Il corteo barocco

Tra le manifestazioni collaterali di sicuro richiamo turistico, che arricchiscono la Primavera Barocca, un posto di rilievo occupa per le suggestioni che suscita il Corteo Barocco, rappresentazione della società retina del Settecento con le sue atmosfere, le convinzioni, la magnificenza, gli eccessi, le contraddizioni e le speranze. In una parola, con l’insieme dei suoi modi di essere.
La rievocazione non è dettata da una visione nostalgica ed edulcorata del tempo perduto, ma si configura piuttosto come un’operazione culturale che mira a risuscitare lo spirito di un’epoca radicalmente differente dalla nostra, offrendo anche, al di là dell’indubbia spettacolarità, spunti di riflessione per interpretare i mutamenti storici e progettare l’avvenire.

Corteo Barocco, Noto

Il Corteo Barocco, che inizia la sua sfilata partendo da piazza Mazzini, meglio nota come piazza del SS. Crocifisso, al Piano Alto, fulcro dei primi insediamenti successivi all’abbandono del monte Alveria, dopo il terremoto del 1693, si snoda lungo le vie del centro storico. Gli effetti più spettacolari delle varie scene rappresentate vengono raggiunti sulla scalinata della Cattedrale di fronte a Palazzo Ducezio e poi in piazza XVI Maggio dinanzi alle sinuose sporgenze e rientranze del bel S. Domenico, capolavoro del Gagliardi.
Circa duecento figuranti che indossano rigorosamente abiti d’epoca, di nobili, dame, cavalieri, armigeri, monsignori, mazzieri, valletti e semplici popolani, sfilano, issando stemmi e colori araldici delle grandi famiglie del tempo, con signorile dignità o variopinto e, a volte, vociante trambusto, secondo il rango ed il ruolo sociale, tra due ali di folla.
I Lanolina, i Nicolaci, gli Impellizzeri, i Di Lorenzo, i Trigona, i Rau, gli Astuto ed altri aristocratici rivivono assieme al Clero, alle Dame, ai Rampolli delle famiglie storiche, agli Architetti che realizzarono la Rosa barocca, ai Popolani.
Lungo il percorso, scene suggestive, sempre più coinvolgenti di anno in anno, rievocano episodi storici accertati dalle fonti documentarie, con un pizzico di capacità immaginativa.
Il clima settecentesco è stato ricostituito grazie alle coreografie degli sbandieratori, ai rulli dei tamburi, agli stendardi nobiliari, all’Araldo delle Grida, al gonfalone raffigurante i colori araldici dello Stemma di Noto, ai gesti del Gran Cerimoniere, agli ufficiali di Corte, ai personaggi di spicco del tempo, come il barone Giacomo Nicolaci, alle donzelle che procedono a passo di danza, ecc. ecc.
Il successo di questa manifestazione è assicurato dalla capacità di una Associazione Corteo Barocco che vede impegnato un nutrito gruppo di cittadini.


Fonte:
http://www.comune.noto.sr.it/