Un´altra telefonata alle agenzie, di nuovo all´ora in cui i giornali si apprestano alle chiusura. Così, con l´ormai solito strappo alla prassi e bypassando lo stuolo di addetti stampa della Regione, decolla finalmente il Lombardo I. Assegnate le deleghe, una settimana dopo la scelta dei nomi degli assessori e 47 giorni dopo le elezioni. Il governatore dei grandi numeri, l´esponente politico più votato nella storia dell´autonomia, centra un record anche nei tempi di gestazione del governo.
Ma alla fine di un´ennesima, lunga, trattativa con gli alleati sull´asse Palermo-Catania comunica la lista. Con due conferme, i tecnici Massimo Russo alla Sanità e Giovanni La Via all´Agricoltura, e diverse sorprese rispetto alle indicazioni circolate in settimana. Il terzo tecnico della giunta Lombardo, il magistrato Giovanni Ilarda, non va al Lavoro, come lo stesso presidente avrebbe voluto per dare un segnale di moralizzazione in un settore inquinato dalle inchieste giudiziarie, ma alla Presidenza, dove si occuperà di informatizzazione e riorganizzazione del personale. Il Lavoro, invece, spetta ad Alleanza nazionale, ma non a Luigi Gentile, l´uomo del coordinatore regionale Pippo Scalia, ma a Carmelo Incardona.
La "matricola" Gentile si sederà invece alla guida di un assessorato minore, i Lavori pubblici. Il braccio di ferro fra Forza Italia e Udc per i Beni culturali, la delega più ambita, viene vinta dallo scudocrociato: in piazza Croci si accomoda Antonello Antinoro, recordman di voti nelle ultime due tornate elettorali, mentre l´altro uomo dell´Udc, Pippo Gianni, viene destinato all´assessorato all´Industria.
Forza Italia, dunque, deve rinunciare ai Beni culturali, poltrona su cui il sottosegretario alla Presidenza Gianfranco Miccichè voleva far insediare Michele Cimino. Ma il deputato agrigentino, ex capo della commissione Finanze all´Ars, ottiene un ruolo di governo in linea con i suoi impegni recenti: e finisce all´assessorato al Bilancio, dove raccoglierà l´eredità di Guido Lo Porto. I forzisti vengono ricompensati con un altro assessorato di serie A, il Turismo, che da Dore Misuraca passa nelle mani di Giambattista Bufardeci, ex sindaco di Siracusa e presidente dell´Ancisicilia. Il quarto assessore forzista, Francesco Scoma, saluta il suo ritorno al governo con una delega non di primo piano, la Famiglia. Avrebbe preferito il Lavoro.
Lombardo, alla fine, conserva per l´Mpa l´incarico cui teneva di più, il Territorio. Dopo l´esperienza di Rossana Interlandi, nel palazzo di via Ugo La Malfa sbuca l´outsider Giuseppe Sorbello, sindaco di Melilli. Che ha già avuto le prime indicazioni da Lombardo: «Dovrà occuparsi del porto di Augusta». Alla fine, per una delega così pesante, il governatore ha preferito Sorbello a un altro uomo dell´Mpa, più navigato, come l´ex sindaco di Agrigento Roberto Di Mauro, capogruppo uscente all´Ars, dirottato al timone dell´assessorato alla Cooperazione.
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