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AFFONDAMENTO PIROSCAFO "CONTE ROSSO"

Discussioni sul patrimonio storico/culturale di questa importante provincia ricca d'arte

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AFFONDAMENTO PIROSCAFO "CONTE ROSSO"

Messaggiodi fiorenzo il 12 giu 2008 13:52

Il dramma del Conte Rosso 24 maggio 1941

L'affondamento della nave passeggeri Conte Rosso, adibita al trasporto truppe verso l'Africa Settentrionale, provocò il più alto numero di vittime umane in un singolo bastimento di tutta la Seconda Guerra Mondiale all'interno della Marina Italiana.
La nave faceva parte di un convoglio formato dai seguenti bastimenti :

Piroscafo passeggeri Conte Rosso

Piroscafo passeggeri Esperia

Motonave passeggeri Victoria

Piroscafo misto Marco Polo


Il Conte Rosso era una nave di 17.879 tonnellate di stazza lorda e di circa 22.000 tonnellate di dislocamento, la più grande nave del convoglio, e per questo fu lei a imbarcare circa 2.729 degli 8.500 uomini destinati alla Libia.
La scorta diretta era assicurata dal cacciatorpediniere Freccia, e dalle torpediniere Procione, Orsa e Pegaso.
Il convoglio lasciò Napoli alle 04.40 del 24 maggio, e grazie alla elevata velocità di 17 nodi (si trattava di un convoglio veloce), alle 15.15 le unità iniziarono l'attraversamento dello Stretto di Messina, mentre da
Messina venivano fatte uscire le torpediniere Calliope, Perseo e Calatafimi per incrementare la vigilanza antisommergibile.
Alle 16.00 inoltre uscì, sempre da Messina, la scorta indiretta del convoglio, formata dagli incrociatori pesanti Bolzano e Trieste e dai caccia Ascari, Corazziere e Lanciere, mentre il cielo del convoglio era
percorso da aerei da caccia e idrovolanti.
Alle 20.33 il sommergibile Upholder, della Royal Navy, lanciò i suoi siluri contro il convoglio a 37 gradi nord
e 15 gradi circa est del capo Murro di Porco. Subito il Freccia fu sull'unità nemica e, con il Corazziere e il Lanciere, diede inizio alla caccia che poté durare solo 19 minuti, durante i quali furono lanciate 37 cariche di profondità che danneggiarono seriamente il sommergibile.
8 minuti dopo essere stato colpito da due dei siluri lanciati dall'Upholder il Conte Rosso, erano le 20.41, si inabissò. Ora iniziava il recupero dei naufraghi, espletato dal Corazziere, dal Lanciere, dal Pegaso e dal Procione, mentre le altre navi proseguivano con il convoglio, che giunse indenne a Tripoli il mattino seguente.
Fortuna volle che il bastimento affondasse a breve distanza dalla costa, cosa che rese più veloci i soccorsi.
Sui 2.729 uomini presenti a bordo se ne salvarono solamente 1.432.
Il comandante dell'Upholder fu decorato, per questo siluramento, con la Victoria Cross. Sparirà in mare il 14 aprile 1942, affondato dalla torpediniera Pegaso mentre cercava di attaccare un altro convoglio italiano nella zona di Tripoli.

.
Gli uomini del Conte Rosso furono in seguito mandati a combattere in tutti fronti, dall'Africa alla Russia dove patirono altre drammatiche prove.


La memoria della città, una lapide per ricordare il siluramento della nave nel ’41: il "Conte Rosso" fu affondato dal sommergibile Upholder la sera del 24 maggio 1941 mentre stazionava al largo di Capo Murro di Porco. Domenica la manifestazione per ricordare l’evento in cui persero la vita 1.297 persone.

