| In mostra a Parigi i castelli di Siracusa |
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Iniziativa di Liliane Dufour all’Ecole de Architecture. Sono stati esposti a Parigi, presso l’Ecole d’Architecture per iniziativa di Liliane Dufour, i disegni dei Castelli, delle Fortifîcazioni, delle Torri del Siracusano, dopo la Mostra patrocinata a Siracusa dalla Provincia Regionale. "Nel Siracusano - dice Dufour - le testimonianze vanno dall’Eurialo ai castelli Svevi, dalle piazzeforti di Siracusa e Augusta, alla città militare di Carlentini, alle torri litoranee fino a Capo Passero". Per tacere, nell’800, della casamatta borbonica e la torre Magnisi. Una documentazione particolareggiata, con la riproduzione di mappe d’epoca rintracciate dopo ricerche lunghe e non facili: come per il "castrum" di Augusta, il "castellum" di Lentini, il "palatium" di Siracusa. Nel tempo le fortificazioni sono state costruite, irrobustite, modificate, talvolta demolite. Fu nel 300, all’apparire delle armi da fuoco, che il ruolo del castello nella difesa urbana cominciò ad essere ridimensionato. Un secolo dopo l’artiglieria di Carlo VIII, armata in modo più efficace, costrinse le città, i feudatari e i regnanti a rivedere interamente il sistema fortificato "secondo le nuove regole sperimentate in Italia da Francesco Di Giorgio Martini e dai fratelli Sangallo". Fu necessario ridurre l’altezza delle mura per opporre un minore bersaglio ai cannoni, munendo di cannoniere altresì i torrioni, le terrazze e le mura, privilegiando l’avvento dei bastioni poligonali. "Il sistema difensivo della Siracusa medievale - scrive Dufour - era organizzato intorno a due punti strategici: il castello Marchetti all’entrata dell’istmo, e il Maniace edificato sulla punta dell’isola. A questi due castelli si deve aggiungere anche la torre Casanova edificata nel 300 per difendere la parte più bassa della cinta di levante". Ma una grande importanza ebbero anche le torri di guardia: "L’uso dei fani, e cioè l’accensione di fuochi notturni, era noto sin dal periodo romano e forse anche greco", annota Dufour, che riferisce di diverse torri tra cui la Milocca al Plemmirio e la Stampace al Tellaro. Il campanile della cattedrale, punto cospicuo di Ortigia, era adibito agli avvistamenti mentre la torre del castello Maniace serviva da fanale e i castelli di Belvedere e Cassibile trasmettevano segnali di fuoco. Misure precauzionali contro il fenomeno della pirateria nel Mediterraneo che fu sempre uno stato endemico e spettacolare. Ci aveva provato il Senato romano a contrastarlo, e Cicerone accusava Verre di debolezza verso i pirati, occupato com’era nelle personali ruberie. Nel 1399 fu rafforzato il sistema del fani: tra Terrauzza e Arenella c’è oggi contrada Fanusa, che testimonia di una torre di guardia ormai scomparsa, mentre risale al 1323 un documento sui fani registrato nei Privilegi di Siracusa, intitolato "De fiendis fanis in locis consuetis". Fu re Martino, nel 1402, a volere lungo le coste 23 torri e 4 postazioni, dislocate tra l’isola delle Correnti, Capo Passero, Ispica, Noto, Avola, Siracusa, Augusta, Lentini, Marza, Ognina, Magnisi, Capo S. Croce di Augusta.
Articolo di ALDO FORMOSA tratto dal quotidiano La Sicilia (inserto Siracusa e Provincia) Edizione di Domenica 24 Settembre 2006 |
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