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Cattedrale: ''Riaprirla sarà la fine di un lutto'' PDF Stampa E-mail
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13 Marzo 1996 - 13 Marzo 2006: sono trascorsi dieci anni dal giorno del crollo della cupola della chiesa di San Nicolò. Ieri pomeriggio nella chiesa di San Carlo, durante un convegno, si è fatto il punto sulla ricostruzione del Duomo, ormai prossimo alla sua completa realizzazione poichè i lavori della prima fase riguardante la consegna della struttura dovrebbe avvenire entro la fine dell'anno.

Ai lavori hanno partecipato, monsignor Salvatore Nicolosi, vescomo emerito di Noto, il vescovo monsignor Giuseppe Malandrino, il direttore del dipartimento nazionale protezione civile, Guido Bertolaso, il sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono ed il prefetto, Benedetto Basile, quale commissario straordinario per la ricostruzione nonchè i progettisti Salvatore Tringali e Roberto De Benedictis.
I lavori sono stati aperti dal parroco della Cattedrale, don Salvatore Bellomia il quale ha sottolineato: "La ricostruzione del duomo, dove si conservano le reliquie di San Corrado, è seguita con grande interesse non solo dai netini ma anche dalla popolazione di tutta Italia e del Mondo. La sua riapertura è attesa come la fine di un lutto e l'inizio di una più piena vita religiosa e sociale. A dieci anni dal crollo della cupola - ha concluso don Bellomia - non vogliamo tanto ricordare una ricorrenza dolorosa, quanto chiamare tutti a prepararsi nella più vasta unità di intenti alla riapertura della nostra cattedrale".
E' stato fatto poi un aggiornamento dei lavori. Attualmente si stà lavorando sulla costruzione della nuova cupola che assieme alla ricostruzione della lanterna rappresenta l'ultimo atto della prima fase dei lavori. Attualmente si è giunti al quindicesimo tra i ventidue filari da erigere e previsti per la realizzazione della cupola che rappresenta il simbolo della ricostruzione del duomo.
"E' stata una ricostruzione molto complessa - ha sottolineato l'architettoSalvatore Tringali - per il suo carattere sperimentale, ed al tempo stesso innovativa, tanto da costituire un caso unico. Assieme all'ingegnere Roberto De Benedictis abbiamo scelto una strada difficile ma affascinante, l'unica che ci permettesse di relazionarci con i grandi architetti del Val di Noto (Gagliardi, Sinatra e Labisi, ndr) che hanno fatto grande la città di Noto".


Articolo di B. T.
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Martedì 14 Marzo 2006

 
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