La tragedia del "Conte Rosso" e i caduti in mare saranno ricordati con una manifestazione, domenica alle 18 al monumento dei Caduti in Africa di piazza dei Cappuccini: un’iniziativa dell’associazione culturale «Lamba Doria» nell’ambito del programma «Siracusaricorda».
La tragedia risale alla sera del 24 maggio del 1941 quando due siluri lanciati da un sommergibile inglese colpirono la nave diretta a Tripoli che in quel momento si trovava al largo di Capo Murro di Porco: affondò in soli otto minuti con buona parte del suo carico umano. L’ex transatlantico si trova ancora in fondo al mare a circa 2 chilometri e mezzo di profondità ricordando a distanza di 66 anni uno dei più struggenti momenti
della Seconda guerra mondiale che ha coinvolto le coste del Siracusano.
E non può esserci luogo migliore come il monumento ai Caduti d’Africa per commemorare i tanti morti del «Conte Rosso». Monumento che ancora attende interventi di restauro e di valorizzazione.

«…Ad un tratto - si legge nella nota della testimonianza del superstite Angelo Padello - si sentì la voce del capitano che gridò "Si salvi chi può". Io non volevo morire perché mio fratello era già morto nella guerra del ’15-’18. Ma non sapevo nuotare e nel gettarmi in acqua cominciai a bere fino all’aiuto di un ufficiale che mi disse: "Calma ragazzo".


Una sintesi della storia del «Conte Rosso» la racconta il consulente storico per la manifestazione, Cesare Samà: «Il transatlantico, 180 metri di lunghezza, 22 di larghezza e 17 mila tonnellate di stazza lorda, fu varato nel 1921 insieme al gemello "Conte Verde". Dopo un utilizzo civile, i due transatlantici furono requisiti, come molte altri navi passeggeri, dalla Regia Marina per il trasporto delle truppe. Il "Conte Rosso", requisito il 3 dicembre del 1940, era utilizzato lungo la rotta Napoli-Tripoli.
All’alba del 24 maggio 1941 il "Conte Rosso", insieme alle navi "Victoria", "Marco Polo" ed "Esperia", salpò dal porto di Napoli. Nel pomeriggio, passato lo Stretto di Messina, si unirono al convoglio come scorta gli incrociatori "Bolzano" e "Trieste". La tragedia si consumò alle 20.41 dello stesso giorno per opera del sommergibile inglese "Upholder" che utilizzò gli ultimi due siluri rimasti».
Sul "Conte Rosso viaggiavano 2.729 uomini dei quali 1.432 si salvarono e 1.297 morirono o furono allora dispersi.

«I caduti del "Conte Rosso" - commenta Alberto Moscuzza - rappresentano l’ennesima incuria nei confronti della memoria storica della città. La Sicilia e Siracusa non possono essere considerate solamente luoghi incantevoli, ricchi di sole, mare e bellezze paesaggistiche, archeologiche e architettoniche. Sono state teatro di episodi anche drammatici che devono essere considerati parte integrante della nostra storia patria. In ricordo di quei caduti non posso che ringraziare con il cuore tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione».

articolo di L.S.
tratto dal quotidiano La Sicilia
(inserto Siracusa e Provincia)
Edizione di Mercoledì 23 Maggio 2007

Nell'arco di soli otto mesi - tra il maggio 1941 ed il gennaio 1942 - scomparvero per causa di guerra sulle
rotte libiche, alcuni dei più bei nomi della Marina mercantile italiana, nomi di bastimenti già destinati al servizio passeggeri intercontinentale e poi requisiti per il trasporto veloce di truppe: p/fo Conte Rosso (tonn. 17.856), p/fo Esperia [tonn. 11.398] m/n Neptunia (tonn. 19.475), m/n Oceania {tonn. 19.507)
m/n Victoria- [tonn. 13.098]
Vittime dei siluri, che avevano buon gioco sulle loro strutture create per resistere al mare ma non al tritolo, questi bastimenti finirono sul fondo, senza tuttavia segnare la fine di chiunque vi fosse a bordo - ed erano migliaia - ché anzi, quando l'affondamento poté avvenire lentamente, l'abnegazione delle unità di scorta fu sempre tale da limitare le perdite umane a meno del 10%, oltre ogni speranza.
Una sola eccezione vi fu, quella del Conte Rosso, cui spettarono tre infausti primati: aprire la serie per i transatlantici, colare a picco in neppure un quarto d'ora, comportare perdite umane prossime al 50%.
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Re: AFFONDAMENTO PIROSCAFO "CONTE ROSSO"

Messaggiodi fiorenzo il 12 giu 2008 20:35

[continua ]

