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Il rientro del Caravaggio | Il rientro del Caravaggio |
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E al Sepolcro è tornata la luce: grande partecipazione popolare e di autorità civili e religiose alla cerimonia alla Borgata. Basilica gremita di fedeli fin dalle prime ore del pomeriggio. La chiesa siracusana era rappresentata da mons. Giuseppe Greco che ha sottolineato la valenza religiosa dell’evento. «Il seppellimento di Santa Lucia - ha detto - non è soltanto una preziosa opera d’arte e un’attrattiva turistica ma soprattutto una meta di pellegrinaggio per esternare con rinnovato amore la devozione alla nostra Patrona». Nella basilica del sepolcro si è celebrato un rito atteso da trentacinque anni. Da ieri pomeriggio la Basilica di Santa Lucia custodisce il capolavoro caravaggesco che fu per essa concepito nel 1608. La grande pala del Merisi è stata ricollocata dietro l’altare maggiore al posto della copia predisposta nel 1971, anno in cui si decise il trasferimento del quadro alla Galleria di palazzo Bellomo a seguito di un tentativo di furto e delle inadeguate condizioni di conservazione. L’evento si è svolto davanti ad un folto pubblico di devoti e appassionati d’arte, radunatosi alle 18 nella chiesa della Borgata, e davanti alle massime autorità cittadine. Presenti alla cerimonia la soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Mariella Muti, l’assessore regionale ai Beni culturali, Alessandro Pagano, il prefetto della città, Benedetto Basile, il sindaco, Giambattista Bufardeci, la responsabile del servizio storico-artistico della Soprintendenza aretusea, Carmela Vella, il senatore Antonio Rotondo ed i rappresentanti del gruppo Erg, co-finanziatore dell’evento. Presente anche il vicario generale della Curia arcivescovile, mons. Giuseppe Greco, il quale ha celebrato una santa Messa al termine della manifestazione inaugurale. Dopo i saluti da parte del parroco della Basilica, frate Salvatore Di Bartolo, e di frate Carmelo Finocchiaro che ha sottolineato l’importanza dell’avvenimento per la parrocchia di Santa Lucia e per la città, è stata la volta dei discorsi da parte della soprintendente Muti, della dott.ssa Vella e dell’assessore Pagano.
E’ stato anche un evento religioso per la città, come ha affermato mons. Greco, e soprattutto per i devoti della Patrona il rientro del Caravaggio, che è anche chiara rappresentazione dell’inscindibile nesso che lega l’arte e la devozione luciana. “Il valore di questo dipinto – ha dichiarato il vicario della Diocesi aretusea – non è soltanto artistico ma anche religioso. Il quadro non è infatti soltanto un’attrattiva, bensì una meta di pellegrini per la sua profonda valenza sacra nel nome di Lucia e per il messaggio spirituale che quest’opera simboleggia”. Ma il rientro del dipinto alla Borgata è anche un primo segnale dell’opera di riqualificazione di cui sarà protagonista lo storico rione di Siracusa. Come ha affermato il prefetto della città, Benedetto Basile, è questo infatti un concreto primo passo in avanti verso la rinascita del quartiere della Borgata. A lui ha fatto eco il primo cittadino, che ha inteso sottolineare come quest’impegno nei confronti del rione di piazza Santa Lucia sarà attuata in sinergia con le varie realtà coinvolte. Particolarmente delicato il sistema di sicurezza predisposto all’interno ed all’esterno della chiesa di Santa Lucia per tutelare l’opera da furti e atti vandalici, che è stato approntato insieme al Fec (Fondo edifici di culto), ente del Ministero dell’Interno proprietario della Basilica. Altrettanto sofisticata la copertura del quadro realizzata grazie ad una speciale teca studiata dai tecnici del Centro di restauro di Palermo, che sarà allestita nelle prossime settimane. Come accennato nei giorni scorsi nelle pagine del nostro quotidiano, il ritorno del capolavoro del Merisi alla Borgata non è stato salutato con entusiasmo da tutti. Un appello volto a scongiurare tale evenienza era stato lanciato da un nutrito gruppo di intellettuali che ritengono inadatto il luogo designato per accogliere il quadro. A tale preoccupazione ha risposto lo storico dell’arte Paolo Giansiracusa, il quale evidenzia che il rientro dell’opera è un fatto positivo per la valorizzazione del luogo, per il ripristino di un sistema espositivo originario e, infine, per la corretta collocazione del dipinto nell’unico luogo ad esso deputato.“Il Seppellimento di S. Lucia”, prima opera siciliana dell’artista, resterà dunque nel luogo in cui il Caravaggio lo immaginò. ISABELLA DI BARTOLO Il sindaco: SI RICOSTRUISCE IL
PATRIMONIO DELLA CITTA’
