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il mio libro capitolo 1

Angolo della letteratura dedicato ai "divoratori" di libri, amanti di poesie, composizioni e altre forme d'arte e cultura

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il mio libro capitolo 1

Messaggiodi vale10 il 09 set 2008 10:44

1-La mia vita da 6 anni fa
Salve, tutti vi starete chiedendo perché ho scritto questo libro vero?? Forse perché volevo guadagnare dei soldi ho perché non ho avuto niente da fare??Invece non è così!! E’ perché voglio dire,raccontare la mia storia, forse vi sembrerà stupido ma no, il mio dolore non è affatto stupido, non avere mai avuto un padre è molto doloroso ma perderlo da piccoli è ancora peggio, ma intanto mi presento: mi chiamo Sara ho 16 anni vivo in America a Los Angeles da quando mio padre è scomparso, ma non sono americana sono ITALIANA e fiera di esserlo, comunque sono nata a Siracusa in Sicilia ma vivevo a Belvedere, mia madre era di Firenze e mio padre viveva a Noto con i genitori, quando i miei si sposarono si trasferirono a Belvedere. Ancora ricordo le urla di mia madre quando gli dissero che non avevano trovato mio padre, proprio così mio padre non è morto è “solo scomparso nel nulla”. Successe quando avevo 10 anni nel Trentino, era estate precisamente il 28 luglio eravamo in un bosco non lontano dal nostro hotel quando io dissi a mio padre che doveva essere dietro di me e di mia madre che volevo un leccalecca ma girandomi non lo vidi più, lo dissi a mia madre che mi rispose: ora lo chiamiamo al cellulare non ti preoccupare sarà andato a prendere una sigaretta aspetta che faccio il numero, dopo qualche secondo attaccò e mi disse spaventata: è spento strano. Da quel giorno passarono 2 giorni. Chiamammo la polizia che ci disse inizieremo subito le ricerche ma prima dobbiamo farle qualche domanda signora, non seppi mai quali furono queste “famose” domande; mia madre non me le disse mai perché diceva non capiresti. A me non me ne fecero dicevano sei troppo piccolo NON CAPIRESTI, non capirei?? Io capivo benissimo invece!! Capivo che mio padre era sperduto da qualche parte nel Mondo e io non potevo rispondere alle loro stupide domande?? Forse non capivano loro!! Loro NON POTEVANO CAPIRE che io capivo benissimo a loro certo non importa facevano solo il loro lavoro!! Non gli interessava niente che forse non avrei mai rivisto mio padre, no, erano loro che NON CAPIVANO ME!! Io a loro li ho capiti subito. Quella notte mia madre mi disse: papà tornerà presto- ma io sapevo che non era la verità - , questo me lo disse per 4 anni fino a che dissi a mia madre ormai è inutile cercarlo, ma invece io non smisi e fino a ora mi chiedo dove sia. Mia madre ama ancora papà un giorno mi disse: io non amerò nessuno finche non mi diranno che tuo padre non c’è più, io lo amerò fino all’ultimo istante in cui possa sperare che lui torni da noi. Quella promessa fino a oggi l’a mantenuta. Se sto parlando troppo ditemelo, ha dimenticavo voi non potete parlare!! Ora invece di parlare solo del mio dolore parliamo di me da quando sono qui a Los Angeles: dapprima mi sentivo strana in una così grande città ma poi, ho capito che non è così difficile capire come camminare e non perdersi. Ho solo 2 amici disposti a sopportarmi: Marc e Lily, di loro vi parlerò dopo. La lingua è stata abbastanza facile da imparare perché l’americano è molto simile all’inglese e quindi non ho avuto grandi difficoltà. Il mio primo giorno di scuola fu però molto difficile, tutti che mi guardavano e io mi sentivo strana e messa da parte ma poi Marc si avvicinò e mi disse: i’m Marc and you??, e io gli risposi i’m sara and i’m from Italy!! E da lì diventammo amici. Lily quel giorno era assente, la conobbi il giorno dopo, infatti Marc mi disse: she’s my sister Lily, yesterday she has got flu, lei mi rispose: yes, i’m Lily and what’s your name?? Io dissi Sara it’s Sara. Qualche giorno dopo avevo appuntamento con loro davanti casa mia per una passeggiata, (da ora quello che loro diranno in inglese io lo dirò in italiano) e quando arrivarono dopo i saluti,baci bacetti ci incamminammo, prendemmo un gelato e alla fine prima di ritornare a casa Marc mi disse: sai Sara sei veramente tanto tanto simpatica, vorresti diventare la mia migliore amica?? E io gli risposi da sciocca che sono va bene ok, ma tu mi vuoi