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Un porto per lo sviluppo PDF Stampa E-mail
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Un approdo nel futuro: a Santa Venera 696 posti barca e un villaggio con servizi per attirare il grande turismo. Uno scalo importante, a metà strada tra Noto e Pantalica, a poche decine di chilometri dal capoluogo e dai centri iblei, la cui costruzione inizierà nel 2007.
Il sogno si trasforma in realtà. Si tratta del progetto per la realizzazione del porto turistico Santa Venera di Avola. I primi passi per un nuovo porto risalgono a circa 20 anni fa, ma soltanto con l'amministrazione comunale in carica vengono redatti progetti concreti che saranno vagliati a breve.
E' un'opera che ha l'obiettivo di rivalutare l'intera città, incrementando in tal modo il settore turistico e allo stesso tempo regalando prospettive lavorative, e non solo, per gli avolesi.
Da non trascurare il fatto che verrà integrata l'offerta turistica nel suo complesso sotto una triplice veste: naturalistica (poichè in prossimità di Vendicari e Cavagrande), architettonico-ambientale (Barocco del Val di Noto, Capopassero, Altopiano Ibleo) e archeologica (Eloro e Pantalica). Il progetto è stato presentato dalla FN progettazioni, società di Siracusa, che ha voluto cogliere la sfida locale e dare una risposta concreta all'iniziativa del Comune. Un gruppo romano ha presentato un secondo progetto e fra circa 30 giorni i due verranno messi a confronto, scegliendo successivamente quello definitivo.
Secondo l'ing. Francesco Nobile, uno dei progettisti della FN insieme all'arch. Giuseppe Rosano, i lavori inizieranno nel gennaio 2007 e avranno una durata complessiva di 24 mesi ma già nei primi 18 il porto potrebbe entrare in funzione, mentre per le strutture di terra si dovrà attendere la fine dei lavori.
I posti barca a disposizione dei naviganti saranno 696, suddivisi in varie classi, 10 pescherecci e 10 barche militari. Vi saranno un'area cantiere e rimessaggio dotate delle più moderne attrezzature. La manovalanza impiegata per la costruzione andrà da un minimo di 30 unità lavorative ad un massimo di 100; successivamente i posti di lavoro stabili che si renderanno disponibili nelle strutture di terra e di mare sono circa 30, suddivisi tra meccanici, marinai, camerieri, parrucchieri, ecc.. Il costo totale del progetto è di 35 milioni di euro, distribuiti tra opere a mare, opere a terra, Iva ed eventuali arrotondamenti; è finanziato fondamentalmente da un gruppo di imprenditori di cui la FN è capofila e, inoltre, ammonta a ben 6 milioni di euro la cifra stanziata dalla Regione.
L'idea portante che ha guidato i progettisti nell'elaborazione della grande opera, punta innanzitutto sull'accoglienza riservata al navigante, per destare in lui la voglia di rimanere in un luogo che si confà a tutte le sue più diverse esigenze. Difatti il porto sarà dotato di numerose strutture quali stazione marittima, centro commerciale, tabacchi, ristorante, lavanderia, farmacia, noleggio auto, banca e tanto altro ancora. Inoltre le strutture citate dovrebbero diventare punto di riferimento e di ritrovo per tutti i cittadini di Avola, senza però turbare la privacy e cui sono abituati i viaggiatori di mare.

IMPATTO AMBIENTALE
Valutate molte variabili, dai luoghi ai materiali

Molteplici sono le variabili prese in considerazione nel redigere un progetto di tale portata ma ovviamente un occhio particolare è stato riservato a una valutazione di impatto ambientale. A sua volta questo comprende diversi aspetti che sono stati studiati attentamente dagli addetti ai lavori: la qualità delle acque, la conservazione della fauna e della flora marina e terrestre, l'impatto sul paesaggio, sull'equilibrio morfologico del litorale.
I fattori d'impatto sulle varie componenti ambientali vanno riferite sia alla fase di costruzione sia a quella d'esercizio. Per localizzare un "approdo turistico" la prima operazione da compiere è la ricerca e l'individuazione d'approdi preesistenti da ristrutturare, completare e/o riqualificare. Questo è il caso di Marina di Avola, che non avendo ancora le strutture portuali adeguate, è da riqualificare. Nei confronti dell'ambiente marino la presenza dei moli, delle banchine ha già inciso sia sulla morfologia del sito e dei fondali, sia sull'equilibrio idrodinamico costiero e costruendo su di essi si riduce al minimo l'impatto ambientale.
Per quanto riguarda la scelta dei materiali da costruzione, significative differenze nell'uso di essi vengono riscontrate sia sull'impatto paesaggistico che sull'impatto del cantiere. Nel progetto del porto di Avola è previsto l'utilizzo di massi naturali che provengono da una cava già funzionante da tempo, le caratteristiche della roccia utilizzata sono identiche a quelle presenti nel porto, poichè appartengono allo stesso strato di roccia sottostante.
Un ulteriore problema da affrontare e risolvere concerne la discarica e/o rilascio di prodotti inquinanti dalle imbarcazioni stesse e anche dalle aree circostanti il bacino d'ormeggio. A tal proposito sono previsti in banchina più punti di scarico con sistema di prelievo sotto vuoto ed avviamento agli impianti di depurazione locale. Tutta la rete degli scarichi interna alla marina è collegata alla vicina rete fognaria comunale e condotta al depuratore comunale.
Infine per migliorare la qualità delle acque interne al porto si è progettato il sistema di pompaggio per il ricambio d'acqua, per favorire lo scorrimento delle acque e limitare punti di stagnazione.


Articolo di Cristina Crispono
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Sabato 25 Marzo 2006

 
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