Il ritorno a Siracusa del “Seppellimento di Santa Lucia” di Caravaggio consente di ricostituire il patrimonio culturale della città. Un’opera di assoluto valore, testimonianza del passaggio da Siracusa di un grandissimo artista, dotato di un talento capace di rinnovare la forma dell’espressione pittorica. Una presenza dovuta alla sua amicizia con Mario Minniti e che non fu priva di influenze su una generazione di artisti siciliani. La tela, universalmente apprezzata e per noi siracusani particolarmente ricca di significati, tornerà nella sua sede naturale, cioè la basilica di Santa Lucia, dove potrà essere ammirata e dove troverà la giusta valorizzazione. Tale scelta non può non trovarci consenzienti, anche perché segna un importante passo nel percorso di promozione culturale e turistica dell’intera Borgata. Le scelte urbanistiche, che trovano riscontro nel piano regolatore generale, fatte negli ultimi anni dalla nostra amministrazione comunale vanno proprio nel segno della valorizzazione, oltre che dell’area umbertina, di questo quartiere. Piazza Santa Lucia, la chiesa del Sepolcro e la basilica arricchita dalla importante tela, possono rappresentare il fulcro di una rinascita ormai imminente. Alle istituzioni che hanno reso possibile il rientro a Siracusa dell’opera e ai privati che hanno dato il loro contributo per metterla al sicuro, va il nostro ringraziamento. La sinergia tra le istituzioni è un elemento decisivo per il raggiungimento di quegli obiettivi che ci siamo posti con l’iscrizione della città nella World Heritage List dei siti tutelati dall’Unesco. Il “Seppellimento di santa Lucia” di nuovo a Siracusa e nella sua sede naturale è uno dei frutti migliori di tale sinergia, che va nel senso della promozione del nostro inestimabile patrimonio culturale. SICUREZZA - La preziosa tela
custodita come nel forziere
La Basilica di Santa Lucia
si riappropria del suo tesoro più prezioso e si dota di
tutte le tecnologie più sofisticate per accogliere al meglio
l’opera del Caravaggio. Attivo un sofisticato sistema di
allarme, che "rende
impossibile la manomissione e il furto" della tela e che
è collegato con i Carabinieri, la Questura e la Guardia di
finanza. L’impianto si avvale dell’ausilio di
videocamere tra cui anche un monitor fisso sul "Seppellimento di Santa
Lucia" che è frutto della collaborazione di un trio di
tecnici della Soprintendenza (Rudy Bascetta, Antonino Fucale e Franco
Pandolfo) e il Comitato provinciale per l’ordine e la
sicurezza pubblica composto, tra l’altro anche dal Prefetto,
dal sindaco e dalle forze dell’ordine.
L’assessorato regionale ha concesso il distacco temporaneo dei custodi della Galleria regionale di Palazzo Bellomo che saranno in servizio permanente nella Basilica. La novità allo studio e che dovrebbe essere realizzata a breve è una teca blindata dotata di vetro antiriflesso e soprattutto in grado di controllare il microclima sulla tela, in maniera indipendente dal resto della basilica, che prenderà il posto di quella attuale, sistemata su dei supporti che la distanziano dal muro. Un sistema all’avanguardia tanto che, una struttura similare, viene utilizzata al Louvre di Parigi per la celeberrima "Gioconda" di Leonardo Da Vinci e che, in Sicilia, trova applicazione solo sul "Ritratto d’uomo" di Antonello da Messina, conservato nel museo di Cefalù. Un incontro operativo sull’iniziativa che sarà sponsorizzata da privati, ha avuto luogo ieri, poco prima della cerimonia alla Basilica di Santa Lucia. Erano presenti: il responsabile del Centro regionale per il restauro Guido Meli accompagnato dall’architetto Ermanno Cacciatore dell’Unità di fisica del Centro, la soprintendente Mariella Muti, e i rappresentanti di una ditta navalmeccanica industriale che dovranno occuparsi della realizzazione materiale della struttura. «La teca - spiega Meli - sarà dotata di vetro infrangibile e antisfondamento e permetterà il controllo climatico mirato sull’opera. Sono soddisfatto della sinergia tra pubblico e privato che si è sviluppata attorno ad un progetto comune e non voglio soffermarmi sulle inutili polemiche che hanno accompagnato il rientro dell’opera a Siracusa». Ma quali sono le condizioni attuali della tela? «Ottime - risponde il direttore del Centro regionale di restauro che ha curato le indagini sullo stato di salute dell’opera - non ha subito traumi e non presenta problemi particolari. A Siracusa effettueremo un ulteriore studio-pilota sullo stato "tensionale" del capolavoro caravaggesco effettuando sulla stessa una induzione di vibrazioni che rileveremo con il laser, si tratta di una tecnica particolare messa a punto da Antonio Iaccarino dell’Università di Urbino». G. AM.
Articoli tratti dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia) Edizione di Venerdì 19 Maggio 2006 |
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