Queste tristi concomitanze possono spiegare, almeno in buona parte, il motivo perciò l'evento continui ad essere oggetto, seppur a distanza di decenni, di toccanti commemorazioni.
All'alba del 24 maggio 1941, salpava da Napoli diretto a Tripoli, un convoglio veloce composto da Conte Rosso, Marco Polo, Victoria ed Esperia, con a bordo alcune migliaia di uomini complessivamente; lo scortavano quattro siluranti e, da Messina in poi, anche la 3° Div. incrociatori.
Sul Conte Rosso, che alzava l'insegna del capoconvoglio C.A. (r) Canzoneri, v'erano 2.482 uomini, oltre ai 247 dell'equipaggio comandato dal triestino Fabris (come convenivasi ad una nave appartenente, appunto, al Lloyd Triestino).Alle 20,40 le navi cessarono di zigzagare per poter fare il punto prima del buio, mentre i Cant-Z rientravano ad Augusta Tanto campionario umano annoverava gente in dimestichezza con il mare, e gente che invece lo vedeva per la prima volta; richiamati delle classi anziane e giovanissimi volontari, spesso universitari; né addirittura mancava qualche clandestino, come l'allievo ufficiale Bartolotta del 4° Rgt.Carristi, che s'era nascosto in una scialuppa pur di seguire in Africa il proprio reparto, malgrado l'ordine di restare a terra. Zigzagando a 18 nodi in un mare tranquillo, il convoglio seguiva la rotta a levante della Sicilia, più rapida dell'altra a ponente, ma più pericolosa per la vicinanza di Malta. Al tramonto del 24 maggio, esso si trovava all'altezza di Augusta, circa 10 miglia al largo, su due file, con la scorta diretta su entrambi i lati, e gli incrociatori sempre di poppa, ad un paio di miglia. Sul cielo volteggiava qualche idrovolante in missione antisommergibile.

Qualche miglio più al largo, il Comandante Wanklin del sommergibile britannico Upholder, vedeva apparirgli nette nel periscopio, le sagome delle navi stagliantesi sullo sfondo del luminoso tramonto. Il battello nemico, appartenente alla Flottiglia di Malta, era in mare già da venti giorni e finora era riuscito ad affondare solo un piccolo piroscafo; gli erano rimasti due siluri. Wanklin decise di spenderli entrambi in quel momento, e fu fortunato. Gli ordigni sfiorarono il Freccia, caposcorta, che sparò il Very verde per dare l'allarme e mise barra a sinistra per dare caccia. Ma sul Conte Rosso, che gli navigava sulla dritta a poca distanza, il segnale non fu avvertito o, se lo fu, mancò il tempo per reagire con la manovra; fecero più presto i siluri, squarciando lo scafo sulla sinistra, a proravia; Sulle prime - ricorda l'allora 3° ufficiale di guardia, Predonzan - sembrò che le esercitazioni di salvataggio fatte all'inizio del viaggio dovessero dare i loro frutti. I militari, secondo le disposizioni, si erano rapidamente concentrati a poppa, dove corsi anch'io. Ma dopo cinque minuti la nave cominciò ad appruarsi. Risuonò sinistro il si salvi chi può;. E fu il caos. Urlai allora ai militari infagottati nel salvagente di buttarsi in acqua. Ne spinsi parecchi oltre la murata ma altri, che non sapevano nuotare, non trovando la forza di muoversi si accovacciarono, vinti, ad attendere la morte... Tutto l'equipaggio si prodigò per ridurre le dimensioni del disastro: molti marinai pagarono con la loro vita la salvezza di oltre 1.300 soldati.

