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Andare oltre gli scavi di Pantalica PDF Stampa E-mail
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Andare oltre la Pantalica di oggi, attraverso tutta una serie di scavi archeologici, anche perchè in questa necropoli c'è ancora molto da studiare. Per la zona è stato chiesto un finanziamento con i fondi di Agenda 2000.
"Andare oltre la Pantalica di oggi, attraverso tutta una serie di scavi archeologici, anche perchè in questa necropoli c'è ancora molto da studiare". Ad affermarlo è il sovrintendente ai Beni Culturali Mariella Muti che ha anche ribadito che sono state presentate alla Regione Siciliana delle schede inerenti gli scavi a Pantalica, chiedendo un finanziamento con fondi di Agenda 2000.
"Se non si riuscirà - ha detto sempre il sovrintendente Muti - ad avere il finanziamento da questi fondi europei, questi scavi archeologici a Pantalica sono stati inseriti nella nostra programmazione e, quindi, le risorse finanziarie potranno arrivare dall'assessorato regionale ai Beni Culturali".
Le grotte di Pantalica scavate sulle pareti calcaree a strapiombo
Le grotte di Pantalica scavate sulle pareti calcaree a strapiombo
In verità, gli scavi archeologici a Pantalica dovevano essere già una realtà. Ma difficoltà finanziarie hanno impedito che la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, quando era retta da Giuseppe Voza, effettuasse questi scavi.
Ora, queste difficoltà sembrerebbero superate, e quindi si potrà riprendere quel discorso archeologico interrotto tanti anni fa dall'archeologo Luigi Bernabò Brea.
Infatti, gli ultimi scavi a Pantalica furono condotti da Luigi Bernabò Brea che voleva dimostrare, con qualche ritrovamento di reperti, che a Pantalica si trova la "Città sepolta" di Hybla Maggiore. Infatti, Luigi Bernabò Brea era convinto che questa città risalente all'età del bronzo (XII secolo a.C.) doveva sorgere proprio su questo altopiano ibleo.
Questi scavi archeologici Luigi Bernabò Brea li eseguì tra il 1962 ed il 1964, quando era sovrintendente ai Beni culturali della Sicilia orientale.
E proprio l'illustre archeologo si lamentò per il fatto che le sue ricerche, anche allora per la carenza di finanziamenti, fossero rimaste incompiute. E non potendo portare a termine lo studio che si era proposto, Luigi Bernabò Brea, come egli stesso ebbe a dire "lasciava in eredità agli archeologi della nuova generazione l'obbligo di prendere come punto di partenza quelle che erano le sue ipotesi".
Il testimone, ora, passa all'attuale sovrintendente ai Beni Culturali di Siracusa Mariella Muti, sperando che le schede presentate possano essere finanziate e riprendere, così, gli scavi là dove erano stati interrotti: intorno all'Anaktoron.
Infatti, Luigi Bernabò Brea, così come in precedenza aveva ipotizzato lo studioso francese Francois Villard, era convinto che in quella zona dell'Anaktoron si trovasse la "città sepolta".


Articolo di P. M.
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Venerdì 24 Marzo 2006

 
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