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A sud di Siracusa PDF Stampa E-mail
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Da Siracusa, percorrendo la statale 115 (l’antica via Elorina) si raggiungono Avola, Noto, Rosolini, Pachino, Portopalo: la zona sud della provincia di Siracusa. Le terre fertili dei giardini di agrumi, delle mandorle, del vino. Il mare delle antiche tonnare e delle spiagge sottratte al cemento, della macchia mediterranea, della luce intensa e trasparente del sud estremo della Sicilia. I luoghi selvatici, incantevoli e perturbanti, di Cava Grande e Castelluccio. Lo splendore barocco di Noto.

AVOLA
Conosciuta per l’eccellente qualità della sua mandorla “pizzuta”, è nota anche per la pianta esagonale del suo centro storico.
Città agricola di 35.000 abitanti, vivace ed operosa, è stata interamente ricostruita nel sito attuale dopo il terremoto del 1963. Avola si presenta, nel suo centro storico, aperta e spaziosa “città nuova di geometrica armonia, di vie dritte, d’ariose piazze, d’architettura di luce e fantasia”, come ha scritto Vincenzo Consolo.
In costante incremento demografico, Avola si è però sviluppata di recente in modo alquanto disordinato. Nei dintorni, testimonianze che vanno dalla preistoria all’età moderna: il vecchio sito, Avola Antica, sul monte Aquilone, la riserva naturale di Cava Grande del Cassibile con tutto il suo patrimonio naturalistico, storico e antropologico, i resti di una villa romana sul lungomare del paese. La marina vecchia e la tonnara.
Rinomata la pasticceria ed interessanti alcuni aspetti della gastronomia locale. Intense e molto sentite alcune feste religiose, in particolare la festa di S. Sebastiano.

NOTO
E’ una delle città più belle della Sicilia ed offre un panorama architettonico unico al mondo per l’unità e l’armonia di uno stile barocco dal carattere solare e floreale, reso di naturale evidenza dal colore rosato della pietra utilizzata per costruire la città.
Noto va visitata con cura, lentamente. Ogni suo angolo, ogni pietra, superato l’impatto emozionante con le scenografiche espressioni della sua architettura maggiore (la Cattedrale con la scalinata, S. Domenico, Palazzo Ducezio, Palazzo Nicolaci, per citare gli esempi più noti), riserva delle sorprese.
Ogni cosa, anche la più minuta, conserva una sua grazia “barocca” e comunica dell’attenzione con la quale si volle ricostruire la città nel sito attuale dopo il devastante terremoto del 1693. Interessante anche la città “minore” dei quartieri popolari, in particolare l’Agliastrello.
Importanti le tradizioni culturali e religiose di Noto: molto sentito il culto di S. Corrado, patrono della città, al quale si dedicano due feste solenni, in febbraio ed agosto.
A maggio la sagra della “Primavera Barocca” e l’Infiorata. In estate manifestazioni culturali di rilievo internazionale. Buona la gastronomia, di eccellente qualità la pasticceria.
Nei dintorni immediati di Noto, in direzione Nord, nel silenzio di cave alberate, l’Eremo di S. Corrado fuori le mura e il Santuario di S. Maria della Scala. Vicino, numerose ville padronali. Verso il mare, Noto Marina, zona balneare con spiagge e hotel.
Il restante vasto territorio è assai ricco di patrimonio archeologico e naturalistico. Di rilievo le stazioni preistoriche di Finocchito e Castelluccio (sito principale di una importante civiltà della prima età del bronzo) e le rovine di Noto Antica (testimonianze che vanno dalla preistoria al XVII secolo). In direzione di Pachino, la Villa Romana del Tellaro con preziosi mosaici. Sul mare, il sito greco di Eloro e la riserva naturale di Vendicari: splendide spiagge, scogliere, macchia mediterranea e fauna, terrestre e marina, protette.

ROSOLINI
Rosolini, al centro di ben coltivati terreni, si presenta come un grosso borgo agricolo d’aspetto ottocentesco. Piacevole una visita alla piazza centrale del paese (Piazza Garibaldi) che ogni sera diviene il principale luogo d’incontro dei suoi abitanti. Un appuntamento con la religiosità ed il folclore locale è “la cavalcata”, il giorno di S. Giuseppe.
Da Rosolini si raggiunge Cava d’Ispica: impressionante sovrapposizione di necropoli pre-greche, catacombe, ipogei bizantini e abitazioni rupestri che vanno dalla preistoria fino quasi ai giorni nostri.

PACHINO, MARZAMEMI, PORTOPALO
Al confine estremo dell’Europa, Pachino, Marzamemi e Portopalo si raggiungono deviando dalla statale 115, all’altezza di Noto, per la strada provinciale n. 19.
Pachino è da sempre, nella Sicilia sud-orientale, la città delle vigne e del vino. Oggi vi si pratica anche un’agricoltura moderna orientata verso l’esportazione. La campagna circostante, densa di odori, avvolta in una luce già africana, è molto bella. E’ consigliabile perciò percorrere le strade poderali intorno al paese.
La città non presenta aspetti monumentali di rilievo, tuttavia una visita alla piazza e al mercato, la vivacità e gli odori quasi orientali delle botteghe, le caratteristiche mediterranee e qualche richiamo maltese della sua architettura spontanea, i suoni “arabi” degli ambulanti, i caffè, rendono una visita a Pachino estremamente piacevole. Nei dintorni, siti archeologici di rilievo (le Grotte Corruggi e Calafarina del mesolitico e neolitico, “i Cugnidi Calafarina, la Basilica di S. Lorenzo Lo Vecchio) e belle spiagge.
Da Pachino si raggiungono le vicine Marzamemi e Portopalo.
Marzamemi è un paesino di pescatori di bellezza “metafisica” costruito intorno a una vecchia tonnara. I prodotti della lavorazione del tonno si possono acquistare presso alcune imprese artigiane del luogo. Da Marzamemi, percorrendo una bella strada litoranea, si raggiunge Portopalo.
Portopalo deve il suo fascino al mare, al porto e alle attività legate alla pesca. Il paese, cresciuto in modo spontaneo, ha comunque una sua bellezza, un sapore marcatamente mediterraneo. Al porto, ogni sera al tramonto, il mercato all’asta del pesce.
Nei pressi di Portopalo l’Isola di Capo Passero, la punta estrema della Sicilia sud orientale.
Sull’isola, interessante la flora di palme nane ed un fortilizio svevo-aragonese.



Fonte: Carta turistica della Provincia di Siracusa Edizione Ottobre 2002 Azienda Provinciale Turismo Siracusa
 
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