Non erano passati 10 minuti dal siluramento, che il Conte Rosso aveva già la poppa rivolta al cielo con le eliche che giravano ancora lentamente, sempre più alte sull'acqua. Il mare intorno, brulicava di zattere e di teste, tutta gente in lotta disperata per la vita, tesa ad allontanarsi dal bastimento per evitare il tanto temuto gorgo. Dalle fiancate, ormai quasi verticali, grappoli di uomini scivolavano giù, appesi a penzoli in posizione in naturale. Poi vi fu come un tuono, un immane ultimo respiro della nave, fatto di sibili e di schianti; lo scafo andò a picco veloce e diritto, quasi senza gorgo, mentre enormi bolle d'aria e di nafta salivano a galla, portando con se alla salvezza, uomini già condannati. Le quattro siluranti, quindi, presero a rastrellare il mare a lento moto, aiutandosi a tratti con i proiettori; frattanto, da Augusta salpavano in fretta una decina di pescherecci del dragaggio, diretti anch'essi verso la zona del disastro. Nessuno saprà mai quanta, tra la gente che era in acqua aggrappata ai rottami od alle zattere o sostenuta dal salvagente, perì prima di poter essere salvata; certo, l'ingestione di nafta o il colpo dei sugheri alla carotide dovettero mietere subito molte vittime.Tutto ciò, per centinaia di uomini, costituì quindi la differenza tra la morte e la vita; con esattezza, per 1.432 di essi, tanti quanti furono i superstiti che, sin dalle prime ore del 25, cominciarono a sbarcare ad Augusta. Qui, il Comando della base navale era già in allarme, e pronto a riceverli, anche se il loro numero elevatissimo poneva subito dei problemi di varia natura: logistica, ospedaliera, assistenziale. La città viveva invece ore ancora incerte; s’era saputo della tragedia, ma ne sfuggivano le proporzioni.Quando una prima colonna di camion carichi di naufraghi passò in via Principe Umberto diretta al Comando di Terravecchia, e la gente dai marciapiedi e dalle case poté vedere decine di giovani denudati sui cassoni, coperti dai soli teloni, con dipinta sul volto l'immagine della durissima prova sopportata, allora capì. E si commosse. Da un balcone, una mano gettò su un camion un pane, perché portasse un primo conforto ai naufraghi; fu l'inizio di una gara, che, trovò il limite solo nelle ristrettezze d'un paese che non era ricco, non era grande, e perdippiù già risentiva delle restrizioni di guerra. Ricordo ancora la generosa popolazione di Augusta, che con le lacrime agli occhi ci fece una commovente accoglienza ha scritto ieri Eleuteri, un superstite.Ed un altro, Rustia, la cui lettera sta in cornice nello studio del Sindaco, in precedenza aveva scritto: a noi naufraghi, fu riservata un’accoglienza affettuosa e piena di attenzioni, che mai potremo dimenticare. Augusta praticamente ci adottò.
Per altro, questa pietas non si arrestò ai vivi, ma s’estese anche ai morti. 239 erano le salme recuperate tra i 1.297 scomparsi, tutte deposte sulla banchina sommergibili, che stentava a contenerle; tra esse, quella del comandante militare del Conte Rosso, C.V. De Bellegarde. Ai funerali partecipò la gente, frammista ai superstiti che seguivano i feretri infagottati nelle tenute di fatica dei marò, in attesa che dai depositi giungessero le nuove divise.
(Quelle salme, metà delle quali proseguirono per Siracusa per motivi di spazio, ricevettero un omaggio assiduo negli anni successivi, fin quando, verso il 1960, non ne venne disposta la definitiva traslazione ai paesi d’origine, od al Sacrario messinese di Cristo Re).
Dopo un paio di settimane, i superstiti del Conte Rosso cominciarono a lasciare Augusta; li attendevano una breve licenza, e poi il ritorno al reparto e la successiva destinazione al fronte. La guerra non poteva, infatti, avere riguardi per chi, seppur ancora scosso nell'intimo, era tutta via rimasto integro nel fisico.
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Re: AFFONDAMENTO PIROSCAFO "CONTE ROSSO"

Messaggiodi fiorenzo il 15 giu 2008 01:48

[ultima parte]