bene Marc?? E lui: sisi certo che ti voglio bene!! Ritornai a casa tutta contenta, il giorno dopo a scuola ci scambiammo i numeri di telefono, e Lily mi disse la stessa cosa che mi disse l’altro giorno Marc senza farmi la domanda però: sarai la mia migliore amica, Sara!! Da quel giorno tutti i pomeriggi facevamo i compiti insieme, giocavamo, passeggiavamo e ridevamo sempre tutto insieme. Può sembrare che io ero felice ma non lo ero affatto mi mancava sentire rincasare mio padre la sera dopo la sua partita di calcetto il giovedì, mi mancava farmi aiutare da lui nei compiti mi mancava guardare le partite di calcio con lui e dopo addormentarmi accanto a lui nel divano, mi mancava tutto di mio padre, sembravo felice ma non lo ero no io non ero felice ero Infelice, quasi tutte le notti facevo incubi in cui mio padre diceva che non mi voleva più bene, tutte le notti la stessa storia lo stesso incubo ma perché?? Perché papà sei sparito?? Perché non sei qui accanto a me?? Perché non sei al tavolo a cenare con me?? Perché non sei a vedere la TV con me?? Perche sei andato via da me?? Domande senza risposta. Mia madre quando facevo questi incubi mi diceva: papà tornerà da te vedrai mangeremo un gelato tutti insieme e ci divertiremo come una volta quando eri più piccola, me lo diceva tutte le notti, ma poi la sentivo piangere per mio padre e capivo che lo faceva per il mio bene. Ogni sera al computer cerca notizie su siti internet programmi su di mio padre ma trovavo solo che dicevano tutti la stessa identica cosa: Adulto di 35 anni scomparso nel nulla con moglie e una figlia, pensavo solo notizie giornalistiche, e io mi chiedevo se tutto questo era successo per colpa mia, se mio padre aveva abbandonato SOLO ME e non mia madre mi facevo queste domande e mi rispondevo ma certo che si è colpa mia è sempre stata colpa mia. A scuola andavo bene ma un giorno dovevamo scrivere un tema sulla nostra famiglia e cosa pensavamo dei nostri GENITORI. Ma io quel tema non lo potevo fare e allora scrissi che la mamma ce l’avevo ma mio padre era scomparso quasi un anno fa e che era stata colpa mia solo colpa mia, la maestra mi disse così: no non è vero che è colpa tua, è stato il destino che ha voluto fare questo piccolo scherzetto, ma io gli risposi che sapevo che i nostro destino non esiste ma lo scriviamo noi e io gli dissi avevo scritto che mio padre doveva scomparire ed è quindi colpa mia, scappai piangendo chiamarono mia madre che spaventata mi portò a casa mi preparò il pranzo e mangiammo, ma io nonostante tutto pensavo ancora che era colpa mia, pensavo che mio padre si era stancato di me non mi voleva più vedere e quindi era scappato via. Quando Lily e Marc vennero a trovarmi quel pomeriggio gli raccontai quello che era successo loro mi dissero: ma non è colpa tua, è successo e basta!! Ma io non mi convincevo finchè una notte fecì un sogno: c’era mio padre io e mia madre al tavolo e stavamo mangiando e mentre guardando le notizie sportive, mio padre mi disse poi: non è colpa tua è la vita che è fatta cosi piccola mia!! Quella notte mi svegliai piangendo perché non potevo credere non non poteva essere così avevo avuto una visione avevo visto mio padre in sogno mio padre SCOMPARSO!! Non dissi mai a mia madre: era sconvolta se gli avessi detto che avevo visto mio padre in sogno sarebbe stata gelosa di quella visione!! Passarono 2 anni e io ero in giro con Marc e Lily quando ad un certo punto vidi una persona che assomigliava terribilmente a mio padre: cercai di avvicinarmi ma non ci riuscivo: avevo paura che se non fosse stato lui avrei avuto un’altra delusione, me ne andai piangendo, non dissi niente a mia madre neanche quella volta. Passarono 5 anni, ero in una gelateria quando una signora mi diede un bigliettino: c’era scritto: tuo padre non ti ha mai abbandonato, è sempre stato qui a Los Angeles ti seguiva in ogni posto dove andavi. Ad un certo punto non so perché non so come mi trovavo a terra ero svenuta: mio padre non era mai sparito, ma perché non mi ha mai parlato perché?? Perché tutto questo?? Volevo delle risposte!! Mi svegliai in un letto d’ospedale: che strano pensai c’era la signora del bigliettino e poi accanto: mio padre!! Lo abbracciai con tutta la forza che avevo non volevo risposte volevo solo che lui restasse con me.
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