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L'oro di Akrai torna alla ribalta PDF Stampa E-mail
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Aperti nuovi percorsi nell’area archeologica con i fondi regionali 2004-2006. Da poco inaugurati i nuovi percorsi archeologici dopo la conclusione degli scavi.
L’area archeologica di Akrai rinasce a nuova vita grazie a un progetto finanziato con i fondi del Por (Piano operativo regionale) 2004-2006. Si è trattato di un intervento che, oltre a rendere più agevole la fruizione dell’area, ha riguardato anche alcune operazioni di scavo. Gli interventi, guidati dai direttori scientifici Giuseppe Voza e Maria Musumeci, hanno messo in luce la restante parte del sistema viario urbano posto a ridosso del teatro greco.
Parco archeologico, Palazzolo Acreide
Parco archeologico, Palazzolo Acreide
Gli scavi hanno evidenziato la pavimentazione lavica dell’arteria, tutt’oggi ben conservata, e resti di età medievale, tra cui forse un chiostro e un ampio portico. La «plateia o decumano» era il sistema viario urbano dell’antica Akrai, il cui asse principale fendeva da est ad ovest l’abitato, collegando la porta selinuntina a quella siracusana.
Ai margini della strada sono visibili ancor oggi i resti dei marciapiedi e dei muri delle case che la fiancheggiavano. Questa nuova campagna di scavi ha messo in luce, sulla parte alta, anche un complesso sacro identificato in un «Thesmophorion», edificio dedicato al culto di Demetra e databile al terzo secolo a.C. I lavori hanno riguardato ancora la sistemazione delle recinzioni dell’area, il restauro dell’antiquarium dotato di nuovi servizi igienici, ingressi per disabili, reperti e pannelli didattici propedeutici alla visita del sito.
Le scoperte e il nuovo percorso sono stati inaugurati alla presenza dei vertici della Sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa e delle autorità locali.
«Per comprendere l’importanza dei lavori eseguiti nell’area archeologica - sottolinea il sindaco Domenico Nigro - basta ricordare che l’ultimo organico intervento risale al 1953, grazie ad un finanziamento della Cassa per il Mezzogiorno. L’inte vento odierno non è esaustivo. Pertanto vorrei spronare la Sovrintendenza ad attivarsi, coi prossimi fondi europei 2007-2013, per una nuova progettazione che porti alla emersione dell’intera città, al consolidamento della necropoli Intagliatella, al pieno recupero dei Santoni».
Ma Palazzolo, oltre ad un’area archeologica completamente fruibile, insegue un altro grande sogno: l’apertura del museo archeologico. Da anni si attende che venga allestita l’esposizione permanente dei reperti appartenenti alla collezione riportata in luce dal barone Gabriele Judica, oggi ospitata al museo archeologico di Lentini, all’interno di palazzo Cappellani. L’immobile di via Gaetano Italia, oggi deposito mezzi comunali, gode di un progetto esecutivo di restauro e consolidamento, ma a breve non è prevista l’apertura di un cantiere.


Articolo di PAOLO VALVO
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Mercoledì 25 Ottobre 2006


 
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