PROMEMORIA CIRCA SILURAMENTO "CONTE ROSSO"
Le rotte a levante di Malta hanno il forte vantaggio di non passare in fondali facilmente minabili e permettono ai convogli di poter effettuare in ogni momento ampi dirottamenti non essendo le rotte legate da campi minati. Su tale percorso non si incontrano inoltre mine alla deriva che specie nella navigazione notturna possono riuscire pericolosissime.
Nella rotta interna verso la Tunisia la Divisione Abruzzi scortando un convoglio ne avvistò ben 13 nelle sole ore diurne.
Presentano d'altra parte gli inconvenienti:
- di permanere per più tempo a distanze intorno alle 80-100 miglia da Malta, cosa però che per i convogli veloci si verifica nelle ore notturne.
- di non avere nel tratto centrale la protezione degli aerei da caccia per mancanza di una base aerea opportunamente dislocata, inconveniente però che data la limitata autonomia dei nostri aerei da caccia si verifica anche nella parte centrale della rotta ad ovest di Malta.
Nei mesi di marzo - aprile e maggio, nei quali gli attacchi inglesi sulle rotte di ponente, che si svolgono per buona parte su fondali minabili, si sono moltiplicati causandoci numerose perdite per siluramenti - mine ed attacchi di navi di superficie, si sono avviati convogli aventi velocità superiore ai 14 nodi sulle rotte di levante per aumentare la zona di transito del nostro traffico ed obbligare cosi il nemico a diluire nello spazio i suoi mezzi di attacco.
Il convoglio CONTE ROSSO - MARCO POLO - VICTORIA - ESPERIA dal 12 al 17 marzo ha effettuato un viaggio completo Napoli – Tripoli e ritorno su rotte levante.
Il convoglio CONTE ROSSO - MARCO POLO - VICTORIA - ESPERIA dal 1° al 9 aprile ha effettuato un viaggio completo Napoli - Tripoli e ritorno su rotte levante.
Il siluramento del CONTE ROSSO deve considerarsi un fatto indipendente dalla scelta della rotta a levante di Malta, nel senso che, mentre assai di sovente ed in buon numero si avvistano sommergibili lungo la rotta da Pantelleria a Tripoli, molto di rado era constatata la presenza di sommergibili in agguato nelle vicinanze di Augusta - Siracusa. Molto probabilmente si trattava di un sommergibile che, ultimato l'agguato a Capo Spartivento, rientrava a Malta e per caso sfortunato si è trovato all'imbrunire sulla rotta del convoglio. La scorta aerea aveva lasciato il convoglio CONTE ROSSO poco prima dell'attacco del sommergibile. II bombardamento aereo del convoglio FOSCARINI - VENIERO GRETTI - RIALTO - BARBARIGO - ANKARA del 27 maggio è il primo che avviene sulle rotte di levante ed è dovuto all'aumentato controllo aereo della zona del canale di Sicilia e delle coste libiche da parte inglese. La caccia non era sul convoglio FOSCARINI durante l'attacco degli aerei inglesi sotto la costa dell’A.S. per difficoltà di decollo dovute al ghibli.
Gli aerei da ricognizione inglesi sono sempre in volo ed anche il 28 maggio il convoglio FOLGORE diretto da Tripoli a Napoli su rotte di ponente è stato rintracciato e segnalato a Malta da aerei da ricognizione alle ore 12.00 ed alle 16.30.
La caccia non era nel cielo del convoglio FOLGORE al mattino del 28 quando questo è stato avvistato, per difficoltà di decollo da Pantelleria e nel pomeriggio perchè gli apparecchi non hanno trovato il convoglio per cattivo tempo.
Il CONTE ROSSO all'atto del siluramento era alla sua 17° traversata, 8 viaggi completi tra Napoli e Tripoli. Era stato inoltre utilizzato per viaggi per la Sardegna per trasporto truppe.
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Re: AFFONDAMENTO PIROSCAFO "CONTE ROSSO"

Messaggiodi fiorenzo il 15 giu 2008 01:53

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IL PIROSCAFO CONTE ROSSO




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ALCUNI SOPRAVISSUTI AL SILURAMENTO DEL PIROSCAFO



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AFFRESCO DELLA SALA UFFICIALI DEL CONTE ROSSO


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Re: AFFONDAMENTO PIROSCAFO "CONTE ROSSO"

