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Itinerario dettagliato - A nord (5a parte) PDF Stampa E-mail
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FRANCOFONTE
L'origine di quella che spesso è chiamata la patria del tarocco (una pregiata qualità di arance) è incerta. E' invece certo che, intorno al 1360, venisse costruito poco più a valle dell'abitato attuale il castello del Gran Giustiziere Artale Alagona, proprietario del feudo di Bulfida (comprendente chiesa e borgo) uscito vincitore da un acceso contrasto con i Chiaramonte di Lentini.
Come si sia giunti al nome odierno del sito potrebbe spiegarsi con il privilegio d'esser franco il borgo medesimo nell'attingere acqua da una fonte sgorgante a margine di Bulfida. La sua storia dal XIV al XVIII sec. altro non è - qui come altrove - che la storia di contese tra feudatari.
Per raggiungere rapidamente il centro, si percorre per intero la larga via On. Franco; giunti in piazza Torino si prende a destra via Emanuele Filiberto, al cui termine la breve salita di via G. Verdi immette in piazza Garibaldi.
La piazza è nobilitata dal ricco Palazzo Palagonia ora municipio, voluto da Francesco Gravina, principe di Palagonia e marchese di Francofonte nel 1705, sulle rovine del castello, distrutto dal terremoto del 1693 e di cui sopravvivono solo la torre della cortina sud (all'esterno) e le due centrali (all'interno) inglobate nella nuova fabbrica.
Lo schema viario a raggiera del nucleo storico, suggerisce un percorso a semicerchio in senso orario, imperniato sulla piazza. Così facendo, da via Spoto Puleo si accede nella piccola piazza Vittorio Emanuele sulla quale affaccia la Chiesa Madre intitolata a S. Antonio Abate; eretta nel 1698 sulle macerie della preesistente, conserva un bel portale gotico e, all'interno, una tavola quattrocentesca di scuola catalana raffigurante la Madonna della Neve, patrona di Francofonte dal 1570 e festeggiata il 5 agosto.
Tornati in piazza, s'imbocca a sinistra via Cavour fino a raggiungere l'antica via Mastrarua; alla confluenza di questa con via Garibaldi vi è una piccola cappella con cupola in maiolica. Risalendo per le vie Savonarola, Aspromonte e Mentana, si è in via Vittorio Emanuele con di fronte la chiesa di S. Gerolamo (o dell'Orologio) e più basso, a sinistra, la chiesa del Carmine. Si percorre il corso sino alla congiunzione con via Regina Margherita e si torna con essa verso la piazza, scoprendo a metà percorso, sulla sinistra, la chiesa dell'Angelo Custode.
Da questo itinerario restano escluse altre chiese di minore interesse monumentale, tra cui quella dell'Annunziata. Quest'ultima, in periferia, vede ancora perpetuarsi, nella seconda metà di febbraio, la tradizione dei viaggi per impetrarvi una grazia. Un'altra tradizione religiosa ricorre per la festa di S. Giuseppe, quando tre poveri, sorteggiati tra gli indigenti, e vestiti come S. Giuseppe, la Madonna e Gesù, percorrono il paese in processione ricevendo sia delle offerte in denaro elargite direttamente che il ricavato dell'asta pomeridiana.
La gastronomia locale riflette le tradizioni comuni ad altre località della Sicilia sud-orientale: le crispelle di farina e miele, le impanate con vari condimenti di verdure o formaggio etc. Più esclusiva è la cuccia, una minestra di ceci, ricotta, frumento e miele che si mangia il giorno di S. Lucia.

Il ritorno da Francofonte a Siracusa offre due alternative: ripercorrere il cammino dell'andata o seguirne uno diverso che, a fronte di alcuni tratti meno scorrevoli, dà l'opportunità di osservare alcune zone interessanti proprio perchè fuori degli itinerari più consueti. Ripercorsi in discesa un tratto tortuoso di 2,7 km, si torna sulla S.S. 194, la si attraversa e ci si immette sulla S.P. 93, contrassegnata dall'indicazione per Buccheri. Dopo 3 km s'incontra il bivio con la S.P. 33, che va imboccata sulla destra. Sempre seguendo le indicazioni per Buccheri, si percorrono altri 5,2 km in un paesaggio di rigogliosi agrumeti, con i Monti Iblei sullo sfondo.
Un nuovo bivio con imbocco a sinistra immette sulla S.P. 92 che, dopo 2,6 km, conduce a Pedagaggi. Uscendo dal paese s'imbocca a sinistra la S.P. 32, che attraversa suoli sempre più aridi e costellati da massi erratici, resti eruttivi del Pancali, estintosi nel quaternario, ancora ben visibile sulla sinistra.
A 10 km da Pedagaggi, raggiunto il bivio per Carlentini, ci si immette sulla S.P. 95 e dopo un paio di km, preso come riferimento un abbeveratoio sulla destra, si è all'ingresso della tenuta di Roccadia. Ripresa la S.P. 95, si percorrono altri 5,5 km e, scesi a quota 188, si entra a Villasmundo.

VILLASMUNDO
La triplicazione della popolazione del borgo nell'ultimo quarantennio è connessa al polo industriale, ma il richiamo storico alle origini del paese è ancora presente nella chiesa del patrono S. Michele (1711) e nelle due statue del Barone di S. Giuliano e del Barone Beneventano erette in piazza Risorgimento. Dalla piazza s'imbocca, a sinistra, via Savonarola che s'innesta sulla S.P. 3 per Augusta.
A 800 metri sulla sinistra una stradella poderale conduce alla splendida Tenuta S. Giuliano. Una residenza estiva settecentesca di aristocratici caseggiati rurali, cappella, e un vasto parco. La residenza continua a mantenere un suo prestigio ed ha ospitato di recente l'erede al trono d'Inghilterra.

A 4 km da Villasmundo, la S.P. 3 incrocia la S.S. 114; che, imboccata sulla destra, immette sulla strada di scorrimento veloce che conduce rapidamente a Siracusa. Così si conclude l'itinerario la cui lunghezza complessiva in andata è di circa 90 km ed al ritorno di circa 80 km.



Fonte:
A nord di Siracusa: Giardini e siti archeologici
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico
Siracusa
Edizione Ottobre 2004
 
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