre, la "Barbie-type" attinge al sempreverde archetipo della “principessa delle fiabe” e lo declina nelle multiformi varianti del dorato mondo consumistico.

Il libro di Nicoletta Bazzano rintraccia, attraverso l'analisi di questa potente icona, le tante maschere sociali che Barbie ha incarnato negli anni e le rivoluzioni di costume che hanno accompagnato la sua storia.

Salvo Sequenzia
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