Messaggiodi fiorenzo il 15 giu 2008 03:03

Siracusa, 24 aprile 2008 -
Il 19 luglio con inizio alle ore 21, sarà celebrata, presso la Capitaneria di Porto di Siracusa, il 137° anniversario della fondazione del Corpo delle Capitanerie di Porto. Nel corso della cerimonia, cui interverranno i bambini che frequentano l'oratorio della Cappella Santa Barbara, associazioni d'Arma e Combattentistiche e la Croce Rossa Italiana, l'Associazione culturale "Lamba Doria" donerà la copertina originale della "Domenica del Corriere" celebrativa dell'entrata in linea, nel 1921, sulle rotte transatlantiche, della nave passeggeri "Conte Rosso".
Il CONTE ROSSO era una grande nave passeggeri di circa 18000 tonnellate entrata in servizio nel 1921. Appartenne prima al Lloyd Sabaudo, poi passò alla Italiana Società di Navigazione e infine nel 1937 al Lloyd Triestino. Durante la guerra fu requisita dalla Marina come trasporto truppe. Il 24 Maggio 1941 faceva parte di un convoglio per il trasporto truppe verso il Nord Africa, scortato da varie unità tra cui gli incrociatori Trieste e Bolzano. Fu silurato alle 20.40 dal sommergibile britannico Upholder. Affondò in poco piu' di dieci minuti alo largo delle coste siracusane nel punto 36° 41' Nord e 15° 42' Est a circa dieci miglia da Capo Murro di Porco. . Dei 2729 uomini imbarcati (280 di equipaggio e 2449 militari) ne morirono 1297 nonostante i soccorsi .Il sommergibile britannico venne affondato il 14 aprile 1942 mentre era in navigazione

L'alto numero di perdite, nonostante gli sforzi del soccorso, si spiega con il fatto che l'attacco era avvenuto di notte, rendendo difficile la ricerca dei naufraghi nel buio, in un mare comunque insidiato da sommergibili nemici. Inoltre la rapidità dell'affondamento e l'alto numero di uomini a bordo fanno pensare che siano stati pochi a salvarsi sulle lance e che la maggioranza sia finita in mare, dove, anche in maggio, la sopravvivenza è assai difficile. La gente di Siracusa fu molto scossa dall'episodio perchè forse per la prima volta si toccavano con mano la tragicità e la cruda realtà della guerra in corso. Testimonianze e foto d'epoca tramandano l'immagine della Marina affollata dai cadaveri, stesi l'uno accanto all'altro recuperati in mare.
Tra gli spettatori di quell'orribile evento, vi era un bambino, che conserva ancora oggi nel suo cuore il dolore per quelle vite rubate: il Signor Carmelo Minimo, che da sempre si è impegnato perchè la città di Siracusa ricordasse l'affondamento del Conte Rosso. E’ grazie anche a tale impegno che oggi la città ha una via dedicata ai caduti del Conte Rosso voluta dal Presidente della Commissione per la toponomastica, e ogni anno, per l'anniversario, ricorda con apposita celebrazione il siluramento del Conte Rosso. Il Signor Minimo ha realizzato un modello del piroscafo Conte Rosso, un modello che ha donato alla Capitaneria di Porto .
CURIOSITA'Nel 1915 prima di essere completato il piroscafo fu requisito dal Governo inglese, trasformato in portaerei (una delle prime in assoluto) e consegnato alla Royal Navy con il nome di HMS Argus. Nel 1919 ritornò in cantiere e fu ritrasformato in nave passeggeri. Dopo un anno e mezzo di lavori il piroscafo fu varato il 10 febbraio 1921 con il nome di Conte Rosso e finalmente consegnato all'originario proprietario, il Lloyd Sabaudo. Il 29 marzo 1922 fece il viaggio inaugurale sulla linea Genova - Napoli - Buenos Aires. Il 15 maggio 1922 inaugurò la linea Genova - Napoli - New York che fu mantenuta sino al 27 febbraio 1928

http://www.HARBOURS.NET


Per maggiori informazioni si può chiedere al Sig.

Sama' Cesare
96100 Siracusa (SR) - Ronco A Von Platen, 49
Tel. 0931 69526


Un grazie particolare lo devo alla moderatrice del forum la Sig.ra Evaluna, che grazie alla sua informazione
ho potuto contattare telefonicamente prima e scritto poi il Sig. Cesare che mi ha messo in contatto con altri
parenti delle vittime del CONTE ROSSO.

Un altro ringraziamento lo devo personalmente al Forum del SRWEB,anche se sono lontano da Siracusa 1500 km circa, mi sento come uno di voi, perchè lì sepolto da qualche parte o rimasti tra i dispersi del CONTE ROSSO c'è anche mio nonno materno.
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